I 125 tifosi che hanno fatto 600 km di martedì sera meriterebbero ben altro

Pescara-Cesena 1
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TIFOSI – Dopo il piacevole (e vittorioso) viaggio a Pistoia, è già ora di rimettersi in moto per i tifosi del Cesena, attesi a Pescara

Il Cesena torna a Pescara a distanza di quattro anni dall’ultima volta (0-0 nella gara giocata il 1 maggio), in quel campo che il Cavalluccio non è mai riuscito ad espugnare in più di venti precedenti di campionato e che rappresenta quindi il tabù per eccellenza delle nostre trasferte. Ovviamente i tifosi non devono guardare le statistiche, perché altrimenti il settore ospiti rimarrebbe chiuso, infatti vengono staccati ben 125 biglietti, un dato ragguardevole per una partita in programma alle ore 21 di un martedì lavorativo.

Il pulmino è sempre lo stesso di Pistoia, ma non è al completo a causa di alcune defezioni dovute ad impegni lavorativi, in partenza da Cesena alle 17. Il viaggio d’andata dura tre ore circa ed è caratterizzato da un continuo cambio di corsia autostradale e conseguenti rallentamenti, dovuti a lavori di manutenzione che qualcuno dei presenti ricorda essere in atto da ormai qualche anno, ovvero dai tempi della Serie D, quando ci trovavamo spesso a percorrere la A14 lungo il litorale Adriatico. Usciamo al casello di Pescara Sud poco dopo le 20 e la Polizia ci dice di attendere l’arrivo dei nostri compagni di viaggio a bordo di pullman e pulmini, così nel frattempo parliamo del più e del meno con un agente, finché non arrivano gli altri e sono ormai le 20,30. Scortati da diversi mezzi della sicurezza, arriviamo nel parcheggio del settore ospiti dello Stadio Adriatico-Giovanni Cornacchia, attraversando la caratteristica pineta adiacente.

Questo impianto fu inaugurato a metà degli anni ‘50, ma è stato oggetto di importanti ristrutturazioni nel 2008, in vista dei Giochi del Mediterraneo che si sono svolti nella città abruzzese l’anno seguente e contestualmente si è deciso di intitolarlo al famoso atleta pescarese venuto a mancare in quel periodo. La struttura è ovale essendo presente la pista d’atletica, ci sono i seggiolini in tutti i settori, scoperti, ad eccezione della tribuna, per una capienza complessiva di 20.500 posti. Il settore ospiti è intitolato a Piermario Morosini (c’è una targa ricordo affissa ad una colonna che sorregge gli spalti), che proprio su questo campo perse tragicamente la vita il 14 aprile 2012.

Entriamo dai tornelli quando manca soltanto una decina di minuti al fischio d’inizio ed in fretta e furia chi ha portato da casa una pezza o uno striscione lo attacca alla vetrata che ci separa dal terreno di gioco, oppure alla ringhiera dietro la quale si posizionano i nostri ultras. Ancora prima che cominci il match, partono le prime scaramucce tra le due tifoserie storicamente rivali, ma quando l’arbitro dà il via, si inizia a cantare solo per la propria squadra. I cesenati cercano di farsi sentire, nonostante il numero ridotto, mentre dalla parte opposta una curva scarsamente popolata si trincera dietro lo striscione Rangers, il principale gruppo ultras del Delfino.

All’undicesimo minuto di gioco, ci vediamo annullare un gol che ai più sembrava regolare, poi però il Cesena pare totalmente assente e senza il giusto approccio al match, così il Pescara la fa da padrone e appena prima della mezz’ora passa in vantaggio, sfruttando la solita legge dell’ex che dalle nostre parti conosciamo piuttosto bene, ahinoi… Nonostante in curva ospiti continui l’incitamento alla squadra, anche attraverso un paio di nuove canzoni che personalmente devo ancora imparare bene, intervallato a cori contro i tifosi locali, in campo la musica non cambia e si rischia di subire il raddoppio. Si arriva così all’intervallo sotto 1-0.

Anche nei 15 minuti con il gioco fermo, i tifosi bianconeri cantano ininterrottamente, mentre c’è chi beve una birra per dimenticare la prima frazione di gioco e chi fa spesa (non proprio economica) di bevande e cibo al bar dello stadio per affrontare meglio il secondo tempo.

