Trieste assegnata alla Jugoslavia, l’arbitro a Zelig

Trieste-Cesena
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OPINIONI DI UN DIVANO –  Con Zecca “falso” (nove) il nostro “oro” si rivela ottone. Le troppe assenze e un organico modesto ci spingono in giù

Ciò Bepi…Trieste, ci sono stato. Ci sono stato anche diversi giorni, undici mesi e qualcosa. Dovendo fare, volente o nolente, il militare, decisi che tanto valeva buttare via quindici mesi con uno stipendio e provai il concorso per fare l’Ufficiale di Complemento in un Corpo di Polizia. Non avevo santi in Paradiso, ma l’unica cosa che contava era il voto di laurea e così, incredibilmente, mi ritrovai, dopo quattro mesi di Accademia, a fare il Comandante del Porto Franco di Trieste, con 122 pugliesi guidati (più o meno) da un ragazzino romagnolo. Città bella, ragazze (mule) bellissime, ma un po’ freddine con “i tagliani” come venivano definiti tutti o quasi i non-triestini. Trieste, bella e algida (è una finezza, non la pubblicità del gelato). Ce l’avevano con noi perché avevamo ceduto, con il trattato di Osimo, la Zona B dell’Istria alla Jugoslavia di Tito, che peraltro già la occupava. D’altronde, quando hai un genio pelato al comando, che fa guerra a cani e porci e la perde, cosa ti aspetti dai nemici? Che ti ringrazino?

Tagliani bastardi
“Tagliani bastardi” era, ai miei tempi, la scritta più frequente sui muri della città giuliana. Per questo, forse, sta squadra ci è così ostile e ci va tutto storto quando incontriamo i rosso alabardati. Va detto che ieri eravamo già partiti come un’anatra zoppa con la benda sugli occhi. Mancava “solo” mezza squadra, ma quella buona. Dall’altra parte una banda di trenta/quarantenni piuttosto sgangherata e inconcludente, ma ricca di ambizioni e con l’uomo in più, il Signor Ricci da Firenze.

Il pirla giallo
A quel pirla giallo (chiedo per un amico), perché cavolo gli hanno dato un fischietto? Non era meglio se gli davano una trombetta, un cappellino e tre coriandoli?  E poi gli dicevano: vai, caro, vai a giocare fuori dallo stadio, che qui abbiamo da fare, ti chiamiamo quando abbiamo finito. Il rigore contro il Cesena, per chi non lo avesse visto, è stato preceduto da una sfilza di azioni sceniche assolutamente casuali e contraddittorie. Avete presente l’hostess quando vi mima le uscite di sicurezza dell’aereo (sicurezza, si fa per dire) e le mascherine di ossigeno? Ecco, una cosa del genere.
Rigore, anzi no, fallo a favore del Cesena, ammonizione dell’attaccante, anzi invece rigore per la Triestina. Intorno all’artista, ventuno giocatori un po’ bianchi e un po’ rossi a protestare a turno.

Palla rotolante
Ottimo spettacolo, complimenti. Poi, per chi non lo sapesse, nel secondo tempo abbiamo preso gol su un calcio di punizione battuto al limite dell’area con la palla in movimento. Lo sanno anche i bambini dell’asilo che la palla deve essere ferma, ma l’omino giallo non ha visto niente, non ha detto niente, non ha fatto niente. Ha fischiato e poi è corso a zigzag verso il centrocampo. Gli hanno detto che quando c’è il gol, si fa così, si va verso il centro del campo e lui l’ha fatto, perché è un tipo scrupoloso. Poi quando è entrato Ricci, l’omonimo giocatore del Cesena la confusione in lui si deve essere trasformata in caos. Ma come, deve aver pensato, Ricci è lui o sono io, non sarà lui l’arbitro?

Il fischietto di  identità
Poi, però, si è ritrovato il fischietto fra le mani e si è rasserenato. Noi no. Dal Divano partivano nugoli di accidenti a raffica che tuttavia non sono riusciti a colpirlo. Peccato. Sarà per la prossima volta. Del Cesena (o quel che resta) che dire? Quando capita che Zecca è “falso” (nueve) la classifica d’oro si trasforma in ottone. Poveraccio! Smarrito e sperduto, non è il suo ruolo. Sarebbe come fare arbitrare il signor Ricci di Firenze.

Trieste alla Jugoslavia
Ai nostri baby, fra una cosa e l’altra, sono saltati i nervi e Maddaloni è riuscito a farsi espellere dal pagliaccio. Ma poi hanno fatto un bel finale, in dieci contro undici, e il gol di Collocolo non ci porta punti, ma mi sforzo di credere che sia una base per alimentare un ottimismo “nonostante tutto”. Insomma, non buttiamoci giù, che tanto ci pensano già gli altri a farlo. Mercoledì vedremo di che pasta sono fatti questi bimbi, io tremo, ma con fiducia. Nel frattempo, propongo di passare Trieste e Granoche alla Jugoslavia e l’uomo in giallo a Zelig. Magari lì fa ridere anche di più. Il Divano oggi ha riso poco. Anzi, niente!


Immagine tratta dalla diretta di www.elevensports.it

10 Comments on “Trieste assegnata alla Jugoslavia, l’arbitro a Zelig”

  1. Perfettamente d’accordo con te Alberto, e grazie per l’empatia dimostrata.

  2. Caro Retsi, spesso e volentieri l’odio non nasce dalla ragione, ma dall’emotività. Si cerca un colpevole del disagio e si individua quello diverso da noi come “colpevole” o bersaglio. In realtà le vittime più inconsapevoli dell’odio sono proprio gli haters stessi, che rinunciano alla possibilità di realizzarsi come Persone, facendosi abbindolare da spregiudicati personaggi politicanti che fanno solo il proprio sporco e squallido interesse. Posso sono lontanamente immaginare cosa hai provato da piccolo. Un abbraccio.

  3. Ahaha, bravo Stefano. Touché. Il pelato era nostrano, e non era un pomodoro. 1 a 0 per te. Trieste alla Jugoslavia solo come campionato. Per il resto ce la teniamo stretta in Italia. Mandi (così ti incazzi un altro po’) 😉 Si scherza, dai…

  4. Il pelato che faceva la guerra a tutti era delle vostre parti … saluti da Trieste (anzi Trst così sei contento)…

  5. Una parte di Trieste si sentiva tradita dall’Italia, la parte slovena invece sperava nel ricongiungimento con la madrepatria (in questo caso la Yugoslavia) ed e’ rimasta anch’essa delusa da Osimo. Mi ricordo anch’io delle frasi contro gli “s’ciavi” in giro per la citta’ quand’ero piccolo, non era certo piacevole vedere una parte dei triestini odiare me ed altri triestini sloveni.

  6. Sig.Michele, le note autobiografiche sono reali e non c’è niente di inventato. Parliamo del 1977/1978, le scritte c’erano ed erano molte, legate all’amarezza per il trattato di Osimo, immagino. Io me le ricordo bene. Quelle sugli slavi anche, è vero e Tito non era proprio un amico. Trieste si sentiva tradita e abbandonata in qualche modo dal governo italiano, forse anche dimenticata dal resto della popolazione. Tutto comprensibile e in parte giustificato. Ma l’impatto della città, per un non giuliano, era come un muro, o almeno io l’ho percepito così. Sicuramente non aiutava la circostanza che fossi un militare di leva, anche se di un corpo di polizia, anche se ufficiale. Trieste comunque è una delle più belle città mitteleuropee, una perla e i suoi cittadini educati e vivaci. La mia scherzosa proposta di cedere Trieste alla Yugoslavia (nientemeno) forse doveva essere ancor meglio chiarita. L’unico modo per non andare a sbattere con la Triestina (questa era la battuta) forse è cercare di far inserire la Triestina in un altro campionato. Sloveno? Croato? Un saluto alla bella Trieste e ai Triestini. (il tram de Opcina xe nato disgrasià, ma anche per il Cesena incontrare la Triestina, negli ultimi tempi, non è proprio una fortuna)

  7. Mai vista la scritta “tagliani bastardi” in 44 anni di vita a Trieste… quella più comune era “s’ciavi merde” (slavi merde in dialetto triestino) o “tito boia” e croci celtiche e svastiche un po ovunque…. per quanto riguarda la partita, non una grande prestazione di nessuna delle due squadre con la Triestina con un po più di voglia… nientaltro.

  8. Il calcio è dei furbi se ti metti davanti alla palla prima che battono hai voglia poi protestare e tutto il bla bla dell articolo.. te lo insegnano fin dai pulcini di metterti davanti la palla perché non battono subito.. errore da dilettante vostro

  9. Caro Liuk, io della partita non ho citato quasi niente, come hai visto leggendo il pezzo. Il Cesena è una squadra dall’organico modesto che aveva come obiettivo principale non retrocedere. Se le togli i suoi giocatori migliori, considerata anche la giovane età media, le assenze bianconere non sono paragonabili nemmeno da lontano a quelle triestine. Dopodichè, io non ho contestato il rigore, ma ho scherzato sulle modalità che lo hanno preceduto e sinceramente sono abbastanza convinto che il fallo sia cominciato fuori area. La Triestina, a parte quello sprazzo e nonostante la superiorità numerica, non ha prodotto niente di niente. Il Cesena anche, per cui un pareggio sarebbe stato il risultato giusto. Naturalmente è sempre una valutazione soggettiva, è il bello del calcio. 🙂

  10. Rigore nettissimo. Nel bel articolo non citi le 3 occasioni in 15 secondi con una traversa per la Triestina. E nemmeno che anche alla triestina mancavano 5 titolari

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