SudTirol: stato di forma, aneddoti, curiosità

Cesena-SudTirol
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AVVERSARI – Un solo risultato a disposizione del SudTirol, che però, anche vincendo, potrebbe rimpiangere amaramente la sconfitta di Trieste

La partita di andata, pur terminando a reti bianche, mise in mostra uno dei migliori Cesena della stagione: un rigore sbagliato per parte (Bortolussi per noi, Greco per il SudTirol) ed un match in buona parte dominato contro quella che, in quel momento, era la capolista del campionato. Il pareggio così ottenuto portò a dieci i risultati utili consecutivi della banda di Viali. Migliori in campo, assieme all’inevitabile Nardi, visto il penalty neutralizzato, Favale e Steffè, mentre non del tutto convincenti le prove di Petermann e Bortolussi.

Rispetto a quel giorno, il SudTirol ha sì peggiorato la sua classifica (allora primo, ora terzo), ma a soli 180′ dal termine del campionato è in piena corsa per la promozione diretta in Serie B, visto che insegue a soli 2 punti la coppia al comando composta da Padova e Perugia. Sarà difficile centrare il priomo posto, perché addirittura 6 punti potrebbero non bastare, ma certamente gli altoatesini provengono da un ottimo periodo di forma (7 vittorie nelle ultime 10 partite), ma anche dalla clamorosa sconfitta per 3-2 patita una settimana fa contro la Triestina che, di fatto, potrebbe aver compromesso le chance di promozione diretta.

L’ allenatore del Sudtirol è Stefano Vecchi, già alla guida della Primavera dell’Inter per tre stagioni durante le quali riuscì a vincere sia il Campionato che il Torneo di Viareggio, con alcune incursioni anche alla guida della prima squadra in concomitanza con gli esoneri di Frank de Boer prima e Stefano Pioli poi.

Lo Stadio Druso si trova a Bolzano ed ha ospitato anche le partite interne della squadra della città, prima del suo fallimento. Impianto costruito in epoca fascista, da cui l’intitolazione alla propaganda “italianizzatrice” di quel periodo: Nerone Claudio Druso fu un militare e politico romano, fratello minore di Tiberio, artefice della costruzione del primo ponte sopra il fiume Isarco durante le guerre Reitico-Germaniche e dunque considerato un padre fondatore della città.

Tra le mete più interessanti della città (per quando sarà finalmente possibile visitarla) ci sono sicuramente il Duomo, la Chiesa dei Domenicani, la Piazza delle Erbe e la caratteristica Via dei Portici, la strada dello shopping cittadino. Probabilmente però, il luogo veramente imperdibile è l’importantissimo Museo Archeologico, famoso a livello planetario per la presenza della famosa mummia “Otzi“, la più vecchia d’Europa (un cacciatore vissuto approssimativamente fra il 3300 e il 3200 avanti Cristo), rinvenuta nel 1991 tra i ghiacci della Val Senales al confine tra Austria e Italia e divenuta di “nostra pertinenza” per appena 92 metri.

Tra i cibi da non perdere ci sono senz’altro i celebri canaderli (polpette di pane raffermo con latte, erba cipollina, speck, uovo, sale e pepe), gli schlutzkrapfen, ipercalorici ravioli di ricotta e spinaci saltati con burro e speck, il risotto con i finferli (ovvero i funghi gallinacci) e, naturalmente, lo strudel di mele. Da bere, consiglierei un corposo Lagrein, aromatico, caldo e fruttato o, in alternativa, l’ottima birra Forst  mentre, se siete astemi (ma a Bolzano è davvero un peccato…), potreste orientarvi verso la spuma frizzante di mele.


Immagine tratta dalla diretta di www.elevensports.it

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