“In tribuna come un pascià, con la Triestina in Serie A”

Triestina Calcio 1982-83
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AVVERSARI – Cesena al Nereo Rocco per vendicare lo 0-2 dell’andata. Nel frattempo, la guida della Triestina è passata da Gautieri a Pillon

Al solito, cominciamo l’analisi dell’avversario di turno facendo un salto nel recente passato: il match d’andata tra Cesena e Triestina è coinciso con la prima sconfitta della “banda Viali”, un sonoro 0-2 casalingo che seguì il già non esaltante pareggio della settimana prima, in casa della Virtus Verona (che a conti fatti non ci porta particolarmente bene…). Particolarmente negativa fu la prestazione di Munari (ora in predicato di partire nel mercato di gennaio), protagonista di una ingenua espulsione, con Favale che all’epoca sembrava un lontano parente del buon difensore dell’ultimo periodo, mentre, tutto sommato, positiva fu la prestazione di Satalino, incolpevole sui gol subiti (vedi Cesena ko: nelle pagelle si salva solo il portiere).

Tornando agli alabardati, rispetto al girone d’andata, in panchina c’è una novità: dopo una serie di risultati poco esaltanti nel girone di andata, è stato esonerato Carmine Gautieri ed oggi il tecnico della Triestina è l’esperto Giuseppe “Bepi” PillonLo Stadio Nereo Rocco può contenere oltre 26mila spettatori, è stato inaugurato nel 1992, sostituendo il vetusto “Giuseppe Grezar” (che fu calciatore del Grande Torino, scomparso nella tragedia di Superga) ed è anche la sede della società. Tra gli ex giocatori della società alabardata spiccano Dino Baggio, Gigi Radice e Ferruccio Valcareggi. Nutrita anche la rappresentanza di ex bianconeri: da Biato a Calderoni, passando per Medri, l’attuale vice di mister Viali , ma anche Del Bianco (ancora mi ricordo il suo gol a Tacconi contro la Juventus) e Lorenzo Scarafoni.

Il poeta triestino Umberto Saba venne ispirato proprio dagli alabardati, di cui era tifoso, nella composizione di ben cinque poesie. Pure il cantautore istriano Sergio Endrigo, nella canzone “Mille Lire”, ricordando la sua giovinezza, cantò “in tribuna come un pascià e la Triestina militava in Serie A”. Tra le cose da vedere a Trieste (quando sarà possibile visitarla) ci sono senz’altro la Piazza Unità d’Italia (considerata una delle più belle della nostra penisola), ma anche il Teatro Romano, il Castello di San Giusto e l’Arco di Riccardo. Praticamente obbligatoria, se siete in centro, una cioccolata con pazza nello storico Caffè San Marco, aperto nel 1914 e storica meta di intellettuali e irredentisti del posto. Tra i piatti tipici va citata senz’altro la “jota” (una minestra a base di crauti), come secondi  citiamo il goulash e il bollito di maiale, mentre per terminare con un dolce consigliati la “putizza” e la “pinza”: per annaffiare il tutto è d’obbligo un buon Terrano (vino rosso intenso, che va bevuto fresco) o la Vitovska, un bianco fresco ideale per gli aperitivi.


Immagine tratta dal sito it.wikipedia.org

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