SerieC: sostenibilità e l’ipotesi semiprofessionismo

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INTERVISTA – Prosegue il viaggio nel “sistema SerieC” oggi analizzato da Pietro Scognamiglio, penna della Gazzetta dello Sport, voce di DAZN e Eleven Sports

Dopo aver condiviso le riflessioni di Federico Principi (SerieC: stipendi troppo alti, “giocatori paganti” ed il peso del bonus giovani) il nostro viaggio di inchiesta nel “sistema SerieC” vede protagonista Pietro Scognamiglio, voce di Eleven Sports (nonché di DAZN e Tim Vision) e penna della Gazzetta dello Sport, sulla quale scrive di Serie B e C. Queste le sue riflessioni:

Ciao Pietro, partiamo da quelli che potrebbero diventare i punti critici della SerieC post-Coronavirus…
“Innanzitutto c’è una questione di sostenibilità: rispetto alle altre leghe, la SerieC in proporzione riceve meno dai diritti TV e con le porte chiuse non ci saranno introiti da ticket. Inoltre, potrebbero venir meno diversi sponsor: molti presidenti di piccole società sono imprenditori, che prima di tutto si troveranno a dover salvare le proprie aziende”.

Quali potrebbero essere le modalità per non aggravare la situazione?
“La misura più immediata è la cassa integrazione in deroga per i giocatori con stipendi inferiori ai 50 mila euro. A riguardo si attendono le decisioni del Governo, la misura avrebbe il suo peso perché sarebbero molti i giocatori a rientrare nella casistica. Inoltre, si è ipotizzato di differire molte scadenze economiche. Sullo sfondo, rimane il vecchio discorso del ritorno al semiprofessionismo per rendere la gestione dei club meno pesante dal punto di vista fiscale”.

Federico Principi, da noi intervistato la scorsa settimana, affronta il tema della ristrutturazione degli organici di SerieC con un girone d’elite a 20 squadre e tutte le altre inserite in un sistema “semiprofessionistico”: tu cosa pensi al riguardo?
“Forse è presto per parlare di suddivisione delle squadre, va fatto un quadro di quel che resterà post-emergenza. Quanti club rimarranno e come sopravviveranno. Come già accennato, il primo passo sarà la sostenibilità del sistema C”.

Pare che il Consiglio di Lega abbia deciso di sospendere definitivamente il campionato e di decretare la quarta promossa tramite sorteggio: secondo te, l’assemblea approverà?
“Il blocco del campionato di SerieC mi sembra molto probabile, perché buona parte delle società non è in grado di sobbarcarsi i costi e la logistica del protocollo sanitario. Il sorteggio immagino rimanga una proposta estemporanea: se anche passasse come orientamento in Assemblea di Lega Pro, non troverebbe terreno fertile in Consiglio Federale, dove poi si decide. Mi piacerebbe che la quarta promozione venisse stabilita con criteri maggiormente aderenti al campo, facendo giocare in qualche modo i playoff, anche in formula ristretta, o comunque stabilendo un criterio sulla base della classifiche attuali dei 3 gironi”.

In chiusura, una tua considerazione sul Cesena FC…
“Quest’anno ho guardato il Cesena con un pizzico di attenzione in più per via della presenza di Francesco Modesto, allenatore che ho conosciuto e apprezzato commentando più volte il suo Rende. Lì aveva lavorato bene con elementi giovani e con un’idea di calcio propositiva. Ero curioso di sapere come si sarebbe misurato in una piazza come la vostra, dopo un salto così importante per lui. Purtroppo il progetto non è decollato, il Cesena ha avuto alti e bassi e solo a gennaio si è rafforzato per poi cambiare guida tecnica. Al momento dello stop la squadra di Viali era comunque in corsa per uno degli ultimi posti playoff: in un’annata normale, questa sarebbe stata definita come una stagione di consolidamento per poi ambire a traguardi più importanti nel prossimo campionato. Con un gioiello di stadio e un grande seguito di pubblico, Cesena in B ci starebbe più che bene”.


Immagine tratta dal sito calabriamagnifica.it

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