Proverbi romagnoli di Aldo Spallicci #3

Proverbi romagnoli
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LETTURE ANTIVIRUS – La sosta forzata prosegue, ma Cesena Mio non vi lascia soli: la terza puntata dei proverbi romagnoli del celebre Aldo Spallicci

Continuiamo con le letture ai tempi del coronavirus con questa terza rassegna tratta da “Proverbi Romagnoli”, il libro di Aldo Spallicci per “Giunti Industrie Grafiche” del 1996. Per chi non lo conoscesse o non ha letto i precedenti articoli (vedi Proverbi romagnoli di Aldo Spallicci #1 e Proverbi romagnoli di Aldo Spallicci #2), Aldo Spallicci è stato medico, poeta e politico italiano, nato a Santa Maria Nuova di Bertinoro (FC) (ora Santa Maria Nuova Spallicci in suo onore) il 22 novembre del 1886 e morto a Premilcuore (FC) il 14 marzo 1973. Oltre a conseguire la laurea in medicina e chirurgia, è stato un politico, Deputato all’Assemblea Costituente e Senatore nel Parlamento Italiano nella I e II legislatura sempre nelle file del Partito Repubblicano Italiano. E’ stato anche un grande cultore e promotore dell’identità e delle tradizioni popolari romagnole ed ha svolto una profonda e convinta attività per l’autonomia della Romagna.

Per questa terza puntata della rubruica, ho estrapolato alcuni proverbi dalla parte dedicata alla meteorologia, così importante e vitale per l’agricoltura ed il mondo contadino, caratteristica principale del popolo romagnolo di una volta. Probabilmente riconoscerete alcuni proverbi in uso ancora oggi, magari italianizzati o usati anche in altri ambiti, tipo l’ultimo che recita: “Un’ora ad sol e’suga la guàza”. Eccoli:

  • Abrìl tot i dè un barìl. (Aprile ogni giorno un barile)
  • Abrìl, quand e’ pianz e quand e’ rid. (Aprile, ora piange e ora ride)
  • Abrìl e’ fa e’ fior e maz u i dà e’ color. (Aprile fa il fiore e maggio gli dona il colore)
  • Arguêrdat da un bon znêr ch’u t’farà pianzar a fabrêr. (Guardati da un buon gennaio che ti farà piangere a febbraio)
  • Candilora, candilora o che neva o che piòva, da l’invèran a sèn a fòra. (Candelora candelora, candelora o che nevichi o che piova dall’inverno siamo fuori)
  • La curena l’ha e’ barìl drì da la schena. (Lo scirocco ha il barile dietro la schiena)
  • La fësta ad San Zvan la n’s’ fa parchè e’ parmess u’ n gn’e’ dà. (La festa di San Giovanni non la si fa perchè il permesso non le si dà [la famosa burrasca di San Giovanni che arriva sempre)
  • La neva marzulena la luta da la sera a la matèna. (La neve di marzo dura dalla sera alla mattina)
  • O êlta o basa l’è invèran fena a Pasqua. (Che venga presto o che venga tardi è inverno fino a Pasqua)
  • Par la Pasqueta un fred ch’arateza. (Per l’epifania è un freddo che fa rabbrividire)
  • Par la Pasqueta un’ureta. (Per l’epifania il giorno si allunga di un’ora)
  • Pas santa Catarèna la nèva a’ la finistrèna. (Per santa Caterina [25 novembre] c’è la neve alla finestra)
  • Par santa Catarèna o che nèva o che brèna o che tira la curèna o che fa la paciarèna. (Per santa Caterina o che nevica o che gela o soffia lo scirocco o fa le pozzanghere)
  • Par santa Luzìa e’ dè e’ còr vìa. (Per santa Lucia il giorno corre via [perchè il 13 dicembre festa di santa Lucia è ritenuto il giorno più corto dell’anno])
  • Par sant’Antoni la bêrba bienca, s’un l’ha, u s’la fa. (Per Sant’Antonio [17 gennaio] dalla barba bianca, se non ce l’ha ce l’ha fa)
  • Pr’ì Sent i guent. (per i Santi i guanti)
  • Setèmbar e utòbar cun dal bël giurnêdi, temp ad fê dal scampagnêdi. (Settembre e ottobre con belle giornate, tempo da fare delle scampagnate)
  • S’l’è bël e’ prem e e’ sgond, l’è bël tot e’ mes tond. (Se è bello il primo e il secondo, sarà bello tutto il mese tondo)
  • S’t’è un bon zucàz tenal pr’e’ mes ‘d maz. (Se hai un buon ceppo tienilo per il mese di maggio [che non si sa mai])
  • Têrd la Pasqua, têrd la frasca. (Tardi la Pasqua, tardi la frasca [il ritardo della Pasqua fa tardare la primavera])
  • Tot i mis e’ fa la luna, tot i dè u s’n’impêra una. (Tutti i mesi fa la luna, tutti i giorni se ne impara una)
  • Un’ora ad sol e’suga la guàza. (Un’ora di sole asciuga la rugiada)

Tratti da “Proverbi romagnoli”di Aldo Spallicci, edito nel 1996 da “Giunti Gruppo Editoriale Firenze”


📙 LETTURE ANTIVIRUS ☣️
In assenza di attualità sportiva, in questo momento così difficile e particolare delle nostre vite, Cesena Mio continua a far compagnia ai propri lettori, gran parte dei quali chiusi in casa nel rispetto dei decreti e delle ordinanze. Storie, racconti e spunti di riflessione, a tema ed anche off-topic (ma non troppo), nella nuova sezione Letture Antivirus

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