“Tornerò al Dino Manuzzi da Ironman!”

Ironman Cervia 2019
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CRONACHE DEL SETTORE O – Contro il Piacenza mancava uno dei fedelissimi, impegnato nell’Ironman Cervia 2019. Ecco il suo racconto della massacrante gara…

Sono le 7:00 di questa fresca alba di sabato 21 settembre. Il sole, splendido e accecante, esce dal mare ancora tiepido, spero per riscaldare questa sabbia fredda che mi sta gelando i piedi nudi. Mi sono infilato la muta, tutti l’hanno messa, si nuota più veloci, la temperatura non la richiederebbe ma l’organizzazione ha acconsentito al suo utilizzo anche per ripararci da eventuali punture di meduse. C’è tanta gente ma io non me ne accorgo, cerco di concentrarmi sulla gara dell’Ironman Cervia 2019, è la prima volta e ho paura solo di qualche imprevisto. Mi sono preparato bene, da mesi, pertanto non fallirò. Sono pronto. C’è il via, entro in acqua, corro un po’, ecco, ora mi lancio a nuoto. Respiro, correggo la bracciata, sto andando troppo forte, 3,8 km. sono lunghi, prendo il ritmo, sorpasso questo che è cotto, bravo, così va bene. La boa, eccola davanti al porto, ecco, andiamo al largo, va tutto bene.

Controllo le bracciate, sono concentrato e felice. Ecco l’uscita, è passata 1 ora 21 minuti e 30 secondi. Bravo bravo mi incito, questa era la prova che temevo di più e sono uscito bene, benissimo, ora è il momento del cambio. In 9 minuti e mezzo mi sono cambiato e parto per i 180 km con la mia fidata bici. Passiamo nelle strade che conosco così bene: esco da Pinarella e prendo la via Cervese per Cesena, dobbiamo arrivare a Castiglione, andremo un po’ su e giù per la E45 fino a raggiungere Bertinoro e  poi ritorno. La gamba non si adattava al cambiamento, ora è ok, sono arrivato sulla superstrada che mi appare così strana senza auto e camion, solo bici, bici ovunque, lontane, vicine, uno mi passa, mi verrebbe voglia di mettermi in scia ma non è consentito, penalità e squalifiche sono in agguato con la giuria, ovunque. Decido di rimanere in contatto solo visivo, meglio, le mie gambe girano forti e la mia testa è leggera, con questo sistema passo diversi concorrenti e transito ai 65 km in 2 ore e 18 minuti, ai 100 in 3 ore e 21 minuti. Porca troia, sono in mezzo alle saline, ora che sono ormai al termine ho il vento contrario, che fatica!

Ecco spiegato il motivo per cui all’andata andavo così forte! Questo tratto mi sta facendo faticare da bestia e ho perso un po’ di concentrazione ma ora va meglio, sono arrivato fra le case, mi sento una locomotiva vai, vaiii, mi dico. Termino la frazione in 6h, 17m e 44 sec. Un buon tempo, poco sotto i 30 all’ora di media. Zona cambio, questa volta non ho la muta appiccicata alla pelle che mi rallenta, il tempo infatti è migliore, 7m e 48 sec. Siamo all’ultima frazione, inizio la maratona. Il più l’ho fatto. Via Modena, Viale Italia, c’è Marco che mi aspetta, fa due passi con me, mi incita, sono contento di vederlo. Viale Milazzo e via verso Milano Marittima. I chilometri lentamente passano, ora la gente ai bordi della strada è tanta e sono meno solo. Si avvicina la meta, sono emozionato. Scende un po’ il ritmo, i primi chilometri sono stati più veloci, è scesa la sera e la temperatura è più rigida, devo cercare di non raffreddarmi, l’ipotermia è il peggior nemico. Le gambe ormai vanno da sole, da quanto sono in gara? 8 ore? 10 ore? Non lo so più. Chissà se riesco ad andare allo stadio a vedere il mio Cesena! Ma che dico. Dai, dai manca poco, ce la farò, ce la faccio, ce l’ho fatta…il tappeto rosso, lo speaker urla il mio nome, è un sogno che si avvera, sono un Ironman, sono arrivato al traguardo. Tempo finale: 12 ore, 27 minuti e 36 secondi. Tanta roba, al primo tentativo“.

Chapeau Robi! Sabato sera per la sfida contro il Piacenza al Settore “O” sei mancato, ma torni da vincitore da questa gara massacrante, pazzesca, meravigliosa che è l’Ironman!


Immagine tratta dal sito forlinotizie.net

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