Tifosi bianconeri a Verona: pioggia, ritardi e persino uscite autostradali mancate… Poi però, la prima vittoria!

Tifosi Virtus Verona-Cesena
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SOLO PER TE – Nonostante le difficoltà, molti tifosi del Cesena hanno raggiunto lo stadio della Virtus Verona, dove hanno poi festeggiato la prima vittoria

Lo ammetto, la settimana appena trascorsa non è stata facile per me, perché, così come tutti i tifosi del Cesena, mai mi sarei aspettato un passo falso nel posticipo del lunedì sera contro la Vis Pesaro e, soprattutto, una prestazione altamente insufficiente sfoderata da una squadra apparsa lontana parente di quella ammirata nel mese di agosto. Per questo ho avuto bisogno di un paio di giorni per riprendermi, dopodiché ho iniziato a pensare alla seconda trasferta di campionato, questa volta in terra veneta per affrontare la misconosciuta Virtus Verona. Per la prima volta, perché del resto non si poteva fare diversamente in questa circostanza, ho prenotato il biglietto per me e per i miei amici online e sono andato a ritirarlo nella tabaccheria del nostro Nicola Capellini: ho potuto così appurare che quando non è sul campo da calcio dà una mano a suo babbo nell’esercizio di famiglia.

Arriva così la giornata di domenica e con i miei amici parto sulle 11 in totale tranquillità, prevedendo di arrivare a Verona nel giro di due ore e mezza. Purtroppo il viaggio si rivelerà un incubo, perché subito dopo aver preso l’autostrada iniziano i primi rallentamenti e guardando sul navigatore ci accorgiamo che sarà così fino a dopo Imola per effetto di qualche piccolo incidente e soprattutto l’enorme quantità di auto di vacanzieri di rientro al nord. Non ci aspettavamo una situazione simile, perché la giornata da bollino nero era stata definita quella del 25 agosto, quando per andare a Carpi decidemmo di fare strade alternative (vedi Sugli spalti il Cesena non ha eguali) e alla fine in autostrada non si registrarono problemi. La giornata parte subito male dunque e nel frattempo comincia pure a piovere, così decidiamo di uscire a Faenza per rientrare a Castel San Pietro, dove il traffico per fortuna era più scorrevole. Tuttavia, accumuliamo un ritardo notevole e arriviamo alle porte di Verona che sono le 14.15 e per raggiungere lo stadio c’è ancora un po’ di strada da fare, ma il peggio deve ancora venire…

Vuoi che fossimo sicuri di non sbagliare perché avevamo appena letto le indicazioni fornite dal sito del Cesena ai tifosi che sarebbero arrivati a Verona, vuoi la tensione e l’incazzatura per essere in ritardo e arrivare allo stadio a ridosso del fischio d’inizio, incredibilmente ci facciamo sfuggire l’uscita giusta e andiamo dritto! Dopo un po’, infatti, ci accorgiamo che ci stavamo allontanando dal capoluogo scaligero ed eravamo diretti a Trento e purtroppo abbiamo dovuto fare quasi 50 km prima di trovare un’uscita e fare inversione! Nel frattempo la partita era iniziata e la disperazione tra di noi stava prendendo il sopravvento. Arriviamo finalmente in zona stadio e parcheggiamo nello spazio a noi riservato, ricavato in un campo da calcio col fondo in sabbia. Mi accingo ad entrare nel settore ospiti e dopo i consueti controlli sono obbligato a lasciare fuori l’ombrello (piccolo e senza punta, che sapevo essere consentito) e ciò accresce ulteriormente la mia rabbia. Entro che mancano 5′ alla fine della prima frazione di gioco e dalle informazioni raccolte mi rendo conto di non essermi perso granché, e che anzi abbiamo rischiato in più frangenti di andare in svantaggio.

Inizia il secondo tempo e prendo posto nella mini curva del più piccolo impianto del Girone B di Serie C: un centro sportivo tuttavia adeguato e più che sufficiente per le partite della Virtus Verona, squadra che non vanta tradizione sportiva e solo da una manciata di stagioni gioca in questa categoria. Oltre alla curva ospiti infatti c’è solo una piccola tribuna da 1.000 posti, dove in un angolo estremo si posiziona uno sparuto gruppo di tifosi più accesi che canta e sventola qualche bandiera. Dal punto di vista numerico sono sicuramente superiori gli amici di Stoccarda che, con un pullman dedicato, hanno fatto centinaia di chilometri per passare un pomeriggio assieme a noi e rinsaldare un bel legame che va avanti da anni. In pratica giochiamo in casa e nel giro di cinque minuti esultiamo due volte, vincendo una partita già molto importante vista la brutta partenza in questo campionato. Al fischio finale applaudiamo la squadra che finalmente esulta a braccia alzate sotto il nostro settore e nel giro di pochi minuti usciamo dall’impianto e raggiungiamo la nostra auto per far ritorno a casa: un ritorno decisamente più agevole dal punto di vista del traffico stradale e soprattutto contenti per aver cancellato lo zero in classifica.

L’auspicio di noi tifosi è vedere un Cesena come quello del secondo tempo, con il piglio giusto, senza alcun timore e col gioco chiesto dal mister che già avevamo in parte ammirato nel precampionato. Ci aspetta un mese dove affronteremo le squadre sulla carta più forti del girone e una vittoria è il modo migliore per affrontare questo tour de force! Concludo come sempre sottolineando il meglio e il peggio di questa trasferta:

Il meglio: in una giornata dal cielo plumbeo e a rischio pioggia, è uscito fuori il sole proprio tra il primo e il secondo gol dei bianconeri… Speriamo si tratti del segno che il cambio di rotta invocato è arrivato!

Il peggio: la nostra disattenzione nel non vedere l’uscita autostradale. Quando, ormai a metà strada tra Verona e Trento, siamo usciti per fare inversione e siamo rimasti bloccati al casello per malfunzionamento delle sbarre, ho capito che avremmo vinto la partita perché la giornata non sarebbe potuta andare peggio di così!

È stato un viaggio piuttosto tribolato e una partita breve ma intensa, dato che ho visto solo il secondo tempo di fatto, ma comunque resterà una giornata da ricordare!

Avanti Cesena! Dove sarai io sarò!

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