Reggio Emilia “invasa”: la carica dei 1.200

Trasferta Reggio Emilia
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TIFOSI – Erano anni che non si registravano numeri così importanti in trasferta: Reggio Emilia punto di svolta anche per il tifo bianconero

Dopo l’esaltante vittoria ottenuta nei minuti finali contro il Pescara nell’ultimo impegno casalingo, l’entusiasmo dei tifosi del Cesena è salito alle stelle, perché se il calcio d’agosto e le prime uscite di campionato facevano presagire una stagione senza grosse aspettative, ora, prestazione dopo prestazione, i nostri ragazzi ci stanno dimostrando che lassù, nei piani nobilissimi della graduatoria, ci possiamo stare anche noi. L’atmosfera che si respirava al Dino Manuzzi al termine della sfida contro i rivali di sempre biancoazzurri era a dir poco magica, con uno stadio intero a festeggiare la vittoria assieme alla squadra sulle note del coro: lo-lo-lo-lo-lo-lo. La fanzine distribuita ad inizio partita dai ragazzi della Curva Mare riportava, nella classica sezione riservata alla successiva trasferta, che a Reggio Emilia ci si sarebbe andati in treno come ai vecchi tempi e, al termine dei festeggiamenti, l’appello è stato ripetuto anche via megafono, con l’invito a seguire i gruppi organizzati per “invadere” la città emiliana e sostenere i bianconeri in una sfida importantissima. L’invito, ribadito anche attraverso striscioni appesi in città e allo stadio, è stato accolto alla lettera, perchè in settimana la prevendita per il settore ospiti del Mapei Stadium ha fatto registrare numeri importanti, importantissimi, ai quali non eravamo più abituati, chiudendosi a 1.191 tagliandi venduti.

Personalmente, sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo dato, perché è pur vero che Reggio Emilia dista solo 160 chilometri da Cesena, ma diciamocela tutta, il seguito dei tifosi bianconeri in trasferta  non fa registrare numeri altisonanti da anni (tolte le trasferte vicine ai tempi della Serie D e quelle in occasione di partite-chiave come Giulianova). E poi, siamo pur sempre a novembre e la partita, seppur molto importante, non era decisiva per le sorti di un campionato ancora molto lungo, con le previsioni meteo che annunciavano pioggia incessante per tutto il pomeriggio, tenuto conto che il settore ospiti dello stadio reggiano è scoperto.

Il ritrovo per chi aveva deciso di viaggiare in treno era previsto per le 9:30 alla stazione di Cesena, con il convoglio che avrebbe fatto tutte le fermate e quindi fatto salire a bordo anche i fedelissimi che vivono nelle zone di Forlì, Faenza, Ravenna, fino ad arrivare a destinazione, dove le navette ci avrebbero condotto allo stadio. Il resto del popolo bianconero si sarebbe mosso invece in auto, pullman (due quelli organizzati dal “Centro Coordinamento” ed uno dai club associati in “Insieme per il Cesena”). La macchinata della quale faccio parte lascia Cesena a mezzogiorno in punto e il viaggio fila via liscio come l’olio, l’esatto opposto di quanto avevo vissuto nella precedente occasione che mi ha visto viaggiare verso Reggio Emilia per assistere a Italia-Lituania in settembre, visto che allo stadio non ci sono mai arrivato a causa di vari incidenti in serie lungo la A14. Quindi, poco dopo le 13,30 arriviamo nel parcheggio del settore ospiti, già popolato da centinaia tifosi; dopo aver salutato gli altri due passeggeri dell’auto, io ed un mio amico ci dirigiamo verso la tribuna, dove avevamo gli accrediti.

Questo è lo stadio che conosco meglio dopo il nostro, in quanto ci sono stato un paio di volte per assistere a partite del Cesena in casa del Sassuolo (come dimenticare il gol di Zé Eduardo che nessuno ha visto in mezzo alla nebbia e la memorabile vittoria in Coppa Italia del gennaio 2017), oltre a partite dei neroverdi i campionato ed Europa League e Italia-Israele, match di qualificazione ai mondiali giocata a settembre 2017. È invece la prima volta che ci vengo da ospite della Reggiana, in quanto nella stagione 2019/20 la gara di ritorno prevista in questo impianto non si disputò a causa della pandemia.

