Serie A 1974/75: il Cesena è battuto 1-0 dalla Ternana

Ternana-Cesena 1-0 gol
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BIANCONERO VINTAGE – Nonostante l’ottimo periodo di forma, il Cesena viene sconfitto in casa della Ternana al termine di una brutta partita

Domenica 9 febbraio 1975, 17a giornata di campionato, seconda del girone di ritorno. La vigilia della sfida alla Ternana per il Cesena non è di quelle che fanno tremare i polsi, anzi nell’ambiente si percepisce un pizzico di presunzione, avendo all’andata vinto con un perentorio 2-0. In più il Cesena è in serie utile da diverse partite e dopo aver pareggiato con i Campioni d’Italia della Lazio (vedi Un grande Cesena ferma la Lazio campione d’Italia), si va a Terni con l’idea di portare a casa almeno un punto. Ma il calcio non è matematica, non si può mai dire che sarà una partita facile ed il rischio di ricevere una forte delusione è alto.

Le formazioni

Gli umbri sono guidati dal mister Enzo Riccomini, che sa di giocarsi punti molto importanti quasi uno spareggio salvezza. La Ternana deve sfruttare il fattore campo e non si può certo permettere di lasciare punti per strada. Riccomini dispone di una squadra modesta e spera di sfruttare al meglio l’attacco dove ha buone individualità. In questo reparto trova l’esperienza di Traini che è il punto di riferimento per l’emergente Garritano. Questa la formazione dei rossoverdi: Nardin, Masiello, Rosa, Piatto, Dolci, Benatti, Donati, Panizza, Garritano, Crivelli, Traini.. A disposizione in panchina: De Luca, Valle e Crispino, che entrerà al 1′ della ripresa in sostituzione di Garritano.

Il Cesena sta viaggiando molto bene in classifica e mister Eugenio Bersellini, deve fare ancora i conti con le assenze di Bertarelli, e Festa, ma recupera Catania pronto ad entrare dal primo minuto sacrificando Orlandi. Il Cesena viene schierato con questa formazione: 1 Galli, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Zuccheri, 5 Danova, 6 Cera, 7 Catania, 8 Brignani, 9 Bordon, 10 Rognoni, 11 Urban. A disposizione in panchina 12 Boranga, 13 Zaniboni e 14 Orlandi, che entrerà al 30′ del secondo tempo in sostituzione di Catania.

La partita

Ternana-Cesena #1
Garritano e Danova in azione

Siamo all’inizio di febbraio, è una giornata primaverile, ed il terreno del Liberati è in buone condizioni. Arbitra il sig. Levrero di Genova. Le squadre si presentano con le divise classiche: la Ternana con maglia a strisce larghe verticali rosse e verdi e pantaloncini neri, mentre il Cesena con maglia bianca e bordi neri e pantaloncini neri. Nei primi minuti si intuisce che il Cesena non è in giornata: non affonda, fa la grande squadra che attende il momento buono per la zampata, ma si sa, la squadra romagnola esprime il massimo quando spinge a tutto gas con il coltello fra i denti. Questo atteggiamento dà fiducia ai rossoverdi  ed al 9’ Garritano tenta la via della rete. A seguito di calcio d’angolo, sfrutta un’indecisione di Danova che non è svelto a liberare e dopo aver recuperato la sfera, lascia partire un pallonetto nel tentativo di scavalcare Galli. Ma il portiere dei romagnoli mette in evidenza le sue doti acrobatiche con un colpo di reni all’indietro deviando il quasi gol in calcio d’angolo. Passata la paura comincia a costruire una fitta rete di passaggi a centrocampo e con Ceccarelli da una parte e Zuccheri dall’altra spingendo sulle fasce e si vedono subito i risultati. La prima palla importante la riceve il centravanti Bordon che al 21’ colpisce di testa benissimo sfruttando da campione un cross dalla destra di Ceccarelli. Ma la mira non è buona e la palla sorvola la traversa. La partita è in mano al Cesena e la Ternana quasi spaventata dalla supremazia dei bianconeri si chiude nella sua metà campo. Le palle gol non mancano e la più clamorosa capita sui piedi di Urban al 39’; Bordon fa una giocata da applausi e mette in ginocchio tutta la difesa degli umbri e confeziona un assist con il contagiri per Urban che si trova a tu per tu con il portiere avversario Nardin. L’estremo difensore umbro esce alla disperata per chiudere lo specchio della porta alla punta romagnola e l’11 bianconero nel tentativo di concludere a rete e di anticipare il portiere angola troppo il tiro con una traiettoria rasoterra, così Nardin ci arriva di piede e la palla rotola sul fondo. Nulla di fatto e poco dopo si va negli spogliatoi.

Ternana-Cesena #2
Grande parata di Galli

Nella ripresa la partita non offre gran che, direi quasi monotona. Il Cesena, sfumate le occasioni nel primo tempo, entra in campo con l’idea fissa di portare a casa lo 0-0 e viene punito meritatamente. Al 26’ della ripresa la punta più pericolosa degli umbri, Traini, raccoglie e sfrutta al meglio un bel cross di Donati. Colpisce veramente bene di testa eludendo l’intervento del suo marcatore Ammoniaci che non ci può arrivare. La palla come un proiettile viene deviata alla destra di Galli che tenta inutilmente l’intervento e la Ternana passa in vantaggio. Il gol di Traini ha punito severamente questo desiderio di non gioco, in quanto il Cesena, viste le occasioni fallite, era orientato a mantenere la partita sullo 0-0. In svantaggio la squadra di Bersellini reagisce, direi più per orgoglio che come collettivo. Zuccheri, Brignani ed il marcatissimo Rognoni non riescono a fare la differenza e neanche Orlandi entrato nella ripresa al posto di un Catania apparso oggi sotto tono, incide come in altre occasioni. Quando si sente il triplice fischio finale i bianconeri escono a testa bassa increduli e consapevoli di aver buttato al vento una grande occasione.

I commenti

Per il Cesena è una sconfitta sacrosanta e meritata. La vittoria della Ternana è giusta, se non altro perché gli umbri l’hanno cercata con caparbietà, disperazione, orgoglio, voglia di vincere a tutti i costi, per alimentare quella fiammella della speranza. I bianconeri dovevano imporsi nel primo tempo, quando si sono trovati padroni del gioco con davanti degli avversari notevolmente inferiori tatticamente, senza morale, con le gambe molli, che commettevano errori su errori, confusi dal gioco del Cesena. La paura di osare ha battuto il Cesena. Nel calcio bisogna osare, non si può andare in campo, specialmente fuori casa, con l’intento sempre di pareggiare. Qualche volta si può rischiare, sia pure in maniera ragionata. Non che il Cesena dovesse buttarsi allo sbaraglio, ma avrebbe dovuto con maggiore autorità mettere alle corde un avversario che si era impaurito. Queste riflessioni sono frutto della grande amarezza che a conti fatti stiamo assaporando, ma il bello del calcio è che nessuno può dire quale e come ci si dovesse comportare; infatti sarebbe bastato un episodio a favore dei romagnoli, che magari avremmo potuto commentare una goleada.

Una cosa è certa, con questa sconfitta la situazione del Cesena in classifica è peggiorata. Il campionato va avanti e nella speranza di dimenticare in fretta questo brutto capitombolo, bisogna ritrovare la fiducia preparando con la solita grinta e determinazione la prossima partita: domenica arriva alla Fiorita il Torino, che è sempre una squadra che fa paura! Quindi senza indugi, Forza Cesena fino alla fine!


Il campionato di serie A 1974/75 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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