“Black and White, let’s go !”

Trasferta Carrara
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TIFOSI – Goliardicamente, nel settore ospiti dello stadio di Carrara, i tifosi del Cesena hanno iniziato a cantare in “americano”

Tempo di sfide toscane per il nostro Cesena, che dopo la vittoria casalinga contro l’Aquila Montevarchi era atteso dalla trasferta a Carrara, che si ripresentava dopo ben 18 anni. L’ultimo precedente risaliva infatti alla stagione di Serie C 2002/03, quando Biondini festeggiò la rete decisiva per la vittoria togliendosi la maglia e mostrando con orgoglio una t-shirt ultras davanti ai propri tifosi.

Come accaduto per il viaggio precedente a Chiavari, si replica il pulmino, prestando particolare attenzione a scegliere posti diversi all’interno dello stesso prima della partenza, perché, si sa, noi romagnoli in quanto a scaramanzia non scherziamo e dalla Liguria eravamo tornati con una sconfitta, quindi, se possibile, volevamo evitare un epilogo analogo. Partiamo alle 13 in punto e le tre ore circa che ci vogliono per arrivare nella città del marmo scorrono via veloci, accompagnate dalla visione sui telefoni cellulari della partita del Cesena femminile (vedi Serie B femminile: colpo di Pinna interrompe l’apnea) e dell’ultima gara del Mondiale di Formula 1. Arriviamo quindi a Carrara, nel parcheggio del settore ospiti (se così si può definire, visto che veniamo fatti accostare a lato di una strada) un’ora abbondate prima del fischio d’inizio, previsto per le 17,30. Confesso che sono volate diverse imprecazioni verso coloro che decido certi orari in pieno dicembre… Tutti d’accordo sul fatto che avremmo fatto tempo a prendere del freddo, decidiamo quindi di aspettare qualche decina di minuti al calduccio prima di uscire e fare ingresso nello stadio. Così, mentre erano terminate le competizioni sportive che avevano animato il viaggio d’andata, ci colleghiamo con icellulari per assistere a qualche scorcio di partite dalla Serie A alla Serie C, giusto per non farsi mancare nulla. Quando poi arriva il momento di scendere dal pulmino, comprendiamo perfettamente quello che ci sarebbe toccato: sopportare per le successive due ore un freddo tremendo, contro il quale avevo cercato di proteggermi vestendomi abbondantemente, mentre c’era chi invece lo affrontava bevendo un goccetto prima di entrare.

Quando sta arrivando il pullman dei nostri ultras, mi avvicino all’ingresso del nostro settore e, dopo i controlli di routine, metto piede dentro lo Stadio dei marmi e dei quattro olimpionici azzurri, così rinominato qualche anno fa in onore di quattro atleti di Carrara che presero parte alle Olimpiadi del 1936. Questo impianto, decisamente obsoleto, risalente al 1955, si presenta di forma ellittica, con le curve e la gradinata (dove sono stati recentemente aggiunti seggiolini colorati che compongono la scritta Carrarese) formate da pochi gradoni in cemento, mentre la tribuna coperta è abbastanza capiente.

Negli istanti in cui la nostra squadra sta effettuando il riscaldamento, assistiamo allo spettacolo del tramonto che colora di rosso le montagne innevate di fronte a noi e i vari gruppi appendono le proprie pezze e gli striscioni per colorare di bianconero il settore ospiti. Non vediamo l’ora che cominci la partita e per scaldarci un po’ cantiamo e battiamo le mani, perché il freddo si fa sentire eccome ed il té caldo venduto al bar non è sufficiente a combatterlo. Prima del fischio d’inizio viene osservato un minuto di silenzio per commemorare la recente scomparsa di un tifoso della squadra locale, per il quale vengono anche esposti striscioni in curva e in gradinata, dove il pubblico è piuttosto scarno, ma comunque è pronto a sostenere la propria squadra, mentre la tribuna è praticamente vuota, essendovi presenti soltanto gli addetti ai lavori e i componenti delle dirigenze delle due squadre.

Finalmente l’arbitro dà il via alla sfida e la prima frazione di gioco è ad appannaggio della nostra squadra, la quale cerca in più circostanze di sbloccare il risultato, senza però colpire nel segno e così, beffardamente, alla prima occasione utile, sono i padroni di casa a passare in vantaggio. I 115 arrivati dalla Romagna sprofondano così nello sconforto, ma non si perdono d’animo e continuano ad incitare la squadra, con i cori più forti che rimbombano nello stadio sovrastato dalle Alpi Apuane. Il primo tempo termina quindi con il Cavalluccio in svantaggio e nell’intervallo c’è chi per riscaldarsi cammina avanti e indietro, chi beve una birra e chi, nel dubbio, fa entrambe le cose nello stesso momento.

