La Troia veronese non cade, il Cavallo è ai box

Cesena-Virtus Verona
Condividi questo articolo

OPINIONI DI UN DIVANO – La Virtus piazza il pullman davanti alla porta, Freschi ci buca la mongolfiera e il Dino Manuzzi è nuovamente violato

Cento anni fa. Corre l’anno 1921. A Livorno, la Sinistra italica si scinde (strano, eh?!) e viene fondato il Partito Comunista Italiano, che guarda a Est. Il mito, naturalmente, è rappresentato dalla rivoluzione bolscevica, che ha dimostrato come il proletariato può conquistare il potere e cambiare la storia. Sempre 100 anni fa, anche a Verona si guarda a est, ma più modestamente alla periferia est della città. Lì sorge il quartiere di Borgo Venezia, di recente costruzione, da poco liberato dalle servitù militari. Quartiere nuovo, squadra nuova. E così gli abitanti del quartiere, invece di seguire l’Hellas, si fanno, quasi per scherzo, una squadra tutta loro, la Virtus. E pensare che all’epoca della fondazione, l’Hellas disputava le sue partite del campionato nazionale proprio nel quartiere di Borgo Venezia (e lo farà fino al 1933), dove sorgeva il campo sportivo militare. Quelli di Borgo Venezia, però, sono tipi tenaci e continuano per conto loro. Nasce un’altra squadra veronese, il Chievo, che raggiunge grandissimi risultati in serie A e B. Ma loro niente, continuano nel loro campetto di quartiere…

Belli, Freschi e Longevi – Il risultato è che questa piccola società è ancora viva e addirittura milita in un campionato professionistico, avendo come sogno quello di disputare la Serie B. Sapete già che il suo allenatore, il signor Luigi Fresco, dirige la squadra da ben 39 anni, quarto al mondo per longevità di servizio: va però detto che è abbastanza al riparo dal rischio esonero, visto che è anche presidente della società Virtus Verona (vedi Arriva la Virtus Verona con il “Ferguson italiano”). Ma non è solo questo il motivo della resistenza dell’allenatore. Questo è anche bravo. Viene a Cesena, nello stadio-vuoto-che-non-fa-più-paura e si porta a casa tutto il bottino.

L’Assist di Ardizzone – Cinque minuti, cinque tiri del Cesena. Così comincia la partita. La furia agonistica poi pian piano si placa. Ardizzone si mangia tutto quello che può mangiarsi, di testa, di piede, in tutti i modi. Ad un certo punto liscia anche un pallone a due passi dal portiere e il tutto si trasforma in uno splendido passaggio per il nostro bomber. Lo segno fra gli assist. Bravo Ardizzone... Alè, la partita è finita, tutti a casa. Però non devono aver informato i veneti, che continuano (zucconi) a cercare di darci fastidio.

Siamo invulnerabili (come Achille) – Un pallone ballonzola pericolosamente verso la nostra porta, San Nardone gli piazza uno schiaffone che lo fa rimbalzare sulla la traversa. Dunque si diffonde fra le nostre file la convinzione che siamo invulnerabili. Dopo questo flipper fortunato non ci sono più dubbi e cazzeggiamo con leggerezza. Ma loro no, i centenari veronesi non sono convinti, no, e ci piazzano due gol fra capo e collo senza alcun rispetto per la nostra invulnerabilità. Si chiude il primo tempo con un grande interrogativo. Perché Steffè gioca come il peggior Petermann e Petermann gioca come il miglior Steffè? Non si saranno mica scambiati la maschera e la maglia? A Carnevale…

Attacco allo scuolabus – Il secondo drammatico tempo ci dà in piccolo l’idea di quello che può essere successo a Troia, qualche anno fa. Gli achei del Cavalluccio rimbalzano contro le mura di Borgo Venezia e, non disponendo di un cavallo (Caturano è ai box e lo stanno riparando) e tantomeno di un centrocampo all’altezza, ad essere espugnato è il Dino Manuzzi. I virtussini mettono il pullman davanti alla porta, aggiungono per sicurezza anche uno scuolabus (tanto è fermo per il Covid) e insomma la storia finisce così.

La Mongolfiera è forata, ma… – Dai su, non è niente. Ci hanno solo bucato la mongolfiera e siamo ritornati a terra, ma sicuramente ci  metteremo una toppa e ricominceremo a soffiare. Prima o poi ci sarà una trasferta e allora… non ce ne sarà per nessuno! (daidaidai)


Immagine tratta dal sito www.trivenetogoal.it

2 Comments on “La Troia veronese non cade, il Cavallo è ai box”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *