Una stagione cruciale per la sopravvivenza del Cesena

Curva Mare in Cesena-Virtus Verona
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LO SPUNTO – La prossima stagione sportiva sarà oltremodo decisiva per il futuro del Cesena, prima che la preannunciata riforma stravolga il calcio italiano

Sembra un paradosso parlare già della prossima stagione, quando il calcio italiano è rimasto fermo per più di tre mesi e si appresta solamente nelle prossime settimane a ricominciare. In particolare, la Serie A e la Serie B riprenderanno integralmente e completeranno la stagione, mentre la Serie C procederà direttamente alla disputa di playoff e playout (vedi SerieC in campo a fine giugno, ma solo per playoff e playout). E il Cesena? Al momento della sospensione, i bianconeri galleggiavano nel limbo e non dovranno tornare in campo prima della prossima stagione, visto che non potranno giocarsi l’accesso alla cadetteria, ma nemmeno evitare di retrocedere tra i dilettanti.

Appuntamento quindi al 2020/21, campionato che si appresta ad essere decisivo per il futuro di molte squadre. Infatti, con ogni probabilità, al termine della prossima stagione la FIGC attuerà una delle riforme più importanti degli ultimi anni, modifiche che stravolgeranno la composizione delle categorie del calcio italiano. Secondo una delle previsioni più accreditate e credibili, tale riforma dovrebbe prevedere 60 squadre professionistiche (Serie A, Serie B e Serie C élite), 40 squadre semiprofessionistiche divise in due gironi di Serie C (tornando quindi a quella che un tempo si chiamava Serie C2) e tutto il resto sarebbe dilettantismo. Ecco che quindi la graduatoria che si comporrà alla fine del prossimo campionato influirà pesantemente sul futuro delle società, in particolare di quelle dell’attuale terza serie, le più interessate dalle modifiche strutturali: il prossimo anno non si giocherà solo per essere promossi o per non retrocedere, poiché anche finendo in una posizione intermedia (come peraltro già capitato quest’anno al Cesena) il rischio è quello di sprofondare nel quarto livello del calcio italiano, ovvero la nuova Serie C2. Ovviamente non si conoscono ancora i criteri che decideranno le venti squadre che comporranno la Serie C élite e potrebbe quindi sembrare prematuro parlarne, ma la direzione intrapresa dai massimi vertici del calcio italiano sembra condurre a questo scenario.

Ed è qui che apro un ragionamento sul nostro Cesena. A mio parere, il prossimo campionato dovrà essere disputato con un solo obiettivo: provare ad ottenere la promozione in Serie B. Altrimenti, nella migliore delle ipotesi, si rimarrà in Serie C con altre 19 contendenti più agguerrite che mai ed il salto sarà estremamente più difficile, mentre nella peggiore si scivolerà addirittura al quarto livello della piramide, praticamente un ritorno in Serie D. Ecco che quindi le recenti voci di mercato sulle presunte cessioni di Valeri e Zampano, due dei migliori giocatori in rosa, stridono con quelli che a mio avviso dovrebbero essere gli obiettivi del Cesena. A meno che non si vogliano passare molti dei prossimi anni nell’anonimato, senza ambizioni…

4 Comments on “Una stagione cruciale per la sopravvivenza del Cesena”

  1. Spero che il Cesena 20/21 non debba partire da zero come quest’anno… Il prossimo anno bisognerà lottare per i playoff che portino in B o quantomeno salvare la C, è vitale. Il tifo bianconero si merita più di un anonimo dilettantismo (o semi…), il tifo bianconero è stato sempre presente e in prima linea, allo stadio e a credere nel Cesena, a volte più degli stessi dirigenti e/o calciatori.
    La storia insegna che non bisogna folleggiare per vincere, ma nemmeno partire senza l’ambizione di provarci.
    E se dobbiamo cedere Valeri, spero sia solo perché non inseguire il Suo Sogno laziale (attraverso il cavalluccio granata) lo farebbe giocare a Cesena senza stimoli,e non certo per le briciole che raccoglieremo dalla sua cessione.
    Ovviamente tutto questo avrebbe senso se e solo se NOI tifosi potremo tornare allo stadio, altrimenti possiamo tirarci una bella riga sopra.
    Il calcio senza tifosi non è calcio… amen