Il film della partita non cambia, il Cesena è sempre in balia dell’avversario, privo di idee e di mordente, nemmeno è al meglio dal punto di vista atletico e raramente si riescono a vedere due passaggi di fila tra i calciatori in completo total black. Per queste ragioni, lo scoramento nel settore ospiti aumenta sempre di più col passare dei minuti e la speranza di riuscire ad acciuffare almeno il pareggio è sempre più remota, considerando che la squadra non fa nulla per provarci. Solamente nell’ultimo quarto d’ora, si tenta un assalto disperato alla porta del Pescara, ma si tratta di un’offensiva sterile che non porta al gol e così la gara si conclude con una deludente sconfitta (vedi Una prestazione incomprensibile e inaccettabile (Eresie ep. 33)).

Deludente perché si può perdere, chiaro, ma perdere in questo modo fa male, molto male, perché si trattava di uno scontro diretto e di una partita fondamentale per le sorti della squadra, che noi tifosi ci aspettavamo fosse affrontata con ben altro spirito, fin dal primo minuto. Così non è stato ed al termine di questa giornata di campionato, i biancazzurri ce li ritroviamo (insieme all’Entella che dovremo affrontare prossimamente) a soli due punti dalla terza piazza ancora da noi occupata. Il timore è che questa posizione tanto importante in ottica playoff sia messa a serio rischio giocando le partite in questa maniera, anche in vista del prossimo incontro casalingo con quella Reggiana che si gioca ancora la promozione diretta con il Modena.

Dopo uno spettacolo del genere, ci si poteva aspettare più di qualche fischio rivolto ai bianconeri da parte dei propri tifosi, invece al termine dell’incontro la squadra è comunque chiamata a ricevere applausi sotto al settore ospiti. Vero è che ad inizio stagione nessuno di noi si aspettava di essere così in alto in classifica a questo punto del campionato, ma il nostro amore per il Cesena è tale che  ci porta a chiedere sempre di più, anche perché per come siamo abituati da queste parti, accontentarsi, bene che vada, di un terzo posto in Serie C non è accettabile! Dopo il saluto alla squadra si passa al saluto (tutt’altro che amichevole) ai tifosi di casa, che abbandonano festanti lo stadio e dopo un quarto d’ora usciamo anche noi.

Partiamo dal parcheggio che sono ormai le 23,30 e per un tratto di diversi chilometri veniamo scortati da auto e camionette della Polizia, dopodiché continuiamo, anche transitando al di fuori dell’autostrada a causa di una deviazione dovuta ai soliti lavori, la nostra marcia fino a fare ritorno a casa verso le 3 di notte. Durante questo viaggio di ritorno, all’interno del pulmino c’è chi riesce a dormire, ma i più, anche volendo, non ci riescono proprio, tant’è l’amarezza per com’è andata la partita. Possiamo tranquillamente dire che i 125 tifosi che in un martedì sera si sono fatti 600 chilometri sono gli unici ad uscire vincitori da questa trasferta e meriterebbero di assistere a ben altre prestazioni.

Il meglio e il peggio della trasferta di Pescara

  • Il meglio: durante la partita, i ragazzi della Curva Mare espongono un paio di striscioni da applausi. Uno per celebrare i 25 anni di storia del principale gruppo ultras dello Stoccarda, con il quale c’è una forte amicizia da tempo; l’altro per festeggiare i 30 anni delle WSB Trento. Quest’ultimo striscione, formato da tre pezzi, recita: 15-3-‘92… ultras è sacrificio e km di passione… da 30 anni voi ne siete la dimostrazione…onore alle Wsb Trento!
  • Il peggio: i prezzi folli applicati al bar del settore ospiti che hanno fatto storcere il naso a diversi dei presenti; birra (da discount), bibite e patatine fatti pagare a peso d’oro, niente caffè e nemmeno qualcosa di caldo per combattere il freddo. Va bene che siamo in periodo di inflazione, ma approfittarsene in questo modo è uno schifo!

Ormai in questo campionato siamo abituati a viaggiare sulle montagne russe, con buone prestazioni e convincenti vittorie che si alternano ad altrettante partite da film horror e brutte sconfitte che di conseguenza influiscono sull’umore di noi tifosi nei giorni seguenti. Ora non resta che vedere come si comporterà la nostra squadra nel prossimo impegno casalingo, il monday night contro la Reggiana, altra partita molto difficile e possibilmente da non sbagliare, se si vuole mantenere il terzo posto. Quello che è certo è che l’apporto dei tifosi che hanno il Cavalluccio nel cuore in questo caso si farà sentire maggiormente, dato che si gioca tra le mura amiche, ma è anche vero che, per contro, in caso di altra prestazione deludente con annessa sconfitta, non so se dagli spalti pioveranno ancora applausi…

Forza Cesena! Dove sarai io sarò!


Immagine tratta dal sito calciocesena.com

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