Tifosi delusi, il Cesena non va oltre lo 0-0 con il Cagliari

Cesena-Cagliari
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BIANCONERO VINTAGE –  Un pareggio contro il Cagliari, privo di Gigi Riva, che delude i sostenitori bianconeri che invece volevano il riscatto

Domenica 4 aprile 1976 si gioca la 24^ giornata del campionato di Serie A, la nona del girone di ritorno. Il Cesena è reduce dalla “cinquina” buscata nel derby contro il Bologna e alla Fiorita incontra il Cagliari. La Romagna non può accontentarsi, deve vincere!

Le formazioni

Mister Mario Tiddia viene in Romagna per portare via almeno un punto, visto che non può schierare Riva, non ancora al meglio della condizione. Questa è la formazione che scende in campo: Buso, Lamagni, Longobucco, Graziani, Valeri, Roffi, Viola, Leschio, Piras, Butti, Virdis. A disposizione: Copparoni, Nenè che entrerà al posto di Virdis al 80’, Niccolai.

Pippo Marchioro ha diversi problemi da risolvere: mancano infatti all’appello Zuccheri e Bertarelli; rientrano però Bittolo e Mariani. La squadra, uscita moralmente malconcia nel derby, deve recuperare concentrazione e superare questo brutto momento. La formazione anti-Cagliari è quasi scontata: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Oddi, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Urban, 10 Rognoni, 11 Mariani. A disposizione: 12 Venturelli, 13 Valentini che entrerà al posto di Cera infortunato al 51’, 14 S. Petrini.

La partita

Pomeriggio di sole con il terreno di gioco è in buone condizioni. Arbitra il Sig. Falasca di Chieti. Le squadre entrano in campo con le seguenti divise: il Cesena con la classica maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri; il Cagliari con maglia divisa verticalmente in due bande, rossa e blu, abbinata a pantaloncini blu. Prima della partita, il Presidente Dino Manuzzi premia il bomber del Cagliari e della nazionale Gigi Riva ed è uno dei pochi momenti emozionanti che attirano l’attenzione del pubblico.

La partita è stata veramente scarsa di emozioni e così pure sul piano tecnico, anche se il Cesena ha cercato sempre di imporre il suo gioco. La cronaca è dunque piuttosto avara di note. Dopo una decina di minuti di studio, il Cesena tenta di tastare il polso della situazione con Rognoni che al 13’ crossa dalla destra, Mariani riceve ed in tuffo devia verso la porta, ma la palla va a lato di poco. Il pericolo più grande corso dal portiere dei cagliaritani Buso è arrivato dal terzino Oddi che al 25′ con una stangata colpisce la parte esterna del palo alla destra del portiere sardo. Fino al 40’ poco o nulla altro, finchè Mariani approfitta di un’ingenuità di Roffi, anticipa in uscita Buso ed allunga verso il centro, ma Urban manca l’aggancio di un soffio e la palla attraversa inoffensiva tutto lo specchio della porta cagliaritana. Il tempo si chiude con un’incursione di Mariani, oggi in cerca del riscatto davanti al proprio pubblico, che prima di battere a rete si fa anticipare da Roffi e il portiere Buso non corre pericoli. L’estremo difensore, ex bolognese, contro questo Cesena visto oggi ha svolto solo compiti di ordinaria amministrazione o giù di lì.

Nei primi minuti della ripresa si mette in evidenza Graziani, il mediano dei sardi scambia di precisione con Piras e fa partire un pericoloso pallonetto che risulta alto di un palmo. Replica il Cesena al 55′ con Urban, che ha la palla buona a un paio di metri da Buso, ma non ne approfitta e si fa anticipare. Dopo un’incursione di Ceccarelli che al 51′ sfiora la traversa con un’efficace staffilata, al 74’ i romagnoli reclamano tiepidamente su un intervento di Valeri in area, il quale tocca il pallone con la spalla. L’arbitro Falasca, ottimo il suo esordio in Serie A, ha lasciato giustamente correre. Da segnalare solo un altro affondo di Ceccarelli, diventato capitano dopo l’uscita di Cera nei primi minuti del secondo tempo, poi cala mestamente il sipario, tra qualche fischio del pubblico. I giocatore del Cesena escono a testa bassa, sono più “neri” di Nenè, entrato a pochi minuti dal termine al posto di Virdis.

Dunque i romagnoli hanno tenuto a lungo il pallino del gioco, trascinati da Frustalupi, sempre pronto a impostare azioni su azioni. Per la verità, l’ex laziale non ha trovato valida collaborazione nei colleghi di centrocampo e quindi non sono stati serviti a dovere né UrbanMariani, che hanno accusato molto la prepotenza fisica dei giovani difensori rossoblu. Un pareggio, un risultato in bianco che accontenta tutti e nessuno…

Il commento

Negli spogliatoi si avverte la poca voglia di parlare ed il primo nel corridoio è allenatore del Cagliari Tiddia che dice: “oggi abbiamo fatto un punto prezioso e la squadra comincia ad avere una certa impostazione. Abbiamo in squadra molti giovani è il nostro gioco rende di più!”. Marchioro è visibilmente contrariato per il risultato: “il Cagliari ha dimostrato che era fresco di energie e non ci ha fatto esprimere come i nostri soliti livelli. Ora la corsa verso la Coppa UEFA si è complicata perché dobbiamo andare a raccogliere punti fuori casa in partite difficili. Comunque non capisco il pubblico cesenate che direi è un po’ troppo “pretenzioso” dopo tutto quello che abbiamo dato!”. Anche il Presidente Manuzzi al microfono dichiara: “Il risultato mi può anche andare bene, ma noi abbiamo creato più occasioni! Non ho molto da aggiungere. Quando si arriva alla dichiarata salvezza certa è ovvio che ci sia un certo rilassamento. Non dimentichiamo qual era il nostro obbiettivo ad inizio campionato”.

Cesena-Cagliari

Oggi, chi era sugli spalti si è chiesto se questo è il Cesena che aveva fatto letteralmente fuori la Juventus! Sì, insomma, i bianconeri non sembrano neppure lontani parenti di quella squadra che aveva dato il “la” alla svolta del campionato. Contro un Cagliari che ha diligentemente disputato un’onesta partita, senza ricorrere ad eccessivi marcamenti, i romagnoli hanno premuto sull’acceleratore per 90 minuti, ma le puntate offensive sono risultate nella maggior parte dei casi piuttosto sterili, tanto che il portiere Buso spesso e volentieri se l’è potuta cavare a buon mercato.

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Si gira pagina, il campionato volge al termine ed il Cesena sembra svuotato e deconcentrato, ma raggiunta anzitempo la salvezza adesso non deve lasciarsi sfuggire un traguardo storico: la qualificazione UEFA!


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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