Gloriosa ma travagliata la storia del Modena FC

Modena 1962
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AVVERSARI – Aneddoti e curiosità su una piazza storica del calcio italiano come Modena, anch’essa (ri)fallita e ripartita dalla D nel 2018

Mentre mi siedo al computer per scrivere questo articolo, so da circa un’ora che Maradona è morto. E  mi scuserete se non c’entra nulla con il nostro prossimo avversario, il Modena, ma è la prima volta che scrivo, parlo, ragiono di calcio, senza che Diego Armando sia al mondo. Che per tanti versi, lui ne è un po’ il paradigma, la sintesi: la sua immagine è spesso usata come sinonimo di questo sport, nelle riviste, in televisione, anche nei libri di scuola… Poi penso a come noi a Cesena, siamo fortunati: noi lo abbiamo sfidato, ci abbiamo giocato contro, molta gente lo ha visto giocare al Dino Manuzzi, alcuni giocatori (anche quelli un po’ dimenticati)  del Cesena di quegli anni potranno comunque sempre vantarsi con i nipoti di aver corso di fianco al miglior giocatore di tutti i tempi.

Ecco, al Modena questa sorte non è toccata: l’ultima Serie A l’avevano vista nel 1962 e sarebbe tornata solo 40 anni dopo: Maradona, se lo sono perso. Ma attenzione, parliamo comunque di una società che la massima serie l’ha vista per ben ventotto volte, addirittura con un terzo posto negli anni ’40. Oltre a questo, due campionati di Serie B vinti, così come (record assoluto) due Coppe Anglo-Italiane. Strano allora, intendo per un club così blasonato, con oltre 100 anni di storia (fallimenti a parte…), insomma strano, si diceva, che una squadra del genere non possegga un inno ufficiale. E invece oggi è così, nonostante in passato se ne siano occupati nomi di un certo rilievo, come l’ Equipe 84 di Maurizio Vandelli e, strano a dirsi,  negli anni ’80 anche un gruppo di famosi comici televisivi, messi insieme dal giornalista di TV Sorrisi e Canzoni, modenese doc, Daniele Soragni: tra di loro, Athina Cenci, Dominique Chalbot, Carlo Pistarino e il compianto Andrea Brambilla, che in quegli anni era divenuto famosissimo, capigliatura sparata e impermeabile “alla Colombo”, nel duo comico Zuzzurro e Gaspare.

L’ elenco dei giocatori di rilievo della storia della società emiliana riempiono quattro pagine di wikipedia, quindi non vi sciorinerò il solito elenco di nomi più o meno noti, limitandomi a ricordare il povero Paolo Ponzo, il buon Christian Bucchi, capocannoniere coi canarini, protagonista della promozione in A con noi e, volendo, involontario responsabile della fine della carriera al Milan di Sebastiano Rossi.

Per noi, in comune con il Modena c’è sicuramente la rivalità con Bologna e forse anche per questo è un po’ forzato definirlo un derby. Altro club con il quale esiste una forte rivalità è il Como, soprattutto dopo il 2000 quando Ferrigno mandò in coma con un pugno il modenese (ed ex compagno di squadra, peraltro) Francesco Bertolotti, che fortunatamente sopravvisse, ma dovette abbandonare il calcio giocato, al contrario del suo aggressore il quale, scontata la squalifica, tornò a giocare proprio nel Como, per poi terminare la carriera nel Perugia.


Immagine tratta dal sito it.wikipedia.org

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