La ripresa si apre con un bell’episodio: gli ultras bianconeri srotolano anch’essi uno striscione in ricordo del tifoso di Carrara e tutto lo stadio (ci saranno circa un migliaio di persone) applaude riconoscendo il gesto di vicinanza. Un gesto analogo a quello che nella precedente partita casalinga aveva visto i tifosi dell’Aquila Montevarchi esporre uno striscione in Curva Ferrovia che recitava: “Martelli Ponzo Pantani nei nostri cuori… ieri, oggi e domani !!!”, per onorare la memoria di personaggi cari ad entrambe le tifoserie. Successivamente, lo striscione viene appeso nel muretto che delimita il nostro settore e in quegli istanti il Cesena pareggia, meritatamente, sfruttando una bella azione offensiva. È una botta di vita per i supporters bianconeri, che all’invito del lancia-cori “adesso cantiamo in americano” goliardicamente iniziano a cantare “Black and White let’s go!”, in riferimento all’imminente passaggio di proprietà.

Il tempo scorre via veloce (per fortuna, perché sugli spalti si rischia l’assideramento) fino agli ultimi minuti di gioco, nei quali abbiamo una ghiotta occasione per riuscire a conquistare l’intera posta in palio, ma purtroppo il portiere locale compie un intervento che congela (letteralmente) il risultato sul 1-1. Al termine della partita, la squadra bianconera è chiamata dai propri tifosi a ricevere gli applausi e qualche fortunato sostenitore si accaparra maglie e pantaloncini che i giocatori decidono di regalare. In breve tempo abbandono lo stadio, sfruttando il fatto che i cancelli erano stati immediatamente aperti, e raggiungo il pulmino, non senza qualche difficoltà a camminare considerando che avevo ormai due ghiaccioli al posto dei piedi…

Siamo tra i primi a ripartire da Carrara alla volta della Romagna, con il riscaldamento accesso al massimo, ma amareggiati per un risultato deludente, che non ripaga tutto il freddo che abbiamo patito. Alla vigilia di questa trasferta ero conscio del fatto che si sarebbe trattato di una sfida piuttosto insidiosa, contro una squadra che in casa non perde da inizio campionato e che infatti ha confermato che in questo girone nessuno regala nulla, tuttavia, se c’era una squadra che meritava i tre punti era la nostra, ma l’imprecisione sotto porta ha compromesso una possibile vittoria. Senza soste durante il tragitto di ritorno, alle 22 in punto eravamo a Cesena, in tempo per mangiare qualcosa di caldo e riguardare le magnifiche foto del panorama scattate prima del match, nonché gli highlights che ci hanno fatto ulteriormente recriminare per i due punti lasciati per strada.

Il meglio e il peggio della trasferta di Carrara

  • la solidarietà dimostrata da parte dei nostri ultras nei confronti di una tifoseria rivale, che ha perso un proprio componente: veramente da applausi.
  • il campo sintetico dello Stadio dei Marmi, che mi ricordava quello del Dino Manuzzi prima che venisse sostituto, unito alla solita musica da discoteca sparata a tutto volume, prima, durante e al termine della partita.

Il prossimo impegno tra le mura amiche contro il Siena molto probabilmente sarà l’ultimo con il Cesena in mano a romagnoli, considerato l’imminente passaggio di proprietà che si sta delineando in questi ultimi giorni. Un avvenimento storico, con le redini della nostra squadra del cuore che passeranno in mano americana e l’inizio di una nuova era che noi tifosi auspichiamo sia piena di soddisfazioni, al fine di ritornare nei campionati che ci competono quanto prima. La prossima trasferta è invece a Gubbio, mercoledì 22 dicembre alle ore 14,30 (altra collocazione che non merita nemmeno di essere commentata) sarà quindi la prima uscita ufficiale del Cesena a stelle e strisce, ma per noi tifosi non cambierà nulla, in quanto passano i presidenti, passano gli allenatori e passano i calciatori, ma noi saremo sempre qua, pronti a tifare la squadra della nostra città!


Immagine tratta dal sito www.calciocesena.com

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