La quinta leggenda bianconera: Adriano Piraccini

Adriano Piraccini contro la Juventus
Condividi questo articolo

BIANCONERO VINTAGE – Domenica è stato premiato Adriano Piraccini, che ha vestito la maglia bianconera del Cesena per ben 14 stagioni, tra il 1978 al 1996

Sono stato davvero fortunato a conoscere personalmente Adriano Piraccini, cesenate purosangue, durante la sua evoluzione calcistica, in quanto eravamo nella stessa squadra del settore giovanile del Cesena Calcio nel lontano 1974. Lo ricordo con piacere, sempre sorridente e con una grande passione calcistica: un vero predestinato. 

Piraccini parte come riserva

Con lui, assieme ai componenti della squadra allievi nell’anno calcistico 1974/75 abbiamo vinto diversi tornei e ci siamo fatti onore ed abbiamo contribuito a mettere in risalto il vivaio del Cesena Calcio. Allego una delle poche fotografie, dal mio album dei ricordi, dove Adriano partiva come riserva ed indossava i pantaloni della tuta. Nella foto sono presente anch’io: sono quello in basso a destra. Piraccini era l’unico che aveva un anno in meno di tutti quei ragazzi, nato a Cesena il 5 marzo 1959, mentre tutti noi eravamo del 1958.

Adriano è stato l’unico di quel gruppo a fare carriera calcistica e giocare nei campi calcio più prestigiosi, con presenze anche in partite internazionali di Coppa Uefa, l’attuale Europa League. Sono davvero felice che sia diventato il nostro “Piraccia” l’idolo dei tifosi romagnoli dal 1978 al 1996 quando proprio a Cesena ha terminato una strepitosa carriera. Piraccini non era alto, non aveva un fisico possente, ma aveva un dinamismo fuori dal comune; correva, correva, correva dal primo minuto fino allo scadere del tempo senza mai fermarsi: giocatore di fatica che non si risparmiava mai.

Piraccini contro l'Inter

Quando il cantante Ligabue pubblicò la canzone “una vita da mediano”, si parlava di Oriali, il prestigioso mediano campione del mondo con la Nazionale Italiana nel 1982, ma in cuore mio e in quello dei tifosi romagnoli, tutti hanno pensato al nostro “Piraccia”. Questo soprannome faceva rima con borraccia come un simbolo del gregario, di quello che sgobba, lì in mezzo al campo, sempre utile ai grandi campioni. Si pensa che chi corre tanto non abbia piedi buoni; invece vi dico che Piraccini non era un eccelso, ma ha fatto sempre la sua figura e i suoi gol in serie A sono sempre stati di ottima fattura con una buona coordinazione che è propria di calciatori dai piedi buoni. Adriano ha esordito in serie B, il 18 febbraio 1979 con la maglia del Cesena. Dopo sei stagioni in Romagna disputando quattro campionati di serie B e due campionati di serie A, con all’attivo sei reti nella massima serie, nel 1984 passò in serie cadetta al Bari; conquistò la promozione e sempre con il Bari disputò il campionato in serie A, 1985/86. Piraccini si comportò egregiamente e fu il mister Trapattoni in persona a volerlo nella sua squadra, l’Inter, per l’anno successivo.

Fu uno dei giocatori perno della prima Inter targata Giovanni Trapattoni, un grande salto di qualità, con giocatori di grande notorietà, collezionando ben 28 presenze. L’anno successivo, con l’arrivo del belga Scifo con lo stesso ruolo, qualcosa si inceppò e malgrado le 23 presenze e un gol stupendo contro la Fiorentina, dalla società nerazzurra fu ceduto proprio al suo Cesena, l’estate prima dell’anno dello scudetto dei record per l’Inter. Adriano, ruolo mediano, aveva una volontà straordinaria e non si fece prendere dallo sconforto: sapeva che aveva avuto una grande opportunità, aveva condiviso lo spogliatoio con grandi campioni come Rummenigge, Bergomi e Zenga, aveva incontrato e duellato a centrocampo con calciatori di calibro mondiale come Maradona Platini e non si rimproverava nulla: sapeva che aveva sempre dato il massimo.

Adriano Piraccini Cesena

Se l’Inter non lo vedeva più nella rosa, poco importava, aveva giocato nella squadra che amava da bambino e aveva passato momenti meravigliosi in un club prestigioso. Si era posto un altro grande obiettivo: fare grande il suo Cesena. Come tutte le favole a lieto fine, c’è riuscito e proprio col Cesena in serie A ha disputato altri tre campionati con prestazioni straordinarie e ha avuto allenatori formidabili, fra cui Marcello Lippi. Purtroppo nulla è per sempre ed è arrivata anche la retrocessione nel campionato di serie A 1990/91. È rimasto fedele ai colori bianconeri per altre cinque stagioni disputando altrettanti campionati di serie cadetta, fino alla conclusione del campionato 1995/96.  Due anni dopo ha intrapreso la carriera la da tecnico, nel Cesena ha ricoperto il ruolo di vice allenatore nel 2001/02 e nel 2012, prima di Walter De Vecchi, poi di Nicola Campedelli. Per due stagioni, dal 2003 a 2005, ha guidato la formazione Primavera. Dal 2015 ha allenato le giovanili del Romagna Centro.

I sui numeri sono davvero impressionanti: con 377 gare di campionato e altre 50 in Coppa Italia, vantando diciassette reti in totale, Adriano Piraccini nella classifica di tutti i tempi è al posto d’onore dietro al mostro sacro Giampiero Ceccarelli. Quando da spettatore alla Fiorita l’ho visto giocare e i tanti sostenitori del club bianconero lo incitavano, ho vissuto mille emozioni e ho sempre ricordato i tanti inni che gli cantavano dalla Curva Mare, ma in modo particolare: “undici, undici, undici Piràcia, noi vogliamo undici Piràcia !“. Adriano Piraccini è, e rimarrà sempre il grande lottatore, fedele alla maglia bianconera, un grande nella storia del Cesena.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *