“I problemi del Cesena non sono (solo) finanziari”

Cesena-Pro Vercelli
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Gianluca: “C’è una questione che mi preme mettere a fuoco: i problemi del Cesena non sono finanziari, perché i soldi si trovano sempre…”

“I problemi del Cesena non sono finanziari (mancanza di risorse monetarie). Perchè i soldi si trovano sempre, se il piano industriale dove saranno investiti questi denari è di buona qualità perchè ideato da persone competenti che hanno dimostrato in passato di aver portato a compimento con successo altri loro piani industriali. Ovviamente, un piano industriale deve mantenere nel tempo un equilibrio finanziario ed economico. Cioè non deve perdere il patrimonio investito, ma anzi, attraverso la sua attività economica, accrescerlo con azioni che generano valore, come ad esempio la vendita di giocatori o gli introiti da diritti televisivi, ecc..

Detto questo, volevo rilevare come nell’azienda calcistica del Cesena manchino proprio quelle persone competenti in grado di generare un piano industriale capace di attrarre i capitali per la sua realizzazione. Manca quindi la fiducia da parte degli investitori sull’attuale dirigenza. Ma chi sono le persone ritenute incompetenti che non possono generare quel piano? Ovviamente la cooperativa di controllo delle azioni che formano la maggioranza del capitale presieduta da Giorgio Lugaresi (ed il suo mandato, si ricorda, è proprio in questi giorni in scadenza) e tutti gli altri soci della stessa compagine. Quindi al Cesena mancano le risorse finanziarie perchè chi le detiene non è convinto che consegnarle all’attuale dirigenza possa essere un buon affare. Anche perché chi ha gestito a diverse riprese la società, anche senza indicare i precisi responsabili, ha contribuito a generare un debito con l’erario per mancati versamenti negli anni pregressi, insieme ad un discreto debito verso i fornitori di beni e servizi. Debito che nei fatti coincide con perdite reali costanti, realizzate in innumerevoli esercizi fiscali passati che ora la dirigenza si trova nella situazione di non saper affrontare, anche se ha creduto e detto di poterlo fare fino a non molti mesi fa.

Vorrei continuare a sottolineare che la quantità di debito non è nei fatti un problema, se l’investitore avrà fiducia nella competenza di chi sostiene di poterlo affrontare, argomentandolo con un progetto (un piano industriale). Certamente eliminarlo con un fallimento o peggio con una ristrutturazione, perché quest’ultima può solo ridurlo, sono ipotesi da prendere in considerazione e da valutare attentamente ma solo da chi è in grado di meritarsi la fiducia degli investitori, magari con un loro mandato esplorativo per valutarne l’opportunità. Il problema per il Cesena si chiama quindi fiducia.

Si deve però immediatamente fare presente come nel panorama calcistico italiano non ci siano manager specializzati nel settore calcio di comprovata esperienza, che possano rendere sereno il finanziamento dei loro stessi piani industriali. Quelli che oggi praticano questa attività ed hanno un discreto successo non hanno uno storico tale da fare dormire sonni tranquilli agli investitori. Tutto il denaro riversato nelle squadre italiane è ad altissimo rischio, perché non è giustificato dalla quantità di ricavi che si trovano oggi nei loro bilanci (le uniche eccezioni riguardano la Juventus e, forse, qualche altra squadra minore che sta lavorando molto bene). Quindi davvero la colpa va data in toto a Lugaresi & Co.? Certamente la lunga esperienza del Presidente (insieme a quella di Foschi e tutti gli altri collaboratori esecutivi) nel mondo del calcio non è totalmente da buttare, ma è anche vero, come dimostrano i risultati, che non è sufficiente per mantenere nel breve, nel medio e nel lungo periodo quella stabilità finanziaria ed economica invece necessaria per fare prosperare l’azienda calcistica A.C. Cesena s.p.a..

Ma dopo di lui, chi mai sarà in grado di convincere gli investitori a rischiare denaro in terra di Romagna, visto e considerato che nessun folle vorrà mai immettere soldi a fondo perduto nelle casse di un’azienda di calcio senza ottenere dei vantaggi superiori agli investimenti effettuati? E chi potrebbero essere i soggetti maggiormente interessati a far si che il calcio in Romagna non scompaia definitivamente? O da un altro punto di vista, come si fa a rendere prospera una società di calcio? O ancora, come si misura il volume di affari indotto dal calcio in Romagna di cui si avvantaggiano altre attività minori, dalla piccola piadinara, all’albergo in riviera, che possano giustificare continue perdite per la squadra, ma a fronte di un fatturato distribuito che generi complessivamente un valore superiore a quelle stesse perdite? Ha senso o no, in questi termini, avere una squadra di calcio in Romagna ad alti livelli?

