Trasformiamo l’autunno del Cesena in una primavera

Cesena-Spal
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OPINIONI DI UN DIVANO – Dopo la spumeggiante estate delle amichevoli, a Cesena l’autunno sembra avere spento gli entusiasmi: urge una trasfusione di punti!

Questa pioggerella d’autunno ti si infila nelle ossa. E’ una specie di spray che non puoi controllare, che non puoi respingere: semplicemente ti tocca accettarla e conviverci. Gli scozzesi, che come molti popoli del Nord hanno diversi termini per descrivere la pioggia, chiamano questo tipo drizzle, un termine quasi onomatopeico che rende l’idea di questo “stciuff” leggero leggero, che pervade il mondo e un po’ anche l’anima del tifoso del Cesena.

Il lusso dell’estate

Non è più il tempo dell’estate, di quelle calde serate nelle quali prendeva forma il “Grande Progetto”, con uno degli allenatori più emergenti (emergenti da cosa, poi, non si sa), con il miglior centrocampista della Lega Pro (tale Franco, forse un parente), con un manipolo di giovani strappati alla feroce concorrenza. C’era l’entusiasmo del rinnovamento e sullo sfondo anche un po’ di perplessità nell’abbandonare al loro destino (e al nostro) due pilastri della promozione come Alessandro e Ricciardo. Le amichevoli, perfino quelle di lusso, parlavano di un complesso acerbo, ma in grado di giocarsela alla pari con squadre di Serie A (vedi Un buon Cesena tiene testa alla SPAL nel test amichevole), addirittura…

Suona la sveglia

Poi, al mattino, suona sempre la sveglia. E quella Vis Pesaro che avevamo massacrato in Coppa Italia, viene bella bella ad espugnare il Dino Manuzzi con le telecamere della RAI accese. Mah, sarà stato un caso, abbiamo pensato tutti. Oggi non lo pensiamo più, non dopo aver subito varie reti alla prima occasione, non dopo aver sbadigliato per ore e ore assistendo a possessi palla sterili senza sbocchi al tiro. Abbiamo visto un allenatore giovane tentare di ignorare per settimane alcuni giocatori non “suoi” (De Feudis, Valeri e Ciofi, ad esempio) e sbagliare molte correzioni a partita in corso. Abbiamo visto attaccanti senza grandi bottini di gol in curriculum inaridirsi dopo qualche sprazzo incoraggiante. Abbiamo visto una squadra giovane, con un allenatore giovane, priva di un leader. Il pubblico ha fatto e fa quello che può, ma non scende in campo. Inutile lamentarsi se piovono fischi: tutto questo amore, questo sostegno vanno ripagati, senza raccontare balle e dire che va tutto bene.

Ticchi, tocchi e trullallà

No, non va tutto bene, catturiamo qualche faticosissimo punto scendendo progressivamente verso i bassifondi e perdendo via via fiducia. Quella te la danno solo i risultati, e i risultati non ci cosano. Allora sarà il caso di cambiare un po’ la mentalità, di cominciare a tirare in porta anche senza una serie snervante di ticchi e tocchi; sarà ora di guardarsi bene le spalle, perchè se la difesa ha i dati di un colabrodo, le responsabilità vanno condivise con chi deve fare da filtro. Il cavalluccio sembra oggi un animaletto un po’ frastornato e vagamente depresso, il manifesto del “vorrei, ma non riesco”.

Usciamo da questo autunno

Usciamo da questo autunno che fa cascare le foglie, l’umore e anche i marroni. Inneschiamo una primavera fuori stagione. Sapete come si fa? Vincendo a Fermo, inanellando una serie di prestazioni positive e, meglio ancora, vittoriose. Una trasfusione di punti, insomma, per rivitalizzare la bestiola. Si può, questa è una squadra che può darci grandi soddisfazioni. Ma se ci trasciniamo in questa malinconia strisciante, se esultiamo per un punto rosicchiato a Rimini in undici contro dieci, non andremo da nessuna parte. Specie se ci raccontiamo la storia del bicchiere mezzo pieno. Può darsi che sia mezzo pieno, però è quello mezzo vuoto che mi preoccupa. E se quello che manca se l’è bevuto qualcuno, forse non era proprio acqua e quindi occhio al “palloncino”. La classifica non perdona, ed è quella che conta. Daidaidai Cesena!. Andiamo a vincerla!


Foto di Luigi Rega tratta dalla pagina www.facebook.com/calciocesenafc

One Comment on “Trasformiamo l’autunno del Cesena in una primavera”

  1. Grande Wolf! stile inconfondibile 🙂
    sugli attaccanti però bisogna dire che:
    a) gli attaccanti costano, la società per fare di necessita virtù ha puntato su giovani (si li ha fatti scegliere a modesto, ma non è che modesto poteva scegliere tutti i giovani che voleva, poteva scegliere fra i giovani che costavano poco, perchè un giovane che aveva fatto 20 gol non ce lo saremmo potuti permettere anche se giovane, quindi Modesto, saggiamente visto che doveva scegliere giovani, ma non poteva scegliere giovani forti, li ha scelti potenzialmente forti (borello è tecnicamente forte, ma è molto fumoso e l anno scorso ha fatto mi pare 3 gol , zecca ha doti importanti ma poi fa due partite buone e si eclissa per 10, ha fatto mi pare 1 gol, Butic ZERO gol, Russini e Zerbin 1 gol a testa…se togliamo Sarao (11 gol, ma non certo un fenomeno) direi che la squadra in attacco era una scommessa, e se l’attacco è una scommessa è una scommessa tutta la squadra.
    2) io non sono esperto di statistiche ma, qualcuno mi trova, fra le squadre retrocesse all’ ultimo posto nei tre gironi della c degli ultimi 10 anni una squadra che a inizio anno punta su un attacco che l anno prima fra titolari e panchinari ha segnato meno di 20 goal? di cosa parliamo…

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