SerieC: stipendi troppo alti, “giocatori paganti” ed il peso del bonus giovani

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INTERVISTA – Situazione e prospettive future della SerieC nell’intervista a Federico Principi, penna de “L’ultimo Uomo” e voce di Eleven Sports

Una gradevole chiacchierata con Federico Principi, tra gli “addetti ai lavori” più competenti ed aggiornati sulla SerieC, campionato che segue molto da vicino grazie alla proficua collaborazione con Eleven Sports. Alcuni degli spunti analizzati ed approfonditi in questa intervista provengono dall’articolo del 7 aprile scorso dal titolo  È arrivato il momento di ripensare la Serie C, pubblicato da “L’ultimo uomo”, redazione che ringraziamo per la collaborazione.

Ciao Federico, quanto incide l’attuale carico fiscale sulla scarsità di risorse da investire nei settori giovanili?
“Non conosco la percentuale precisa,  ma tutti sappiamo che questo investimento non ha una resa immediata. Va tutto pianificato al meglio e pochi riescono a farlo. Ad esempio, in passato, il Pordenone investiva ben un milione all’anno nel settore giovanile, ma era un esempio sporadico”.

Mediamente quanto perde una società in un anno di SerieC?
“Molto , in media ogni squadra perde 1 / 1,5 milioni di euro a stagione, se non addirittura 2. Per un totale di oltre 100 milioni abbracciando tutta la categoria”.

Nel tuo articolo parli anche del “bonus giovani”: quanto può aiuta le squadre?
“Innanzitutto, per sfruttarlo al massimo, una squadra dovrebbe schierare per almeno 450 minuti complessivi a partita giocatori under che abbiano trascorso almeno 3 anni precedenti nella società in questione. In questo caso, la compagine può percepire un introito fino a 400-500 mila euro, il 150% in più di chi invece utilizza giovani non cresciuti in casa. Ovviamente il discorso regge solo se prima ci sono stati investimenti e programmazione. Uno dei casi di società che sfrutta abbastanza bene questa possibilità di bonus è il Gubbio nel Girone B, ma perlopiù gli under presenti in SerieC sono ragazzi girati in prestito da altri club”.

Citi anche il fenomeno dei giocatori “paganti”: qual è la portata del fenomeno?
“Capire l’entità precisa di questo fenomeno non è facile: ci sono diversi casi di persone con sponsor. Ad esempio, nei motori è qualcosa che avviene alla luce del sole, tanto che ciascun addetto ai lavori ti può tranquillamente parlare di cifre. Nel calcio invece è molto più sommerso”.

È stata paventata l’ipotesi di sgravi fiscali per le sponsorizzazioni delle società di SerieC: c’è qualcosa di vero?
“È una cosa uscita fuori nella videoassemblea di Lega dello scorso 3 aprile. Questa misura aiuterebbe soprattutto le realtà più piccole, centrate nel proprio territorio, ma anche quelle più grandi che riescono a mettere assieme oltre 100 sponsor”.

Nel tuo articolo tocchi anche un tema molto scottante, quello degli stipendi troppo alti…
“Questo tema non vorrei farlo scadere nella sterile polemiche. Oltre a defiscalizzare la SerieC, legata ancora a un sistema fiscale anacronistico e troppo simile a quello delle categorie più alte, si dovrebbero riconsiderare gli stipendi. E questa emergenza potrebbe essere il momento ideale. Personalmente, non parlo di arrivare al minimo sindacale, oggi 14.400 euro annui, ma c’è comunque da considare che cifre alte in Serie A e B sono giustificate da ritorni maggiori, mentre in Serie C queste diventano spess insostenibili”.

Parliamo un po’ del Cesena, che dalle colonne de “L’ultimo uomo” definisci una realtà solida…
“Secondo me il Cesena ha intrapreso una politica molto oculata, nonostante sia una compagine societaria con molti soci e quindi un’eventuale perdita potrebbe essere spalmata in maniera non troppo pesante. Hanno puntato sul bonus giovani con ben tre under fissi e pertanto presumo possa avere un ritorno di circa 300 mila euro. Penso abbia l’intenzione di tornare gradualmente nel grande calcio, non facendo però il passo più lungo della gamba. Credo che giù il prossimo anno, con una base ancor più solida, il Cesena proverà a giocarsi al meglio le sue carte”.


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Immagine tratta dal sito calabriamagnifica.it

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