Viali contro il suo Piacenza che portò in Serie D

Piacenza prima volta in A 1993/94
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NONTISCORDARDIME’ – Domani pomeriggio comincia l’avventura di mister Viali sulla panchina del Cesena, che sfiderà in trasferta il Piacenza

La ventiquattresima giornata del campionato di Serie C girone B 2019/20 vede il Cesena affrontare il Piacenza per la terza volta in stagione, questa volta in trasferta, dopo il pareggio per 1-1 dell’andata e la beffarda sconfitta ai rigori in Coppa Italia di categoria (vedi Le qualificate ai quarti di Coppa Italia di SerieC). Il sodalizio biancorosso, proprio lo scorso anno, ha festeggiato i cent’anni di attività, in quanto nacque nell’estate del 1919, non appena l’Italia si riprese dalle brutalità della guerra e riaffiorò la voglia di divertirsi e giocare. Per un decennio abbondante giocò in campionati regionali, fino a metà anni ’30, quando fu ufficialmente introdotto il campionato di Serie C, dove gli emiliani rimasero, esclusa qualche rara apparizione in Serie B e Serie D, fino alla metà degli anni ’80. In particolare, nel 1974/75 con l’allenatore Giovambattista Fabbri e con una squadra formata da giocatori non molto noti ma comunque esperti e capaci, stravince il campionato di Serie C. Questo fu possibile grazie alla capacità di giocare un calcio estremamente moderno, in grado di entusiasmare il pubblico piacentino e non solo. Rimase nei ricordi degli sportivi la dichiarazione di Sandro Mazzola in una “Domenica Sportiva” della primavera 1975, il quale disse che il Piacenza era la squadra che giocava il miglior calcio in Italia.

Tuttavia la svolta arrivò nel 1983, quando iniziò il periodo d’oro per il Piacenza Calcio grazie all’arrivo del presidente Leonardo Garilli, piacentino e industriale del metano, che porterà alla rinascita la società emiliana. Dalla Serie C2 nella quale si trovava la squadra giunse alla Serie B e vi partecipò per due anni consecutivi nelle stagioni 1987/88 e 1988/89. Ebbe una breve ricaduta in Serie C ed iniziò nel 1990/91 una straordinaria ascesa che lo portò a giocare per la prima volta in Serie A nel 1993/94 e a disputare un totale di 8 campionati di Serie A e più di 10 in Serie B. Il Piacenza di Serie A è all’insegna dell’autarchia: la squadra è composta infatti da soli italiani, e così sarà fino alla stagione 2000/01. La stagione seguente fu raggiunta la salvezza ed un giocatore bianco rosso, Dario Hubner, divenne il capocannoniere della Serie A con 24 reti, insieme allo juventino Trezeguet. Il 2002/03 vide i biancorossi tornare in Serie B, campionato che disputeranno per otto stagioni di seguito, fino al 2011, quando retrocessero ai play-out, nonostante calciatori del calibro di Volpi e Cacia. In seguito alla delusione per la retrocessione e in polemica con i vertici federali per non aver sospeso i tornei malgrado lo sviluppo di indagini relative ad un giro illecito di scommesse (in cui risultarono implicati numerosi giocatori biancorossi) la proprietà del club emiliano manifestò l’intenzione di non voler iscrivere la squadra a nessun campionato per la stagione 2011/12. Tuttavia in seguito la dirigenza cambiò idea ed il Piacenza dopo 20 anni tornò a giocare nella terza serie, rinominata Prima Divisione.

Nell’arco di quella stagione il Piacenza venne ceduto dal presidente Garilli ad una cordata di imprenditori, ma dopo poche settimane lo stesso Garilli tornò al vertice. A fine campionato la squadra perse i play-out e retrocesse in Lega Pro Seconda Divisione, ponendo la parola fine alla presidenza della famiglia Garilli. Il Piacenza si ritrovò quindi nella quarta serie nazionale, ma questo divenne secondario, poiché il giorno 19 giugno 2012, in mancanza di acquirenti in sede di asta fallimentare, fu decretato il fallimento. All’inizio di luglio il marchio del Piacenza fu affittato per quattro anni alla Lupa Piacenza, che a fine stagione passò dalla Promozione all’Eccellenza emiliano-romagnola. Nell’anno della rinascita, con la denominazione provvisoria “Lupa Piacenza”, la nuova compagine, guidata in panchina dal neo allenatore del Cesena William Viali (che subentrò a campionato in corso e rimase per due stagioni), vinse il campionato di Eccellenza e venne promossa in Serie D. Nel giugno del 2013, in seguito ad un sondaggio popolare, la Lupa Piacenza cambiò nome in Piacenza Calcio 1919 e tornò nei professionisti solo nel 2016, dopo qualche annata passata a sgomitare in Serie D. Nella stagione 2018/19 i biancorossi sono protagonisti di un grande campionato, rimanendo a lungo in testa alla classifica, ma vengono superati proprio all’ultima giornata dalla Virtus Entella e in seguito perdono la finale play-off contro il Trapani.

I precedenti

Per quanto riguarda i precedenti col Cavalluccio, soltanto due sfide sono state giocate in Serie C e risalgono ai campionati 1949/50 e 1950/51; tutti gli altri incontri sono stati giocati in Serie B. Da segnalare la partita della stagione 2004/05 nella quale il Cesena perse 2-1 contro i padroni di casa allenati da Giuseppe Iachini, che un paio di anni prima condusse i bianconeri ai play-off di Serie C poi persi in semifinale contro il Pisa.  Ricordo ben più dolce per noi cesenati al Garilli di Piacenza è ovviamente quel pomeriggio del 30 maggio 2010, quando, vincendo 0-1 con un gol di Parolo, tornammo in Serie A dopo 19 anni. Questa è stata l’ultima sfida giocata dal Cavalluccio in quello stadio e sarà senz’altro emozionante tornarci a distanza di dieci anni! Nell’organico del Piacenza ci sono due calciatori transitati in riva al Savio, che non hanno lasciato traccia, ovvero Paponi, che fece due gol nella stagione 2007/08 quando ormai eravamo già retrocessi e Franchini, trasferitosi ai biancorossi proprio in questa finestra di calciomercato. L’incubo del goal dell’ex è sempre in agguato per noi cesenati!


Immagine tratta dal sito piacenzantica.it

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