La SerieC che verrà: i nodi sostenibilità e format

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CAMPIONATO – Come noto, in attesa del Consiglio Federale, la SerieC 2019/20 è sospesa. Numerosi i problemi da risolvere per programmare la prossima stagione

Ormai da un paio di mesi, il calcio si è fermato. La Serie A discute in queste ore di come riuscire a ripartire, attuando un rigido protocollo sanitario che però ha suscitato polemiche e contrasti per l’elevato costo di realizzazione; tuttavia, la data del 13 giugno pare al momento confermata, anche se non ancora ufficiale. Già un mese fa, la SerieC aveva invece intrapreso una strada diversa, decidendo autonomamente per lo stop, prima in Direttivo (vedi Consiglio di Lega per lo stop definitivo della SerieC) e poi in Assemblea di Lega, in attesa della ratifica da parte del Consiglio Federale, anche se la FIGC preme per la ripresa o perlomeno per la disputa almeno dei playoff promozione.

Stato dell’arte in SerieC

E’ difficile immaginare una ripartenza della terza serie perché, considerati gli introiti (peraltro a forte rischio, vista la situazione economica del Paese), i club non hanno certo la possibilità di fronteggiare gli ingenti costi che la realizzazione del protocollo sanitario prevede. Inoltre, particolare che un campionato così tanto legato al territorio come la SerieC non può e non deve trascurare, è la posizione di appassionati e tifosi, i quali giustamente sostengono che il calcio senza pubblico (partite a porte chiuse) non abbia senso e che al momento ci siano problemi più gravi del calcio da affrontare: una posizione dettata dal buonsenso, assolutamente condivisibile, espressa anche dai tifosi del Cesena in un recente comunicato. Detto dello stop che potrebbe anche essere definitivo, resta da capire come potrebbe ripartire la stagione 2020/21. Prima di tutto c’è la questione economica, ovvero la stabilità del sistema ed il sostentamento dei club, poi anche gli organici con il nodo promozioni ancora da sciogliere: se per la promozione di Monza, Vicenza e Reggina c’è poco da controbattere, per la quarta squadra da promuovere in Serie B la discussione è in corso (la squadra prescelta dovrebbe essere il Carpi) e si preannunciano battaglie. Inoltre, onde evitare ricorsi o addirittura class action come quella preannunciata dal Rimini, per quest’anno dovremmo assistere al blocco delle retrocessioni in Serie D, con un problema non da poco visto che, almeno in teoria, l’attuale numero di 60 squadre rischia di essere  abbondantemente superato l’anno prossimo (ammesso che tutti i club si iscrivano, e qui si torna al primo punto evidenziato). Vediamo dunque qual è la posizione delle figure chiave del movimento rispetto a queste due fondamentali tematiche .

Il “decreto rilancio”

“Un passaggio fondamentale per tutto il calcio italiano” è il commento del Presidente della FIGC Gabriele Gravina in merito all’approvazione del “decreto rilancio”, che prevede anche alcune misure per attutire il danno economico e porre le basi per il rilancio del calcio italiano. “Con l’adozione di questi importanti provvedimenti, per i quali ringrazio il premier Conte, l’intero Esecutivo e in particolare i ministri Spadafora e Gualtieri, possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia”, prosegue Gravina. Queste le norme che impattano sul movimento calcistico e dovrebbero favorirne il rilancio: 1) ulteriore rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali al mese di settembre; 2) sospensione dei canoni di locazione e dei diritti di superficie per gli impianti sportivi; 3) riconoscimento della Cassa Integrazione Guadagni (CIG) per i lavoratori sportivi fino ad un massimo di 50 mila euro; 4) istituzione del “fondo salva sport” con un prelievo sulla raccolta delle scommesse sportive; 5) abbreviazione dei gradi e dei tempi della giustizia sportiva in caso di contenziosi generati dalla determinazione degli organici per la stagione 2020/21. Conclude così la massima carica del calcio italiano: “come tutti gli altri settori produttivi e occupazionali del nostro Paese, il calcio italiano sta pagando un costo altissimo a causa del Coronavirus, ma grazie al lavoro svolto di concerto con le istituzioni, confidando in una graduale ripresa, stiamo gettando le basi per impedire che diventi un’emorragia insanabile”.

Gli fa eco Francesco Ghirelli, Presidente della Lega Pro, anche lui intervenuto all’indomani dell’annuncio del decreto: “Desidero ringraziare il Governo per aver ascoltato e compreso i bisogni del mondo del calcio e per aver fornito risposte concrete. Ringrazio anche la FIGC per aver fatto sintesi tra le istanze del nostro settore e per averle rappresentate. L’auspicio è che i tempi per accedere a queste risorse sia il più breve possibile. Ne abbiamo bisogno per poter esercitare un ruolo sociale. Dobbiamo avere speranza e un pensiero lungimirante per riportare il nostro calcio ad essere un gioco, che suscita emozioni e unisce le persone”.

Promozioni e retrocessioni

Il Presidente Francesco Ghirelli si è anche espresso sul criterio per la promozione del quarto club dalla SerieC alla B: “Mi permetto di dire che abbiamo applicato il criterio utilizzato negli anni passati quindi deliberato dal Consiglio Federale. È stato utilizzato lo stesso criterio anche per sfuggire ad un pericolo serio e concreto, ossia evitare che qualcuno potesse dire di aver scelto un nuovo criterio sapendo chi si potesse favorire. Il criterio proposto per la promozione della quarta classificata era lo stesso di quello per determinare le posizioni di classifica e la griglia dei playoff e non è stato contestato da nessuno. Ultima valutazione, la più importante, è che siamo consapevoli che tutte le soluzioni che si prenderanno non potranno che suscitare contrasti perché ogni soluzione, naturalmente, mette a confronto interessi diversi non conciliabili. Dobbiamo convivere con questa situazione e trovare la soluzione che sia più ancorata alle norme ed ai principi federali e, contemporaneamente, scegliere la soluzione che creerebbe minori contenziosi possibili. Non ci siamo inventati criteri nuovi per promozioni e retrocessioni perché si poteva aprire il fianco all’accusa che si sarebbero scelti a favore dell’uno o dell’altro club“.

Al proposito, è interessante il punto di vista dell’avvocato Andrea Scalco: “arriveranno tanti ricorsi perché ogni decisione creerà degli scontenti, con il rischio che la giustizia federale vada a ingolfarsi, portando a dei ritardi per la prossima stagione (circostanza che però il “decreto rilancio” dovrebbe scongiurare – ndr). Si sta cercando una soluzione che scontenti meno società possibili, ma la soluzione perfetta non c’è e alcuni ricorsi ci saranno. Le norme federali sono immutate rispetto ad anni fa, quindi prima del cambio di un format servirà una stagione “cuscinetto”. Una riforma dev’essere fatta per il bene del calcio italiano, compreso il settore dilettantistico”. Un ragionamento che, a seconda delle decisioni del Consiglio Federale, potrebbe riguardare sia le non promosse che le eventuali retrocesse.

L’impressione è che alla fine possa prevalere la soluzione immaginata in autonomia dalla SerieC, ovvero 4 promozioni in Serie B (le tre squadre in testa alla classifica dei rispettivi gironi più una definita in base agli stessi criteri validi per l’accesso ai playoff) e nessuna retrocessione in Serie D, con un organico sovrabbondante nel 2020/21. Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà…


Immagine tratta dal sito www.lega-pro.com

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