Violante Malatesta ordinò: abbonatevi!

Cesena-Recanatese
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CRONACHE DEL SETTORE O – Nel 1438 Violante Malatesta ordinò ai suoi sudditi di abbonarsi e così 835 persone ebbero un posto fisso al “Garampo Sferisterium”

Nel gioco del pallone, si sa, si vive di corsi e ricorsi, di statistiche e di tabelle, di riti e di superstizione e fin dall’antichità, dove non arriva il ponderabile arriva la fantasia. Recentemente da alcuni studi sulla signoria Malatestiana, in particolar modo sul periodo in cui a Cesena regnò Domenico Malatesta detto Novello, signore della città dal 1432 al 1465, sono emersi importanti ritrovamenti che hanno evidenziato quanto lo sport fosse praticato dai cesenati, quanto le manifestazioni sportive fossero seguite e quanto peso ebbero sull’economia della città. Eravamo nell’anno 1439 e lo sport più popolare nella nostra ridente cittadina era la “pallapugno”. La squadra locale con i colori argentoneri giocava al “Garampo sferisterium”. Dopo anni anonimi ma anche di stagioni di grande splendore e di grandi risultati in cui dalle serie minori la squadra aveva raggiunto la “primus”, ovvero  la categoria maggiore qualificandosi perfino una volta per un torneo che si giocava contro squadre fuori dai confini nazionali, l’associazione palla pugno Caesena per il succedersi di alcune gestioni scellerate era stata dichiarata fuori dai giochi.

Un gruppo di imprenditori locali fra cui l’oste di Porta Santi Tugnazz, il proprietario del Premiato Stallatico Urcion di Vicolo Masini, il parroco dell’antico Ospedale degli Orfanelli Don Gerlando Paganellus e soprattutto il presidente, già proprietario di molti vespasiani in giro per la città, tale Augusto Corrado Massicartum sotto la regia del nostro Novello, presero in mano la situazione e fecero confluire in una nuova società le forze economiche del territorio acquisendo il titolo sportivo dello Sporting Martoranorum, un paese a mezz’ora di cammino da piazza Inferiore verso nord. Violante, moglie di Novello, grande appassionata di palla pugno che non perdeva una partita da anni, ordinò ai sudditi di partecipare in massa a questo nuovo corso. 835 persone si abbonarono e partì il campionato 1438/39. I risultati furono altalenanti ma a poche giornate dal termine la squadra della nostra città che capeggiava la classifica da alcuni mesi cominciò ad andare in crisi di risultati, di gioco e di identità.

Anche i pallapugnatori più bravi erano allo stremo delle forze e tutta la città visse momenti di tristezza e di sconforto. Perfino il condottiero, tale Giuseppe Anghelinus venne accusato di codardia per aver sbagliato nella partita contro il San Zorz la tattica di gioco dichiarandola “rinunciataria e difensivista” tanto che per opera di un gruppo di imbestialiti supporters al termine dell’ennesimo pareggio rischiò il linciaggio. Secondo noi ci sono delle analogie con la situazione che sta vivendo la nostra squadra in questo campionato, non solo per i risultati ma anche per le persone e i loro ruoli, ma è solo una sensazione. Volete saperne di più? Beh, non siamo in grado di predire il futuro ma per il passato sono i testimoni del tempo che ci hanno tramandato la verità: la nuova società, la “Cìsena palla pugno” fu promossa e il suo allenatore tornò ad allenare la squadra giovanile come aveva fatto in passato. Evidentemente anche la principale contendente al titolo, il Mensa-Matelga, era arrivata alla frutta e non seppe fare meglio dei nostri prodi che mantennero, anzi, aumentarono il vantaggio in classifica. Qualcuno qui del settore O si tocca gli zebedei, ma no, è di buon auspicio perché nel tempo la storia si ripete.

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