Di tutto questo, voi cosa ne pensate?”.

Ricevuto da Gianluca Ambrogetti in data 26 aprile 2018.


Immagine tratta dal sito www.cesenacalcio.it

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48 Comments on ““I problemi del Cesena non sono (solo) finanziari””

  1. Non sono un esperto del settore, pero’, io cercherei perlomeno d’imitare societa’ come Atalanta e Sassuolo. Societa’, che puntano sul vivaio. Non era anche la ns forza, un tempo?

  2. Luca Semprini bene! Ma posta la condizione che i debiti siano stati azzerati e che la nuova dirigenza è competente, tu, per quali progetti saresti disposto a PRESTARE denaro alla tua squadra del cuore se ne dovessi scegliere solo uno?

  3. Capisco che tu non voglia dare indicazioni banali o superficiali perché sai bene che le decisioni vanno prese con il massimo controllo possibile sulle variabili che dall’esterno non sempre si può avere, ma andando solo a sensazioni, quale potrebbe essere la tua ricetta per la tua squadra di calcio ideale? (Che ovviamente non può esistere!)

  4. Ho sognato che stavi disegnando quel logo. Proprio questa notte. Il cervello fa degli strani scherzi. Ma…..non si potrebbe vedere? Sì, vedere il disegno che stavi facendo…..tanto bizzarria per bizzarria che ci frega! Vediamolo!!!!! Ahahahahahah!!!!!

  5. Yuri Mattioli se tu dici “Questa società ha fatto i propri interessi…..” e poi dici “attenzione io non ho detto che le cose fatte dalla dirigenza avevano un secondo fine…”, allora smentisci te stesso. Per il resto osserva i commenti dati da altri (anche sul sito) sarai stupito di vedere alcuni buoni tentativi. E la domanda che ti ho posto potrebbe aiutarti ad individuare qualche riferimento!

  6. Piero Simonetti Benissimo! Tu dici: nel sistema calcio esistono già delle persone competenti, le si dovrà individuare e portare a Cesena. Dici anche un’altra cosa: esistono già dei modelli aziendali che funzionano, basterà studiarli e riprodurli a Cesena. È tutto? Nessuna obiezione?

  7. Gianluca grazie della fiducia ahaha….
    Mi verrebbe da dire vivaio merchandising e brand (ad esempio marchio Romagna). Il famoso “fare sistema” con il logo di un Cesena vincente associato ad aziende e iniziative…
    Fantascienza, oggi.

  8. Caro Gianluca sulla questione facebook mi dispiace deluderti ma i social non mi garbano, in ogni caso mi trovi sempre qui. Il jackpot lo so che non c’entrava: nel contesto della mia malriuscita metafora rappresentava il dettaglio non da poco (come trovare uomini e progetti in grado di attirare investitori), e lo so che non volevi ingannare, anzi hai posto in maniera impeccabile le carte sul tavolo.
    Le strategie giuste? L unica che mi viene in mente riguarda le plusvalenze (modello udinese, atalanta, palermo di qualche anno fa), ovviamente plusvalenze vere e non fittizie. per ottenerle bisogna rischiare, dal momento che il calcio non è una scienza esatta, e dunque si tratta di investire in scouting (anche in sud america, africa ecc), e si tratta anche di non vendere i nostri ragazzi fin quando non si sono affermati, rischiando anche che non esplodano, o che si infortunino, rifiutare l uovo oggi insomma. La verità però è che quello che ho appena detto è il segreto di pulcinella, credo che tutti i dirigenti di calcio vorrebbero fare quello che ho scritto sopra, se non lo fanno evidentemente ci sono degli aspetti problematici che i non addetti a lavori come me non colgono, per il resto non ho soluzioni e brancolo nel buio.

  9. Gianluca Ambrogetti smentisco me stesso?cioe’?siamo tutti qua a trovare soluzioni?mi vorresti dire che tu saresti in grado di farlo?allora vai burdel!!!!fallo….per il bene del Cesena…io non sono in grado con la mia possibilità di trovare soluzioni…per farlo si dovrebbe prima conoscere il bilancio etc etc…se sei in grado fallo …

  10. Andrei alla ricerca di manager bravi, semmai strappandoli alla concorrenza, li pagherei bene e gli consegnerei le chiavi.
    Ad ognuno il proprio lavoro, guarda Squinzi, del Sassuolo non conoscerà nemmeno i colori sociali, però paga persone capaci che ottengono buoni risultati.
    A Cesena siamo messi così perché tutti hanno preteso di saper fare tutto.
    Io non vorrei fare lo stesso errore.

