SerieD e “nobili decadute”, ecco com’è andata…

Bari SerieD
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LO SPUNTO – Cesena, Bari e Avellino sono state costrette a ripartire dalla SerieD, campionato che già annoverava “grandi” come Mantova, Reggiana e Modena

E’ stata un’estate difficile per i tantissimi tifosi delle squadre che, dalla Serie B, sono state costrette a ripartire dai dilettanti a causa del fallimento. Noi tifosi del Cesena abbiamo vissuto in prima persona cosa significasse l’onta del fallimento dovuta ad una sciagurata gestione da parte di più presidenti nel corso dell’ultimo decennio. Ma anche altre realtà importanti come Avellino e Bari sono state costrette a ripartire dalla SerieD, così come successo a Modena, Mantova e Reggiana. Per tutte queste squadre l’obiettivo era solamente uno: centrare la promozione per tornare immediatamente all’interno del mondo professionistico. Ci eravamo occupati di loro a metà cammino (vedi La SerieD (per ora) sorride alle “nobili decadute”), vediamo di seguito come è finita la stagione per queste compagini costrette a vincere dalla prima all’ultima giornata di campionato.

Avellino promosso col brivido

Dopo un’estate travagliata, i lupi d’Irpinia sono stati inseriti nel girone G insieme ad altre squadre che in passato hanno giocato in campionato professionistici come Latina e Lupa Roma. La partenza dei campani è piuttosto negativa, tanto che ad un certo punto della stagione si trovano addirittura in settima posizione a -10 dalla capolista Lanusei. Con uno sprint finale incredibile però riescono ad agguantare la prima posizione ad 83 punti in coabitazione con lo stesso Lanusei, che permette alla squadra allenata da Bucaro di poter affrontare lo spareggio promozione in campo neutro. A Rieti domenica scorsa l’Avellino ha vinto per 2-0 contro il Lanusei conquistando l’immediato ritorno tra i professionisti in Lega Pro. Il valore della rosa dei biancoverdi al termine della stagione è pari a 2,15 milioni, mentre quello del Lanusei è di 1,28 milioni.

Bari, un campionato quasi mai in discussione

La squadra probabilmente più quotata per conquistare in Lega Pro era il Bari, forte degli investimenti provenienti dal figlio del presidente del Napoli De Laurentiis. I pugliesi hanno da subito messo in chiaro le cose concedendo le briciole agli avversari, perlomeno fino a metà stagione. Il girone I prevedeva alcune squadre di rilievo come Messina e Nocerina, ma i galletti non hanno dovuto affrontare pericolosi derby per la composizione del girone. Il punto più difficile dell’annata si è verificato in concomitanza della sconfitta in casa della seconda in classifica Turris che, nonostante i due punti di penalizzazione, si era rifatta sotto in maniera preoccupante. Alla fine però il Bari ha ripreso la propria marcia chiudendo il campionato a 78 punti, +11 rispetto alla seconda. Il valore della rosa dei biancorossi al termine della stagione è pari a 2,88 milioni, mentre quello della Turris è pari a 1,30 milioni.

Cesena: le montagne russe hanno premiato i bianconeri

E’ stato un campionato particolare, quello del Cesena, inserito nel girone F di SerieD insieme alle altre formazioni romagnole oltre che a quelle marchigiane e molisane. I bianconeri nonostante un inizio in sordina (a -7 a novembre rispetto al Matelica) hanno compiuto una grande rimonta: 8 vittorie consecutive, 15 risultati utili consecutivi e marchigiani spediti a -10 dopo lo scontro diretto vinto al Manuzzi di gennaio. Da quel momento in poi però il Cesena ha iniziato a lasciare per strada diversi punti permettendo la rimonta ad uno scatenato Matelica, autore di 9 vittorie di fila. Nel finale però la squadra allenata da Angelini è riuscita a riprendersi e a chiudere il campionato con 83 punti, tre in più rispetto alla squadra di Tiozzo. Il valore della rosa dei bianconeri al termine della stagione è pari a 2,60 milioni, mentre quello del Matelica è pari a 1,40 milioni.

Mantova: il testa a testa col Como non ha pagato

Il Mantova fu uno degli ultimi avversari che il Cesena affrontò prima dell’inizio del campionato (vedi E’ un Cesena sfavillante: battuto il Mantova 3-2). Quella sera a Cesenatico i bianconeri vinsero con merito ma fu facile intuire la forza della squadra lombarda costruita per vincere il girone B. Il problema per il Mantova è stato quello di trovare un Como in assoluto stato di grazia, che ha conquistato la bellezza di 89 punti frutto di 28 vittorie, 5 pareggi ed una sola sconfitta. I lombardi dunque dovranno passare dalla lotteria dei play-off di SerieD senza peraltro aver la certezza di poter salire in Lega Pro in caso di vittoria finale. Il valore della rosa dei biancorossi al termine della stagione è pari a 1,90 milioni, mentre quello del Como è pari a 1,83 milioni.

Modena e Reggiana, un autentico fallimento

Le due formazioni emiliane inserite all’interno del girone D erano partite in estate con l’obiettivo dichiarato di centrare la promozione per tornare in Lega Pro, ma non avevano fatto i conti con la Pergolettese. Al termine di un testa a testa spettacolare, Modena e Pergolettese hanno concluso il proprio campionato a pari punti (73) dando vita allo spareggio in campo neutro. A Novara domenica scorsa gli emiliani sono caduti per 2-1 permettendo dunque alla Pergolettese di poter festeggiare la promozione diretta. Per Modena e Reggiana (ora Reggio Audace) ci sarà il contentino dei play-off da disputare, senza però alcuna certezza di essere promossi anche in caso di vittoria. Il valore della rosa dei canarini al termine della stagione è pari a 2,25milioni, quello della Reggio Audace è pari a 1,98 milioni mentre quello della Pergolettese è pari a 1,53 milioni.


Dati relativi al valore della rosa estratti dal sito transfermarkt.it
Immagine tratta dal sito eurosport.com

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