Qui Perugia: stato di forma, aneddoti e curiosità

Analisi pagelle Perugia-Cesena
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AVVERSARI – Fino a pochi giorni fa il Perugia volava, ma la sconfitta subita a Padova potrebbe risultare fatale per le sue ambizioni

Uscito dalle ultime due sconfitte ridimensionato forse nelle ambizioni e certamente nel morale, il Cesena riavvolge il nastro e recupera la prima gara che non venne disputata a causa del Covid. Come al solito, iniziamo parlando della  partita di andata a Perugia, un bel ricordo se non altro, perché coincise con la prima vittoria della stagione per il Cesena di Viali. Un po’ inaspettata, soprattutto dopo il vantaggio di Murano, ma  ci penseranno  Caturano e di nuovo Murano (segnando nella sua porta, suo malgrado) ad invertire le sorti della partita a nostro favore: il man of the match fu proprio l’attaccante napoletano, con una partita sontuosa che fa aumentare il rammarico per averlo avuto a disposizione così poco, ma andò bene anche Satalino e fu buona pure la prova di Steffè, mentre l’unica nota parzialmente stonata risultò Capellini. (vedi Perugia 1-2 Cesena, le pagelle di Cesena Mio).

All’epoca, il Cesena era in ripresa, mentre il Perugia che fin lì era andato benino visse due settimane molto difficili, culminate con la batosta di Mantova (5-1). Ma fu solo un momento passeggero, perché da quel momento il Perugia ha perso solo 2 partite su 23, anche se l’ultima, qualche giorno fa a Padova, potrebbe rivelarsi decisiva per l’esito del campionato. Incoraggiante per il Cesena il fatto che il Grifo ha costruito in casa le sue fortune: miglior squadra casalinga del girone con 34 punti (10 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta, proprio quella contro il Cavalluccio), fuori invece fatica un po’ di più con 5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte

Il Perugia dell’ex Fabio Caserta in panchina è una delle società più blasonate dell’intera Serie C, potendo vantare  13 partecipazioni alla Serie A e ben 27 al torneo cadetto. Interessante come nel campionato 1978/79 i grifoni conquistarono un record, diventando la prima squadra nella storia del calcio italiano a concludere il campionato di massima serie senza neppure una sconfitta, circostanza che però non bastò a vincere lo scudetto che finì alla Juventus.

Nel corso della sua storia, la società umbra ha avuto modo di fornire diversi  giocatori alla Nazionale maggiore: il primo in assoluto fu Tiberio Ansidei nel 1936, seguito poi da nomi come Salvatore Bagni, Paolo Rossi, Fabio Liverani, Fabrizio Miccoli e, seppur per una sola partita, Federico Giunti.

Se parliamo di presidenti, il primo nome che viene in mente è certamente Luciano Gaucci, ma nel passato c’è almeno un altro nome che ancora oggi viene ricordatonin città, Franco D’ Attoma a cui è legato il cosiddetto “Perugia dei miracoli” ma che è ricordato anche per essere stato il primo a rompere il tabù delle sponsorizzazioni sulle maglie delle squadre: nel 1979, infatti, per riuscire a mettere insieme gli oltre 700 milioni di lire necessari per comprare Paolo Rossi, decise di coinvolgere due società del territorio (la Buitoni e la Perugina), inserendo il nome del loro pastificio Ponte sulle tenute da gioco. Per riuscirci ed aggirare i regolamenti di allora, che permettevano di scrivere soltanto il nome del fornitore dell’abbigliamento sportivo, D’Attoma fondò in pochi giorni un maglificio dal nome PONTE Sportswear, il cui nome in bella vista esordì sulle magliette dei grifoni in una partita di Coppa Italia: il Perugia venne inizialmente multato e D’Attoma squalificato, ma la Lega di lì a poco cedette ed autorizzò la comparsa del secondo sponsor per tutti. Era il 23 marzo 1980.


Immagine tratta dal sito corrieredellumbria.corr.it

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