  11. Yuri Mattioli Secondo me neanche Giorgio Lugaresi investirebbe ora nel Cesena. Ma ho la sensazione che fino a non molto tempo fa lo abbia fatto e che alla fine dei giochi, fatti i conti, sarà anche lui uno di quelli che ci avrà rimesso di tasca sua. Però, Yuri, fatico a parlare con te se smentisci te stesso e invece che trovare soluzioni polemizzi senza un fine.

  12. Gianluca Ambrogetti attenzione io non ho detto che le cose fatte dalla dirigenza avevano un secondo fine…come hai detto tu è stata sbagliata la gestione….sul fatto dei bonifici di stipendio non ho la prova …solo il loro commercialista li può sapere….comunque per come si sta evolvendo la faccenda anche se fossi un milionario non darei un centesimo a questa società

  13. Piero Simonetti Allora mettiamola così. Tu sei nominato al posto di Lugaresi. La società è nuova e senza debiti. Bello èh? Dopo esserti divertito un po’ nei nuovi panni cominciano le decisioni e le azioni da intraprendere. Quali saranno le tue prime 5?

  14. Questa società è un morto che cammina, se non ha saputo fare qualcosa quando le cose andavano meglio figuriamoci adesso.
    La politica e l’opinione pubblica c’entrano sempre, guarda il problema delle poche nascite in Italia, perché spendere energie ed una valanga di soldi per mantenere in vita un malato terminale per qualche mese in più, non sarebbe meglio investire le stesse risorse per aiutare le coppie a fare dei figli?
    Fra vent’anni avremmo qualche nonno morto un po’ prima e tanti nipoti energia vitale per il paese.
    Per il calcio a Cesena ci vorrebbe molto meno di vent’anni.

  15. Holly e Benji era il cartone animato preferito dei bambini degli anni 80 !!!????
    Un mondo ideale del calcio che non esiste è mai esisterà!!!
    Però Gianlu se vuoi li ho tutti!!!????

  16. Sara Ciet Seeeeee vabbè, Simona Buda!!!!! C’è bisogno di aiuto qui!!!!! Vorrei una traduzione in “romagnolo stretto” del commento di questa signorina, perchè non lo capisco! Grazie. ????????????????????

  17. Yuri Mattioli Intendevo dire che se la causa sono loro (i dirigenti) basterebbe sostituirli e il Cesena potrebbe tornare lentamente, molto lentamente, a prosperare. Ma qualcosa mi dice che le cose non stanno proprio così. E cioè che Giorgio L., Campedelli e Amedeo L. avevano e hanno avuto dei limiti nella loro capacità gestionale. Quando una società calcistica si trova a diventare una azienda che deve stare in piedi con le proprie gambe e con l’impegno quotidiano ecco che allora vediamo quali sono le reali capacità del management. Se si trattasse di conferire ogni anno del denaro per ripianare i debiti prendendolo dal proprio conto corrente e finchè ce n’è, allora sono quasi capaci tutti di fare i dirigenti (anche se a qualcuno si farebbe pure prendere la mano in quella situazione). Abbiamo già chiarito che Giorgio Lugaresi ha fallito il raggiungimento dei suoi obiettivi ed è resposabile della situazione attuale come i suoi predecessori. Non è difendibile e ha esaurito il suo tentativo di salvare il Cesena. Ma io non ho prove che abbiano rubato alla società come non ho prove sui bonifici relativi ai compensi di Giorgio Lugaresi in uscita dalle casse del Cesena. Quelli che sono i fatti formali dicono che questa dirigenza ha indebolito il patrimonio aziendale e che l’azienda da sola, ora, non riesce a fare fronte ai propri debiti. Quindi è difficile pensare che qualcuno possa tornare a dare fiducia al loro modo di operare versando denaro a fondo perduto. Secondo te cosa ha reso migliore la squadra del Cesena rispetto a quella del Rimini o quella del Ravenna o del Forlì che si possa ritrovare per ripartire proprio da quegli stessi valori che hanno fatto fino ad oggi la differenza?

