Pinna, il gol di Higuain e la forza delle donne

Romina Pinna
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INTERVISTA – La nostra ex attaccante Romina Pinna racconta un calcio fatto di resistenza e di lotta senza fine

Romina Pinna 28 anni, attaccante di lunga esperienza, transitata anche oltremanica nel West Ham United Ladies FC, a dicembre è approdata in Serie A nel Napoli Femminile dopo aver vissuto la prima parte del campionato con i colori del Cavalluccio. In Romagna è ancora vivido il ricordo del suo gol spettacolare, nel tempo di recupero, di una gara ormai data per persa, quella in casa contro il San Marino. Il suo “scavetto di Dio” (vedi Serie B femminile: colpo di Pinna interrompe l’apnea) ha tenuto a galla un Cesena allora in caduta libera e per questo dalle nostre parti le saremo eternamente grati…

Ciao Romina, come stai?
Ciao, sto bene grazie.

…e dimmi, perchè il calcio?
Perché il calcio… perché certi amori nascono e non ci sono spiegazioni… come un colpo di fulmine.

Dopo tutti questi anni intorno al pallone, cosa vedi guardandoti indietro?
Se penso a quando ho iniziato ora rivedo una bambina poi una ragazza ed ora una donna, sempre con la stessa passione per la palla.

La tua lunga esperienza in una girandola di squadre e città che hai vissuto tra ragazze, campi, spogliatoi tutti diversi ma in fondo tutti a base comune, cosa ti ha lasciato? Chissà quanti ricordi da raccontare!
In questi anni ho girato tanto, è la verità, in ogni posto che sono stata me ne sono andata sempre con un sacco di ricordi, emozioni e momenti divertenti, ci sarebbero troppi aneddoti da raccontare, ma diciamo che quello che rimane sono i rapporti umani e le amicizie che si creano.

Qual è la calciatrice che veneri di più? O quella che più ti piacerebbe sfidare in campo?
In questi anni ho giocato con tante giocatrici, per me vedere o incontrare giocatrici che alzano il livello della partita è sempre un’ispirazione e le guardi per apprendere e migliorarti, …se devo pensare a giocatrici che mi piacerebbe affrontare… ti dico il Barcelona ora e tutte le sue giocatrici.

Guarderai l’Europeo? Oltre all’Italia, quale squadra osserverai più attentamente fra le altre? Dove e con chi guarderai questo Europeo?
Certo che guarderò l’Europeo, ovviamente lo guarderò per la nostra nazionale ma ci sono tante altre partite belle, sarà un campionato tosto e divertente. Sicuramente squadre come Francia, Spagna e Germania e la stessa Inghilterra sono favorite. Guarderò le partite rigorasamente sul divano come faccio con tutte le partite che guardo, e avrò la compagnia di mia mamma, un’altra che è appassionata moltissimo di calcio.

Quanto calcio guardi quando non lo pratichi direttamente? Quale squadra tifi? Del calcio maschile quali momenti esaltanti ricordi più intensamente?
Anche quando non gioco mi piace guardare le partite dalla serie A (maschile) dove guardo la mia squadra la Juve ma mi piacciono anche i campionati esteri sopratutto l’inglese. L’esultanza che ricordo di più è stata il goal di Higuain contro il Napoli a Torino allo Juventus stadium, alla sua prima partita contro la sua ex squadra, goduria ☺️!

Secondo te cosa potrebbe attrarre un pubblico sempre più numeroso verso il calcio femminile? Cosa serve al femminile per continuare a crescere e radicarsi come sport di consumo comune/abituale, come già succede con il calcio maschile?
Come ogni cosa più viene pubblicizzata più viene riconosciuta quindi penso che dovremo migliorare la comunicazione con il pubblico e far vedere di più le partite e parlarne di più in tv.

Hai vissuto una intensa e rapida trasformazione dell’intero comparto femminile. Cosa si dovrebbe mantenere, trasformare e perdere dell’esperienza accumulata e proveniente da un passato che deve necessariamente adattarsi ad un presente totalmente nuovo e che si avvia al professionismo? Cosa significa la parola “professionismo” per te?
Il calcio femminile è bello perché è puro, c’è una vera passione di tutte le giocatrici, ed è questo secondo me che l’ha portato a questo punto. Il punto forte sono state sempre le ragazze, noi ragazze, la voglia di non arrendersi, di crederci e di lottare per una passione che vuole che sia una lavoro. Per me professionismo significa ottenere quello ogni donna che pratica sport dovrebbe avere, essere riconosciuta e tutelata come succede con i maschi. Il professionismo è un punto d’arrivo penso che dovremo ancora “lottare” ma è un bel punto d’inizio.

Perchè secondo te esistono pochi mister donna? O dirigenti donna? Perchè il calcio femminile non è gestito soprattutto da donne?
Penso che ci siamo poche donne che fanno le dirigenti perché magari non viene data a loro l’opportunità come viene data a un collega maschio, dovremo dare più fiducia e “rischiare“ di più.

Ora che sono passati diversi mesi dal tuo divorzio con il Cesena, cosa ti senti di dire al riguardo?
Il periodo a Cesena ora se ci penso lo ricordo come un periodo tosto e pieno di tante emozioni contrastanti, ma quello che posso dire che è stato comunque un periodo della mia vita che mi ha aiutato a crescere ed a conoscermi di più.

Cosa non ha funzionato? Cosa cambieresti se potessi tornare indietro?
Come ogni relazione non sempre ci si trova, ognuno ha avuto le proprie colpe, comunque vorrei ringrazio la società perché qualsiasi cosa ho chiesto ed è successa mi hanno sempre capita. Auguro al Cesena di poter fare quel salto che si merita.

Saluta qualcuna delle tue amiche che hai lasciato qui in Romagna…
Che dire delle mie ex compagne, senza di loro quei mesi sarebbero stati ancora più duri, sono state fantastiche, ho conosciuto bellissime persone. Auguro loro ogni bene.


Immagine di Romina Pinna tratta dal sito napolifemminile.it

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