Trasferta ad Imola dolce-amara

Trasferta Imola
Condividi questo articolo

TIFOSI – In occasione della partita di Imola, finalmente anche i gruppi organizzati della Curva sono tornati a seguire il Cesena in trasferta

Com’era nell’aria, considerato il miglioramento della situazione sul fronte pandemico, la capienza degli stadi italiani è stata riportata al 75% e in questo modo i gruppi organizzati della Curva Mare hanno deciso di rientrare all’Orogel Stadium Dino Manuzzi in occasione della gara interna contro la Vis Pesaro della scorsa domenica. Curiosamente, anche la sfida dell’andata segnò il ritorno degli ultras bianconeri: dopo le prime giornate giocate con la capienza al 50%, si passò appunto al 75% e molti tifosi del Cesena decisero di rimettere piede in uno stadio a distanza di più di un anno e mezzo dall’ultima volta, quel Cesena-Vicenza giocata in un clima surreale a febbario 2020. La partita precedente invece si disputò ad Imola in un pomeriggio di metà febbraio e fu l’ultima trasferta “normale” dal punto di vista del tifo, con la capienza al 100%, prima di tutte le peripezie succedutesi in questi due anni di “apri-chiudi” e del conseguente “dentro-fuori”.

Imola è anche la trasferta più vicina a Cesena dell’attuale campionato e, guarda un po’ sempre per colpa del Covid, la gara è in programma alle ore 21,00 di un mercoledì a seguito del rinvio dell’intera giornata prevista inizialmente a metà gennaio. I biglietti a disposizione dei tifosi del Cavalluccio sono 520, compreso un centinaio nella tribuna locale, e vengono “bruciati” in breve tempo.

Noi partiamo da Cesena alle 19:30 e impostiamo il navigatore con destinazione Imola, Via Malsicura (un nome che è tutto un programma…), dov’è previsto il parcheggio dello Stadio Romeo Galli. L’impianto è risalente agli anni ‘30 e fa parte del complesso polisportivo del Parco delle Acque Minerali, che dal 1972 è racchiuso nel perimetro dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Il terreno di gioco è circondato da una pista di atletica, mentre gli spalti constano di tre settori: la tribuna centrale, unica a disporre di una tettoia, dalla quale si dipartono due bracci parterre, che si estendono verso destra e sinistra abbracciando metà dei lati corti del perimetro, descrivendo nel complesso una forma a “C”; dalla parte opposta si trovano i distinti, composti da due tribunette scoperte in prefabbricato metallico e dedicate alle tifoserie ospiti. La capienza totale arriva a 4.000 unità, ma in realtà quella autorizzata è di 1.560 posti, dei quali 660 destinati ai supporter che arrivano a far visita. Il nostro biglietto riporta la dicitura “distinti ospiti”, mentre quello di altri recita “curva ospiti”, che sarebbe il parterre formato da quattro gradoni e collegato ai distinti tramite un cancello lasciato aperto.

Scendiamo dall’auto quando manca mezz’ora all’inizio della partita, così ci dirigiamo verso l’entrata e successivamente prendiamo posto nella tribunetta in prefabbricato posta dalla parte della curva, dove sono già presenti i nostri ultras che hanno cambiato posizione rispetto alla precedente occasione, quando si posizionarono nella tribunetta lato spogliatoi dalla parte opposta. Finalmente si torna ad avere tifo e colore anche in trasferta, con diverse pezze e striscioni attaccati alla vetrata che divide dal campo e bandiere sventolanti; da segnalare la presenza di una bandiera gialla dedicata a Marco Pantani e di una riportante i colori giallorossi e la caveja, simbolo della Romagna e in tema col derby che sta per cominciare. Dalle casse audio dello stadio viene riproposta una buona parte del repertorio musicale di Jovanotti, ovviamente a tutto volume e già incominciamo ad innervosirci.