  2. No Giancarlo! Questo tifo ha fatto schifo, e si è visto dalla prima partita di Viali come è cambiata la musica. Sono il Cesena, Modesto e Pelliccioni a non meritarsi un trattamento simile, l ‘umilta la dovrebbero avere anche i tifosi. Quegli stessi tifosi che hanno costretto Ficcadenti ad andarsene, se no per quanto ne sappiamo questo poteva essere il nostro 10 anno in A. Il Cesena é sempre il cesena anche se è allenato da drago e da modesto e da angelini, se volete bisoli andate tifare il padova e il perugia!

  3. Buongiorno, in merito a scenari futuri come quelli sopra descritti, a mio parere I pensieri possono essere diversi. Da tifoso credo che tutti vorrebbero un cavalluccio, competitivo ai massimi livelli, poi alla luce di quanto visti nel,campionato attuale, tra il dire ed il fare c’e’ in mezzo il mare. La gestione di mister Modesto, la societa’, il ds, penso abbiano lasciato un segno assai negativo nella rosa attuale, che ha mostrato limiti, importanti. L’arrivo del sig.Viali , ha portato si un po’di equilibrio ad una squadra che si e’portata dietro errori cronici, senza dimostrare un vero cambiamento di rotta. Avere rinunciato ad un mister come Bisoli, in nome di una impossibile pianificazione per tentare il salto di categoria da parte della societa’ dimostra che la strada da percorrere e’ ancora molto lunga. Penso e spero che all luce dell’esperienza Modesto, la societa’faccia valutazioni serene, ma drastiche. Predicare il bel gioco, ma perdere sempre e subire tanti gol come e’accaduto quest’anno, lasciano un segno credo indelebile, nella squadra, nei tifosi e nella societa’. Io non so chi sara’, il nuovo mister, ma vorrei una persona umile, che con razionalita’ e logica metta in campo una squadra, chee non venga umiliata tutte le domeniche, dal Fano di turno, che non esca dal campo con tre pere sul groppone, per sentirsi dire dal Di Carlo di turno, che gioca bene, poi perdi, che ad ogni calcio piazzato tutti debbano fare gli scongiuri, perche’ non si prenda gol , che non ci raccontino che sai sono giovani devono crescere, perche’ prendere due,tre gol a partita di certo non fa crescere nessuno. A Cesena ha sempre pagato l’umilta’ e l’attaccamento alla maglia, cosa che quest’anno non si e’vista assolutamente da parte di diversi giocatori. Gli ex Rende tutti sopravvalutati, con un ds che ha difeso le sue scelte, troppo a lungo. Io non sono un indovino, ma credo di non sbagliarmi nell’affermare che se il campionato fosse continuato, questa squadra avrebbe rischiato seriamente almeno I playout. Poi ci sta che non e’ sempre colpa dell’allenatore ma quest’anno Modesto ha dimostrato, cosa non si deve fare per giocare a calcio, quale sia la maniera piu’ efficace per creare problemi nello spogliatoio(vedi Valencia) quindi mi ripeto, gente umile, un allenatore che in base agl uomini faccia giocare la squadra nel modo migliore. Siamo il Cesena, non so se dopo tutto questo pandemonio si tornera’ a giocare davanti ad un pubblico oppure no, di certo che quest’anno di fronte a 10000 spettatori le umiliazioni sono state tante, troppe e cara societa’ questo tifo non le meritava.

  4. Per fare il salto di qualità occorre una società più forte, quella attuale non ha nessuna possibilità e potenzialità, se non si decideranno a trattare anche con realtà non autoctone non so proprio come si possa proseguire il cammino per ritornare ad antichi fasti.

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