“Per vedere il Cesena dovevo attraversare la ferrovia…”

Tifosi del Cesena - Curva Mare - Stadio Dino Manuzzi
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TIFOSI – Torna la rubrica dedicata ai tifosi del Cesena con la quale raccontiamo emozioni e ricordi: oggi è il tifoso doc Eddy a tenerci compagnia

Il protagonista della nostra rubrica è oggi “il Tifoso” per eccellenza, ovvero colui che per passione ed attaccamento alla maglia impersona il perfetto supporter che ogni squadra sogna di avere al proprio seguito. Stiamo parlando di Eddy Valzania di San Cristoforo, quarantacinquenne cesenate doc che pur lavorando da una vita a Forlì, ci tiene a precisare che “Sono nato a Cesena e, anche se vivo nell’ultima casa prima del confine, sono cesenate a tutti gli effetti ! Tutto regolare“.

Ciao Eddy, quando è iniziata la tua passione bianconera?!
Vado allo stadio da circa 35 anni; ho iniziato ad andare alla partita con mio padre in gradinata, ma appena ho avuto l’età per guidare il motorino ho continuato ad andarci da solo, ma in Curva Mare con gli amici e sono ancora lì!“.

Qual è stata la prima partita che hai visto dal vivo?
Mi ricordo un Cesena-Fiorentina del campionato 1981/82: la cosa curiosa legata a queste prime partite era che per raggiungere lo stadio, io bambino insieme a mio babbo dovevamo attraversare la ferrovia e scavalcare una recinzione…Ce la guadagnavamo, ogni volta un’avventura!“.

Qual è la cosa che ti ha colpito di più in positivo della nostra società calcistica in questi anni?
Senza dubbio il fatto che siamo stati bravi a sfruttare i soldi del Mondiale per fare del nostro stadio un gioiello tutt’ora invidiato in Italia“.

Il tuo calciatore preferito?
Sarebbero tanti da ricordare a partire dai primi che ho visto giocare: gente come Schachner, Agostini, Rossi, Rizzitelli, Cavasin e il mitico Dario Hubner“.

L’allenatore che secondo te ha dato in questi anni di più al Cesena?
Io ho sempre stimato Pierpaolo Bisoli, perché oltre alle molteplici promozioni ottenute si è trovato a lavorare in situazioni molto complicate anche dal punto di vista economico, in un clima non sempre facile da sopportare, in un momento per il Cavalluccio molto complicato: a parer mio ci ha messo il cuore“.

Qual è il ricordo più esaltante di questi 35 anni?
Ogni promozione di categoria è sempre stato un evento indimenticabile, ma una su tutte che mi è rimasta nel cuore è il passaggio dalla serie C alla serie B del campionato del 2008/09, il primo anno di Bisoli: eravamo tantissimi a Verona e fu un’emozione fortissima!“.

Il ricordo più spiacevole che ti ha lasciato l’amaro in bocca?
Sicuramente quando siamo retrocessi in serie C nel 1996/97 pur avendo perso solo 9 partite su 38 e con una differenza reti positiva; ero presente all’ultima partita ad Empoli e la delusione fu davvero terribile“.

La tua opinione sull’imminente campionato?
Anche se per motivi ovvi ed economici la società ha dovuto scegliere la politica di una squadra giovane e fresca, speriamo che qualcuno di loro brilli per capacità, che ci riservi qualche sorpresa e che dimostri il proprio talento. In questo senso mi dà molta fiducia mister Camplone: mi piace, è un uomo che cattura l’attenzione dei giocatori e ed è un buon maestro per i giovani. Mi auguro poi che possa rimanere Crimi a confermare un centrocampo che secondo me è, ad oggi, il reparto meglio assortito e che dà più garanzie. Per il resto spero in una salvezza agile e chissà mai che assumendo un basso profilo e valorizzando qualche giocatore non si possa arrivare anche a qualcosa in più“.


Immagine tratta dal sito cesenacalcio.it

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