CHI L’HA VISTO? – La parabola di Vladislav Dukic

Vladislav Dukic
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METEORE – Nell’estate del 1989, il Cesena di Marcello Lippi ingaggia dal Partizan Belgrado il centravanti Vladislav Dukic, riponendovi grandi aspettative…

Alla fine degli anni ’80, il Cesena sembrava aver trovato una certa stabilità nell’élite del calcio italiano. Infatti, dopo la trionfale promozione ottenuta nel 1987 ad estate inoltrata vincendo lo spareggio di San Benedetto del Tronto (vedi A volte, sosta e mercato fanno miracoli: quel magico 1986/87), i bianconeri centrano due salvezze consecutive in serie A, entrambe sotto la guida di Alberto Bigon in panchina: prima, da neopromossi nel 1987/88, ottengono un eccellente nono posto finale, poi, l’anno successivo, si salvano con una giornata di anticipo. Dopo questi exploit alla guida del piccolo Cesena, l’allenatore diventa ricercatissimo e viene messo sotto contratto dal Napoli: una scelta azzeccata che lascerà il segno, visto che nel 1990 i biancazzurri guidati da Bigon in panchina e Diego Armando Maradona in campo vinceranno uno storico scudetto. Ma torniamo al Cesena, che si ritrova senza allenatore: a sorpresa, l’allora Presidente Edmeo Lugaresi decide di puntare su un giovane allenatore toscano che ha fatto bene in serie C con Siena, Pistoiese e Carrarese, ma che dovrebbe affrontare un doppio salto per arrivare in serie A. La scelta è rischiosa, ma Lugaresi ne è convinto e così Marcello Lippi diventa il nuovo allenatore del Cesena.

La squadra non è affatto male, in porta c’è Sebastiano Rossi con Alberto Fontana come riserva di lusso, in difesa Calcaterra, Cuttone, Nobile e Davor Jozic, a centrocampo Ansaldi, Domini, Pierleoni ed il capitano Adriano Piraccini, mentre in attacco si fa affidamento su Massimo Agostini, che con i suoi 11 gol aveva trascinato il Cesena alla salvezza l’anno precedente. Tuttavia, nonostante la rassicurante presenza del Condor, il reparto offensivo pare a corto di alternative e così si decide di andare sul mercato in cerca di una prima punta.

Dopo alcune alternative scartate, la scelta cade su un 27enne slavo molto considerato in patria, ma misconosciuto all’estero, tale Vladislav Dukic. Cresciuto nel Vrnjacka Banja, Dukic si è messo in mostra nella seconda divisione jugoslava con la maglia del FK Napredak Kruševac (35 gol in 93 partite), prima di sbarcare in massima divisione con il Prishtina (ora Kosovo) dove resta due anni con buoni risultati (11 gol in 30 partite), tali da essere convocato nella Nazionale della Jugoslavia con la quale disputa due partite, la prima contro la Germania Ovest (1-1), l’altra contro la Svizzera (2-0), partita nella quale va anche a segno. Va anche alle Olimpiadi di Seoul con la nazionale olimpica e, quando torna, firma per il Partizan Belgrado, per quella che rappresenta la sua grande occasione. Con la squadra della capitale gioca 35 partite e realizza 14 gol, un ottimo bottino, oltre a conquistare la Coppa di Jugoslavia, imponendosi all’attenzione di alcune squadre dell’Europa occidentale, sempre alla ricerca di buoni affari. Sperando di mettersi in mostra in serie A e convincere qualche grande club, Vladislav Dukic accetta l’offerta del Cesena e nell’estate del 1989 sbarca in Romagna.

L’ambientamento è difficile, la squadra parte male e conquista appena 6 punti in 10 partite e si ritrova ben presto in fondo alla classifica. Tuttavia, Dukic illude, perchè già nella seconda partita, il 3 settembre, va in gol ed il Cesena espugna Cremona (2-1, Dukic, Limpar, Agostini). Sarà però un fuoco di paglia: la squadra pian piano assimila gli insegnamenti di Lippi e migliora sensibilmente, ma lo slavo si eclissa e sempre più spesso gli viene preferito l’estroso esterno Franco Turchetta. Per il secondo (ed ultimo) gol in maglia bianconera bisognerà infatti attendere il 21 gennaio, quando “Vlado” apre le marcature contro il Lecce al Dino Manuzzi (4-0, Dukic, Agostini 2, Nobile). Poi più nulla e la stagione dello slavo si chiude in maniera del tutto anonima, nonostante il Cesena riesca a conquistare un’incredibile salvezza con una rimonta prodigiosa (nessuna sconfitta nelle ultime 8 partite, compresi i pareggi con Fiorentina, Inter e Juventus).

Fallito lo sbarco nel calcio italiano, Vladislav Dukic fa ritorno nella sua Jugoslavia, dove il Partizan, memore della precedente stagione, lo riaccoglie a braccia aperte. I risultati sono discreti, ma non allo stesso livello dei precedenti (4 gol in 20 partite), nonostante un’altra vittoria della Coppa. Forse “bruciato” dall’esperienza romagnola, forse comprensibilmente distratto dalle cose terribili che accadono in quegli anni in Jugoslavia, Dukic si avvia mestamente a chiudere la carriera: prova un “colpo di coda” tornando al FK Napredak Kruševac, nel frattempo promosso in prima divisione, ma le cose non vanno bene (solo 11 presenze ed 1 gol) e così, a soli 31 anni, Vladislav chiude con il calcio giocato. Per dieci anni si perdono le sue tracce, almeno fino al 2002/03 quando tenta l’avventura in panchina con il suo FK Napredak Kruševac, ma dopo poche partite viene esonerato e sparisce per sempre dalle cronache sportive.

Di lui resta il ricordo di una sola stagione nel calcio italiano, tutt’altro che memorabile, con addosso la maglia bianconera del Cesena. Ma almeno potrà raccontare agli amici di essere stato allenato da Marcello Lippi, allenatore campione del mondo…


Immagine tratta dal sito it.wikipedia.org

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