Oltre cinquant’anni fa le ultime sfide ufficiali al Forlì

Forli 1963 1964
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NONTISCORDARDIME’ – Domani a Forlì la II^ edizione del “Memorial Sirotti”. L’ultima partita ufficiale tra le due compagini risale addirittura al 1965

Domani sera alle 20:30 il Cesena sarà impegnato allo Stadio Morgagni contro il Forlì. Per i ragazzi di Andrea Camplone sarà l’ultimo test in vista dell’imminente esordio in campionato contro il Bari, previsto per lunedì 28 agosto al San Nicola. Decisamente più ristretti i tempi per la compagine forlivese, militante nel campionato di serie D, che dovrà scendere in campo meno di 24 ore dopo, ovvero domenica 20 agosto contro il Sasso Marconi in un match di Coppa che i biancorossi avevano cercato di posticipare, senza però incontrare il consenso del club bolognese…

Questa amichevole precampionato contro i biancorossi rappresenta la seconda edizione del Memorial Silver Sirotti, evento istituito in ricordo dell’intrepido e coraggioso ragazzo forlivese che il 4 agosto 1974 morì nel tentativo di salvare alcuni passeggeri intrappolati nel famigerato treno Italicus, convoglio tristemente noto per essere stato oggetto di un vile attentato terroristico.

Tornando al calcio, sarà  il quarto faccia a faccia in precampionato tra i due co-capoluoghi di provincia: tre precedenti sono molto recenti e risalgono alle estati del 2013, 2014 e 2016. Il Cesena uscì vittorioso 3-0 nel 2013 (Defrel 2, Lolli) e 4-1 nel 2016 (Ragusa, Rodriguez [2], Moncini, Ricci Frabattista), mentre nel 2014 la partita si concluse con un deludente 0-0.  Altri precedenti sono invece assai più remoti e rappresentano anche gli ultimi match ufficiali tra le due compagini, disputati oltre cinquant’anni anni fa, precisamente nella stagione 1964/65. All’epoca Cesena e Forlì militivano entrambe nell’allora Serie C (girone B) ed il tecnico bianconero era Renato Lucchi, mentre nella carica di Presidente spiccava Dino Manuzzi: il Cesena vinse 1-0 sia all’andata che al ritorno per 1-0. Da quel momento le strade delle due formazioni, divise geograficamente da soli 22 chilometri di Via Emilia, si separarono, con il Forlì che al termine di quella stagione retrocesse in serie D, mentre i bianconeri due campionati dopo salirono per la prima volta in serie B. Il sodalizio biancorosso vivrà tutti gli anni seguenti tra serie C e D, fino al fallimento del 2006 che costrinse la nuova società a ripartire dai bassifondi, iniziando però una scalata che ha riconsegnato alla città la Lega Pro. Il resto è storia recentissima, con la sconfitta contro il Fano nei playout di maggio che ha condannato il Forlì ad un doloroso ritorno in serie D: un epilogo inaspettato che ha lasciato l’amaro in bocca.

Una curiosità: lo scorso anno nelle fila del Forlì erano presenti due ex giocatori del Cesena, l’allenatore Massimo Gadda (in bianconero come giocatore dal 1997 al 1999 e come vice allenatore dal 2004 al 2007) e Davide Succi che dal 2012 al 2016 ha calcato il prato del Manuzzi (80 presenze e 22 gol, tra cui uno al Milan in serie A) che dopo una parentesi indiana si era accasato a Forlì a partire da gennaio.


Nell’immagine di copertina, tratta dal sito www.forlifc.com, il Forlì 1963/64

9 Comments on “Oltre cinquant’anni fa le ultime sfide ufficiali al Forlì”

  1. rispondo al Sig. Roberto Zampolin , indicando i nomi dei soli calciatori della foto.
    In piedi da sinistra: Cappucci, Magheri, Ferrari, Tardivo, Genero
    in basso da sinistra: Danieli, Cecotti, Gerardi, Lucci, Zanetti, Boschi.
    Aggiungo che
    recentemente Zanetti, purtroppo è deceduto a Forlì.
    Fu per me un grande calciatore,
    un centrocampista dal piede vellutato.

  2. Buonasera.
    Sono un appassionato di vecchie foto delle squadre di calcio, ma senza i nomi dei giocatori non sono interessanti.
    Potreste gentilmente indicarmi quelli di questa foto ?
    Mi sembra di riconoscere Girardi e Zanetti che giocarono ad Arezzo.
    Vi ringrazio anticipatamente.
    Roberto Zampolin
    Arezzo

  3. A Cesena, riguardo agli sport praticati dai cittadini molto è legato al concetto del wellness diffuso da Tecnogym. Oltre alla grande passione di Romagna, il ciclismo.

    Tornando alle rappresentative cittadine oltre al calcio c’è il volley femminile, con il team che dovrebbe esser ancora in B1.
    Il rugby Cesena si trova in C, idem per il baseball, nel quale Rimini e San Marino la fanno da padrona in Romagna (se vuoi aggiungiamo anche Imola).

    A Forlí oltre al basket, c’è il volley maschile che ha attirato seguito, anche se ora è relegago in B (dopo l’addio di Yoga).

    Sul tema fallimento Cesena mi auguro che, visto il grande interesse generato in termini di tifo, che non si debba mai arrivare a una non iscrizione bianconera (Rinaldo)

  4. Rinaldo Belleggia Faccio ulteriormente notare che la questione è di stringente attualità in quanto, considerando la situazione finanziaria del Cesena calcio e la squadra allestita per il prossimo campionato 2017-2018, i rischi di fallimento sono ancora più concreti. E le caratteristiche delle persone in grado di sostituirsi all’attuale dirigenza potrebbero non essere sufficienti per riportare il calcio al centro della scena dello sport cesenate.