Prima del fischio d’inizio, in curva già si canta e si cerca di coinvolgere anche i presenti nei distinti sulle note del coro “lololololololo”, mentre gli ultras di casa sono qualche decina, posizionati a fianco della tribuna dietro lo striscione “Irriducibili”, con un paio di bandiere e fumogeni rossi accesi all’ingresso in campo delle squadre. Fumogeni dello stesso colore fanno capolino anche tra le bandiere bianconere e lo spettacolo è notevole, almeno dal punto di vista del tifo, perché in campo, nei primi 45 minuti, le emozioni sono nulle, fatto salvo per una traversa colpita dal Cesena. Durante la prima frazione, infatti, non mancano gli sbadigli tra i presenti e al termine della stessa c’è chi esclama di assistere ad una gara dai ritmi identici a quella tra scapoli e ammogliati.

Si spera nel secondo tempo, mentre c’è chi, dietro di noi, è impegnato in una corsetta serale all’interno del parco che si trova tra lo stadio ed il circuito e c’è chi addirittura sta seguendo la partita in piedi su uno scivolo per bambini, risparmiandosi i 16 € chiesti per l’ingresso… La seconda frazione di gioco è senza dubbio più avvincente della prima e la nostra squadra, sostenuta incessantemente dalla curva, costruisce più occasioni per passare in vantaggio, ma purtroppo, tra gol clamorosamente sbagliati e un gol valido annullato, ciò non accade. Al termine di 5 minuti di recupero, arriva il fischio finale dell’arbitro che manda in archivio l’incontro sullo 0-0 e la nostra squadra, sconsolata, si dirige verso la curva a ringraziare per il sostegno ricevuto e a chiedere perdono per una mancata vittoria in casa di una delle ultime della classe. Se da parte dei tifosi presenti in curva arrivano solo applausi, non è così per un manipolo di persone che dalla tribunetta vicino agli spogliatoi rivolge a giocatori e allenatore espressioni di tutt’altra natura, frutto dell’incazzatura per gli ennesimi punti lasciati per strada contro una squadra largamente alla nostra portata.

Quando siamo ad ormai trequarti del campionato appare ormai evidente la difficoltà del nostro Cesena nell’affrontare le squadre della parte bassa della classifica, mentre con le squadre più attrezzate, spesso abbiamo assistito ad ottime partite e vittorie esaltanti. Il malumore dei tifosi è dettato anche dal fatto che si rischia in questo modo di compromettere le sorti di un campionato che fin dall’inizio ci vede nelle primissime posizioni ed è accentuato da prestazioni deludenti come quella di Imola, dove qualcosa di buono lo si è visto solo nel secondo tempo, ma non è bastato per portare a casa i tre punti. A casa siamo tornati amareggiati dopo una serata trascorsa a basse temperature, ma con la voce bella calda degli ultras a fare da colonna sonora.

Il meglio e il peggio della trasferta a Imola

  • Il meglio: il ritorno della Curva Mare anche in trasferta, molto importante per sostenere la squadra; peccato non avere la capienza al 100%, altrimenti saremmo stati qualche centinaio in più.
  • Il peggio: il costo del biglietto per il settore ospiti, 16 € sono davvero troppi, nonostante il fascino della collocazione dell’impianto di Imola. Si spende meno all’Orogel Stadium Dino Manuzzi per un biglietto di curva, e ho detto tutto…

Da questa trasferta siamo tornati quindi col morale non proprio dei migliori, ma già col pensiero rivolto al prossimo viaggio a sostegno dei nostri amati colori. Il calendario modificato a causa dei tanti rinvii propone infatti un doppio turno esterno per il Cesena, che questa domenica avrà come destinazione la Toscana e sarà impegnato sul campo del Pontedera. Un’altra partita ostica, come del resto tutte in questo Girone B, che la nostra squadra sarà chiamata ad affrontare ancora in emergenza per via dei tanti infortuni e con la stanchezza accumulata dopo un mese di febbraio nel quale si sono disputate finora 6 partite (vedi Troppi infortuni per poter continuare a vincere (Eresie ep. 30)).

Nonostante queste attenuanti, noi tifosi ci aspettiamo una prestazione migliore nell’arco dei 90 minuti, perché stiamo entrando nella fase finale del campionato e i punti adesso pesano doppi. Nel frattempo scaldiamo la voce! Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.