  18. Premetto che io ho la cultura calcistica di un criceto ma secondo me ci vuole uno sponsor con tanti soldi e un cuore buono, un dvd con la serie completa di “Holly e Benji” per tutti i calciatori e poi tanto tanto allenamento.

  19. Gianluca Ambrogetti io non ho prove…..come farei?i fatti parlano….indebitati di 52 milioni di euro…di chi è la colpa?di campedelli?bene…!!!ma quando era presidente campedelli lugaresi faceva parte della società?poteva vedere i bilanci…???da socio penso proprio di sì…..poi da buon padre di famiglia se io avessi debiti non prenderei un euro di stipendio…invece qualcun altro becca 300000 euro…pensi che lugaresi sia difendibile?puo ‘ darsi….io non lo vorrei più vedere a rappresentare la squadra della mia città…buona giornata

  20. Piero Simonetti La questione politica è certamente una variabile presente nella nostra questione. Come pure la mentalità del Cesenate (ma il Romagnolo, non è sempre stato visto come un personaggio aperto, espansivo ed ospitale?). Per il momento mi limiterei a quello che può fare il l’a.c. Cesena per migliorare i propri fatturati con proprie iniziative e solo poi chiederei una mano alla “politica”. Perchè per esempio non c’è un’offerta bell’è pronta per la tifoseria avversaria sulla nostra città o non sono organizzate le trasferte allo stesso modo per i nostri tifosi?

  21. Gianluca Ambrogetti
    Caro Gianluca, ho fatto il dirigente industriale per oltre 20 anni per una multinazionale, ma non saprei indicare soluzioni in mondo, quello delle società di calcio, con dinamiche abbastanza complesse e spesso poco chiare…!
    Sorry!

  22. Gil Mazzotti Sono d’accordo. Il valore dell’azienda diretto e indiretto diverrebbe inferiore ai suoi debiti. Qualche idea invece del suo valore complessivo attuale? O su come si potrebbe invertire il trend dell’attuale dirigenza che continua a impoverire l’azienda?

  23. Gianluca Ambrogetti
    La presenza calcistica del Cesena in Romagna ha consolidato negli anni (a partire dal 1973, anno della prima promozione in serie A)un discreto bacino di tifosi, mantenuto poi negli anni tra serie A e B.
    Temo tuttavia che qualora si giungesse al fallimento (ipotesi tutt’altro che remota) e si ripartisse dalle serie minori, si disperderebbe facilmente, poiché si porrebbe allo stesso livello di Rimini, Forlì, Ravenna, Santarcagelo, San Marino, etc….

  24. Max!!!!! Fatti un profilo fb che altrimenti mi togli il piacere di parlare con te che sei sempre molto vivace e battagliero!!!!! (non riesco a vedere i tuoi commenti perchè sono solo sul sito di CesenaMio e non anche sulla pagina fb dello stesso sito!!!!!)

    Guarda che io non volevo mica ingannare con il mio incipit. Dal mio punto di vista il denaro è solo uno strumento per raggiungere un obiettivo. E definire gli obiettivi è il lovoro più importante e delicato che conosca. Definire la strategia per raggiungere quegli obiettivi è il secondo passaggio obbligato. Solo dopo si dovranno scegliere gli strumenti più idonei per realizzare quella strategia. Il denaro fa parte di questi strumenti insieme però a tanti altri.

    Che c’entra il jackpot! Io sto parlando di persone che conoscono il mercato, e il calcio in particolre, e che decidono scientemente di operare con gli elementi materiali e immateriali di una azienda per raggiungere degli obiettivi. E gli investitori non hanno solo l’aspetto delle sanguisughe a caccia di alti rendimenti. Possono essere anche investitori locali che in presenza di garanzie sulle competenze del management vogliano investire il proprio denaro accontentandosi di un piccolo rendimento.

    Secondo te, una volta fissati gli obiettivi (prosperare nel tempo fino ad arrivare e rimanere nel gruppo delle più importanti squadre italiane e del mondo), quali potrebbero essere le strategie più giuste per raggiungerli?

  25. Il problema è politico, non solo il calcio ma l’intera città non viene posta all’interesse del “forestiero”, cosa viene fatto per pubblicizzarla?
    Quanti turisti visitano Cesena? Eppure qualcosa di interessante da proporre c’è, poi la riviera a due passi, in quanti in una giornata nuvolosa vengono a visitarla? Ha più turisti Santarcangelo.
    Il “forestiero” a Cesena fa paura, non solo come proprietario della squadra di calcio, anche in ogni settore dell’economia.
    A pensar male si direbbe che si ha paura che si possa scoperchiare qualche malaffare o inefficienze, a pensar male… oppure diamo la colpa alla nostra mentalità contadina, che è più facile e costa meno.