Per arrivare all’ingresso dobbiamo fare un giro di quasi un chilometro a piedi, per questo motivo perdiamo diverso tempo ed entriamo quando il fischio d’inizio (previsto per le 14:30) è ormai imminente. Decidiamo allora di sacrificare la lasagna che ci attendeva nella sala hospitality per scendere quasi a bordo campo ed incitare i ragazzi che stavano svolgendo il riscaldamento, mentre la curva ospiti era già popolata dai quasi 1.200 cuori bianconeri, i quali offrivano un bel colpo d’occhio, colorato da bandiere sventolanti e pezze attaccate ovunque. Tra questi c’è anche chi si diletta in una gara di pesca, usando canne improvvisate, ma con ottimi risultati, dato che il fossato che divide la curva dal campo è pieno d’acqua e pesci… Facendo rientro verso i nostri appartamenti, nel vero senso della parola, visto che avevamo accesso ai palchi della tribuna vip, ovvero dei piccoli stanzini provvisti di bagno privato e salotto con tv, veniamo informati che assieme a noi due ci saranno dei calciatori della Reggiana e lì per lì non la prediamo proprio benissimo… La visuale sul campo da questa posizione è a dir poco ottima, perché siamo praticamente su un terrazzino (ce ne sono una trentina lungo tutta la tribuna) e si sta seduti su divanetti piuttosto comodi: insomma ci sentiamo dei vip a tutti gli effetti! Mentre facciamo conoscenza con i nostri “coinquilini” (un tesserato della Reggiana ora fuori per infortunio, un suo amico ed un ex granata che ora milita in Serie B) inizia questa partita tanto attesa.

Oggi a Reggio Emilia la cornice di pubblico è notevole, si contano infatti quasi 8.000 spettatori, numeri che in diverse gare del Sassuolo sono utopia, con le curve che sostengono a gran voce le squadre. Anche il settore di gradinata è piuttosto caldo, poiché in un parte di essa vi stazionano i supporters del “Gruppo Vandelli” che cantano incessantemente e spesso seguono si fanno seguire dalla curva di casa e dunque ignoro il motivo per il quale stiano divisi in diversi settori dello stadio. Sul campo, il Cavalluccio soffre il gioco dei padroni di casa, ma riesce a rimanere a galla anche grazie al proprio portiere, che copie numerosi interventi provvidenziali e così la prima frazione di gioco si conclude sullo 0-0. Nell’intervallo mangio due miseri tiramisù (però buoni, devo dire) perché non c’era altro, ma almeno allevio la fame e sono pronto per il secondo tempo. Adesso la nostra squadra se la gioca a viso aperto, come del resto nei primi 45 minuti, ma ora riusciamo ad essere più incisivi e abbiamo qualche buonissima occasione per passare in vantaggio che però, per legni o imprecisione, non si concretizza. Mentre le due opposte fazioni presenti sugli spalti continuano a cantare e cantarsele di santa ragione con gli immancabili sfottò che rimarcano una storica rivalità, la partita volge al termine e il risultato non si schioda più dallo 0-0 (vedi Buon Cesena, ma la Reggiana ha qualcosa in più (Eresie ep. 15)).

Salutiamo i compagni dei quali abbiamo fatto la conoscenza in questi 90 minuti e scendiamo nel parterre per applaudire i nostri ragazzi per una prestazione nel complesso positiva che frutta un punto ottenuto sul campo della prima della classe. Anche i 1.200 del settore ospiti sono festanti, perché oltre al risultato hanno pure scampato del tutto l’incubo pioggia. Quando la squadra rientra negli spogliatoi io e il mio amico guadagniamo l’uscita, ma le sorprese non sono finite, perché sulle scale del Mapei Stadium incontriamo il grande Simone Cavalli, col quale scattiamo una foto e scambiamo opinioni sulla partita appena vista e ricordi su quelle due stagioni nelle quali ha vestito i nostri colori. Salutato il bomber, ci incamminiamo verso il parcheggio a noi riservato, dove arriviamo quando ancora non c’è nessuno perché tutti gli altri sono ancora chiusi dentro lo stadio. Dopo un’attesa di una decina di minuti e mentre inizia a piovigginare, i cancelli si aprono e ci uniamo agli altri componenti della macchinata per fare ritorno verso la nostra amata Romagna, ancora una volta con una nuova esperienza da ricordare e raccontare per diverso tempo.

Il meglio e il peggio della trasferta a Reggio Emilia:

  • Il meglio Come successo al termine del match vinto contro il Pescara, anche qui si replica il coro lo-lo-lo-lo-lo-lo in botta e risposta tra tifosi e squadra, con la differenza che in questo caso non si era vinto e si era in casa altrui: niente da dire, è la scena più bella della giornata che ho immortalato con un video pubblicato su Facebook. Insomma, noi cesenati ci facciamo sempre riconoscere!
  • Il peggio In questa rubrica si parla di tifo e tifosi, perciò mi preme condannare il comportamento dei supporter reggiani, che in settimana su una pagina social avevano pubblicato una foto da censura riferita ai cesenati che avrebbero raggiunto la città emiliana in treno: la rivalità tra tifoserie è una delle cose belle del calcio, ma non deve sfociare in simili atteggiamenti.

Forza Cesena! Dove sarai, io sarò!

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