“Peccato, ci avevamo preso gusto a tornare dalle trasferte con 3 punti”

Trasferta Vis Pesaro-Cesena
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TIFOSI – Trasferta piuttosto comoda, ma un orario assurdo per una partita di calcio: il racconto della trasferta di Pesaro

Dopo Imola, in termini chilometrici, la seconda trasferta più vicina di questo campionato è Pesaro, dove il Cavalluccio ha giocato sabato scorso alle 14, un orario insolito e figlio dell’ormai consueto “spezzatino” della giornata di campionato, ovviamente per favorire le dirette televisive.

Ad inizio settimana era arrivato il tanto atteso decreto governativo che aumentava la capienza negli stadi al 75% e di conseguenza i gruppi organizzati della Curva Mare avevano annunciato il loro ritorno per sostenere i bianconeri sia in casa che in trasferta. In questo modo, i biglietti destinati al settore ospiti dello Stadio Tonino Benelli vanno in fumo in poche ore e con l’aggiunta dei tagliandi di uno spicchio della tribuna locale, si arriva a quasi 500 tifosi che raggiungeranno le Marche per seguire il Cesena secondo in classifica ! Curiosamente, Pesaro era stata l’ultima trasferta del Cavalluccio in terra marchigiana con i propri tifosi al seguito, giusto poco prima che scoppiasse la pandemia, in un tardo pomeriggio di metà gennaio 2020, quando a seguito di un gol subito su rigore uscimmo sconfitti 1-0.

Per questa nuova avventura, ritrovati i miei abituali compagni di viaggio, partiamo poco dopo le 12 e in una quarantina di minuti appena arriviamo a destinazione, riscontrando qualche problema nel trovare il parcheggio del settore ospiti e transitando pure vicino ad un bar popolato da tifosi locali. In breve però riusciamo a ritornare sulla retta via e lasciamo l’auto a poche decine di metri dallo stadio, nel piazzale antistante, dove ci sono già diversi dei nostri. È bello rivedere amici che non si incontravano da tanto tempo e dopo aver scambiato qualche chiacchiera facciamo il nostro ingresso nell’impianto pesarese, non prima di aver mostrato il greenpass. Noto subito che c’è ancora il bar interrato con finestrella ad altezza scarpe dove ritirare cibo e bevande (una birra a 5 €, un furto) già ammirato nella precedente occasione.

I minuti che precedono l’inizio del match sono per me e per tutti i presenti un ritorno al passato, a più di un anno e mezzo fa, quando in trasferta si era alcune centinaia e non solo qualche decina. Istanti nei quali si è intenti ad appendere pezze e striscioni, a preparare tamburi e megafoni, e così via. La voglia di tornare a cantare dopo così tanto tempo è notevole, tant’è vero che i primi cori cominciano quando la squadra sta ancora effettuando il riscaldamento, per culminare con l’inizio della partita, quando vengono intonate le canzoni classiche che da sempre accompagnano la nostra squadra del cuore.

È un match duro, in casa di una squadra tosta come la Vis Pesaro, sostenuta anche dal pubblico di casa che occupa tribuna e gradinata, dove gli ultras sono un buon numero e si fanno sentire. Alla mezz’ora si leva il coro “e facci un gol e dai Cesena facci un gol”: beh, mai  desiderio fu esaudito in così poco tempo, in quanto passiamo in vantaggio grazie ad una pregevole azione ed un gol favoloso! Gli undici in campo vengono ad esultare sotto al muro bianconero in visibilio e che continua a cantare quel coro, rendendosi conto che è stato di buon auspicio. La prima frazione di gioco si conclude così e anche nell’intervallo si canta, perché effettivamente ci sono degli arretrati da recuperare…

Il secondo tempo è invece una sofferenza continua, perché ci chiudiamo troppo a difesa, con l’apice a pochi minuti dal termine, quando siamo costretti ad assistere al pareggio della Vis Pesaro, realizzato su calcio di rigore. È una doccia fredda per tutti, ma nonostante ciò si continua ad incitare la squadra fino al termine del match, che si conclude in parità, con i calciatori che vengono a raccogliere gli applausi dei tifosi e a ricambiare il sostegno ricevuto. Dopo una breve attesa, possiamo uscire dallo stadio e ripartire alla volta di casa, amareggiati per una vittoria sfumata, ma consapevoli che per quello che si era visto, il risultato era giusto (vedi Il Cesena gioca male, ma comunque non vince (Eresie ep. 10)).

Il meglio e il peggio della trasferta

  • Il meglio: ovviamente il ritorno allo stadio dei nostri ultras, da tanti (società e squadra comprese) invocato e fondamentale per incitare al meglio la squadra tra le mura amiche ed in giro per lo Stivale.
  • Il peggio: l’orario assurdo per una partita di calcio al sabato pomeriggio, costringendo molte persone che lavorano di mattina a fare le corse per essere presenti ed altri a dover rinunciare.

Dopo quattro vittorie di fila ci avevamo preso gusto a tornare da una trasferta con i tre punti in saccoccia; stavolta, così non è stato, ma il tempo per recriminare non c’è, in quanto martedì sera si tornerà in campo al Dino Manuzzi per la decima giornata di campionato contro il Pontedera. Sarà una serata emozionante al pari di quella vissuta lo scorso sabato, considerando il ritorno sui gradoni delle WSB e di tutti gli altri gruppi, con la società che ha deciso di festeggiare facendo indossare ai calciatori la terza maglia ufficiale, quella di colore azzurro-blu, presentata qualche giorno fa come omaggio alla tifoseria e in particolare alla Curva Mare. Dopodiché ci aspetterà la trasferta a Teramo, sabato 23.

Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

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