  26. Ne ho sentito parlare anche io, ma non ho mai visto la prova di un bonifico indirizzato al cacciatore con il suo valore. Perchè sai, vorrei capire anche io quante sono le risorse sottratte dai singoli dirigenti come propri emolumenti sottratti alle risorse necessarie per operare…..

  27. Potrebbe essere anche un motivo che ha causato la situazione attuale. Hai delle prove su cui basare le tue accuse alla dirigenza? E cioè quelle riguardanti la loro malafede?

  28. Silvano Savoia Già, i soldi si trovano sempre, lo ribadisco. Sono le idee buone invece ad essere molto meno frequenti. E proprio perchè i tempi non sono floridi che il denaro è alla maggiore ricerca di buone idee.

  29. A sperare ci ha già pensato abbastanza il nostro cacciatore tutte le volte che gli ho sentito dire: “…..tiriamo avanti nell’attesa che qualche cosa di buono prima o poi capiti…..”. Direi che è ora di cambiare registro…..tu cosa proponi?

  30. Tu sei uno dei miei idoli. Su questo ho continue conferme. Avrai quindi capito che il problema parte sempre dalla testa e solo poi vengono le questioni materiali. A te la domanda più difficile: come si fa a rendere prospera una azienda che opera nel mondo del calcio?

  31. Certo che sono io. Ma non credo di aver detto nulla di cui non fossimo tutti già a conoscenza. Forse l’ho detto solo in un modo diverso! Ma una volta chiarita la questione i problemi vanno affrontati. Ma come?

  32. Gianluca ha messo magistralmente le carte in tavola, l affermazione iniziale che i soldi si trovano sempre è però ingannatoria (come poi si evince leggendo l articolo stesso) in quanto presuppone che ci siano persone e progetti in grado di attirare la fiducia degli investitori (e scusa se è poco). è un po come dire tranquilli il cesena lo compro io e lo porto in A, devo solo vincere il jackpot al superenalotto. Ricordo inoltre che gli investitori (in quanto tali) sono interessati al ritorno economico e non ai risultati sportivi e ci mettono un attimo a mollarti in stile cinesi col pavia. Gli investitori sono nella maggioranza dei casi loschi faccendieri, bisogna tenerlo presente.
    @Piero Simonetti: io temo che il discorso degli abbonamenti e dei biglietti incida molto relativamente nel bilancio, dubito fortemente che questo aspetto possa “stimolare” gli investitori.

  33. Se i soldi si trovano sempre non si capisce perché dal quando ha mollato campedelli siamo sempre alla canna del gas…

  34. Questa società ha fatto i propri interessi….da quando si trova in difficoltà piange miseria ma i loro stipendi li prendono ….devono restare da soli …la loro presunzione è stata ai limiti della sopportazione…che paghino tutto e nessuno li deve aiutare….tanto noi prima o poi torneremo a giocare a buoni livelli

  35. Cesena, città, ha anche la fortuna di avere un bacino d’utenza potenziale di un milione di abitanti perché nei dintorni, salvo qualche anno ogni tanto, non ha concorrenti.
    Una posizione geografica invidiabile, in mezz’ora si arriva allo stadio da tutta la Romagna, uno stadio bello ed accogliente, tifosi numerosi e nonostante questo si vuol far credere che nessuno sarebbe interessato?
    Il problema sono questi dirigenti, nessuno è interessato a mettersi in affari con loro, ci mancherebbe.

  36. Un’analisi spietata ma stimolante. Se non guardi in faccia la realtà, la soluzione non la trovi di sicuro. Carte in tavola, dunque. Penso che Gianluca abbia posto sul tappeto i problemi che la società, ma anche noi, deve affrontare. Direi che è inevitabile un ricambio, ma chi come quando sono argomenti che riguardano anche noi tifosi e non sono semplici. Vatacà serve a sfogarsi e ad esprimere sinteticamente e brutalmente un’opinione, ma certamente non basta: le soluzioni non sono dietro la porta.. parliamone.

  37. Ottima analisi.
    Ma se è vero che l’indebitamento complessivo si aggira attorno ai 52 mln di €, nessuno investitore sano di mente si sognerebbe di avanzare una proposta per rilevare la Società Cesena Calcio…!

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