  5. Rinaldo Belleggia Il fatto che abbia un maggior seguito il basket rispetto al calcio a Forlì è tutto da dimostrare. Quanti sono numericamente i praticanti in tutto il territorio forlivese dell’uno e dell’altro sport? Secondo me a conti spannometrici anche a Forlì si gioca più a calcio che non a basket, ma il dato sarebbe da verificare. Il fatto, completamente diverso, che abbiano abituato il cittadino a pagare un biglietto per accedere alle partire di basket piuttosto che a quelle di calcio è un’altra cosa e riguarda soprattutto il risultato sportivo e l’entusiasmo che se ne crea e si convoglia verso le casse delle società con biglietti e abbonamenti. Per creare una squadra di basket di serie b sono necessari meno investimenti rispetto a quella calcistica della medesima serie. E in generale a Forlì il cittadino spende meno per le attività sportive rispetto a Cesena. Da un altro punto di vista sempre a Cesena le associazioni sportive, prese nel loro insieme, spendono di più per le proprie attività rispetto a quelle forlivesi. Cesena occupa quindi molte più risorse di Forlì per lo sport. Il fatto che una grossa fetta di queste risorse sia rappresentata dal calcio credo rispecchi le capacità diffuse nel territorio cesenate dovute ai tanti anni di calcio ad alti livelli che hanno radunato allenatori e tecnici di grande valore a vivere sul territorio cesenate. A Cesena esiste una seconda squadra che milita in serie D, proprio come il Forlì, che si chiama RomagnaCentro. Si ricordi poi che anche in altri sport diversi dal calcio Cesena presenta delle punte di eccellenza mai raggiunte da Forlì. Un esempio è la storia dell’Unicar basket femminile che, a Cesena, è stata capace di vincere un campionato e una coppa dei campioni per poi scomparire nel nulla. Gli ottimi livelli raggiunti dal rugby cesenate insieme a quelle del baseball potrebbe essere un altro esempio che stacca Forlì da Cesena. Devo poi aggiungere che a Cesena esiste, nonostante le notevoli difficoltà economiche e finanziarie, un ippodromo di valore nazionale. Tutto sembra dire che a Cesena ci siano persone maggiormente determinate quando si applicano alle attività sportive rispetto a Forlì. Sembra che le persone che attivano l’attività sportiva siano più perseveranti e tenaci. E questa perseveranza gli consente di accumulare le competenze necessarie per eccellere. Tra Forlì e Cesena le differenze riguardano certe concentrazioni di tipologie di cittadini più che le risorse messe a disposizione. Quelle sembrano essere più le conseguenze di queste capacità e non viceversa. A Cesena lo sport ha una considerazione maggiore rispetto a quella vissuta dal forlivese. E non solo sul calcio. Quindi è vero, la piazza di Cesena è molto esigente e tende ad eccellere per le caratteristiche che si diceva (perseveranza e tenacia che si trasforma in competenza). Non per niente Cesena è stata nominata città europea dello sport nel 2014. Quindi secondo me la differenza la fanno le persone in primis con le loro capacità e caratteristiche, per questo comincerei ad indagare le persone del passato che sono state capaci di portare Cesena dove ora si trova, attraverso alti e bassi di un livello comunque superiore a quello di Forlì o Rimini o Ravenna ecc.

  6. Salve signor Ambrogetti, lei pone una questione molto interessante. Le comincio a rispondere partendo da un aspetto che mi è venuto in mente mentre stavo scrivendo questo pezzo: “Forlì è una piazza legata perlopiù al basket”. Tale maggior seguito porta probabilmente a investire più risorse verso uno sport piuttosto che un altro. Viceversa a Cesena storicamente il calcio l’ha fatta da padrona raccogliendo seguito e risorse (vuoi per i buoni risultati a partire dagli anni 60′-70 o per la capacità di identifarsi a dovere nel territorio), oltre agli sproni di una piazza che spinge sempre a fare di più. Questa la considero una delle principali motivazioni per le quali Cesena spicca rispetto a Forlì nel calcio.

  7. A volte mi chiedo per quale motivo il Forlì (o il Ravenna, il Rimini ecc) non abbia avuto la stessa storia del Cesena calcio. O perchè il Cesena calcio ce l’abbia avuta migliore. L’insufficiente risposta che mi do è quella della perseveranza che ha generato delle capacità che poi hanno funzionato positivamente, presenti nei vari presidenti e collaboratori del Cesena. Ma credo ci sia dell’altro. Forse tutta una serie di fatti congiunturali andati per il verso giusto (parlo di quella parte di variabili che, combinate, fanno ottenere l’effetto “fortuna” al corso degli eventi) che sarebbe interessante conoscere insieme alle, non meno importanti, qualità presenti nelle persone che hanno contribuito più di altre a fare la storia bianconera fino ai giorni nostri. Forse. Ma dov’è che posso indagare per capire di più?

  8. A volte mi chiedo per quale motivo il Forlì (o il Ravenna, il Rimini ecc) non abbia avuto la stessa storia del Cesena calcio. O perchè il Cesena calcio ce l’abbia avuta migliore. L’insufficiente risposta che mi do è quella della perseveranza che ha generato delle capacità che poi hanno funzionato positivamente, presenti nei vari presidenti e collaboratori del Cesena. Ma credo ci sia dell’altro. Forse tutta una serie di fatti congiunturali andati per il verso giusto (parlo di quella parte di variabili che, combinate, fanno ottenere l’effetto “fortuna” al corso degli eventi) che sarebbe interessante conoscere insieme alle, non meno importanti, qualità presenti nelle persone che hanno contribuito più di altre a fare la storia bianconera fino ai giorni nostri. Forse. Ma dov’è che posso indagare per capire di più?

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