Contro la Pistoiese una grande curva da trasferta

Pistoiese-Cesena tifosi
Condividi questo articolo

TIFOSI – Il Cesena vince in casa della Pistoiese e “vendica” i terribili ricordi di quel lontano giugno 2000, quando gli arancioni spedirono i bianconeri in C

Ringalluzziti dalla vittoria casalinga sul Teramo, noi fedelissimi del cavalluccio eravamo pronti per affrontare una delle tante trasferte toscane di questo campionato, questa volta con Pistoia come meta (vedi Pistoiese 0-1 Cesena, le pagelle di Cesena Mio). Una novità per me, considerando che l’ultimo precedente tra le due squadre risaliva alla stagione 2003/04, nella quale muovevo i miei primi passi da tifoso del Cesena, ma una trasferta che a chi ha qualche anno più di me evoca brutti ricordi legati a quel giugno del 2000, quando nello spareggio per evitare la retrocessione in Serie C i bianconeri persero per 3 a 1, rendendo ardua l’impresa in vista della gara di ritorno, conclusa con una vittoria per 1 a 0 che non fu sufficiente per salvarsi.

Si gioca al sabato alle 14.30 e questa volta cambio comitiva, unendomi a un gruppo di tifosi che viaggia con un pulmino da nove posti e parte dalla Romagna alle 11.30. Il viaggio d’andata fila via liscio senza alcuna sosta, tra ricordi e aneddoti riferiti ai precedenti sopracitati e l’assaggio di favolose paste omaggiate da uno dei passeggeri che è titolare di una rinomata pasticceria di Cesena. In meno di due ore arriviamo all’uscita del casello autostradale, dove troviamo ad attenderci i responsabili della sicurezza, i quali ci scortano in breve tempo fino alle porte dello stadio, indicandoci di parcheggiare in una zona predisposta alla sosta dei camper, non essendo evidentemente previsto uno spazio espressamente a noi dedicato. Temporeggiamo qualche decina di minuti prima di incamminarci verso l’entrata, anche perché siamo tra i primi arrivati, scambiando due chiacchiere con gli altri tifosi e salutando quelli che arrivano di man in mano, tutti con mezzi propri, a parte gli ultras che hanno viaggiato in pullman. Quando manca circa mezz’ora all’inizio della partita entriamo nell’impianto intitolato a Marcello Melani, lo storico presidente che portò gli arancioni a scalare le categorie del calcio italiano fino alla Serie A, disputata solamente nella stagione 1980/81, in occasione della quale fu costruita la curva nord. Inizialmente infatti, lo stadio inaugurato nel 1966 prevedeva solo tribuna e gradinata, mentre la curva sud, quella per accogliere i tifosi ospiti, fu realizzata solamente nel 1999. Quest’ultimo settore è composto da tre tribune di metallo e la maggior parte dei 169 presenti si posiziona in quella centrale, cominciando ad appendere striscioni e pezze dei vari gruppi, mentre le squadre in campo sono impegnate nel riscaldamento.

Nella fase dei tiri in porta tre palloni oltrepassano la recinzione che delimita il terreno di gioco e altrettanti fortunati tifosi possono fare la prima conquista di giornata dato che nessuno dal campo li reclama indietro; l’ultimo di questi palloni sbattendo addosso la tribuna, rimbalza e mi arriva praticamente tra le braccia, cosicché sono felice di aggiungerlo alla mia personale collezione di cimeli riguardanti il Cesena. Successivamente prendo posto nei gradini appena sopra agli ultras che iniziano a sventolare le bandiere e a scaldare le corde vocali, pronti a spingere verso la vittoria i propri beniamini che stanno scendendo in campo. Dall’altro lato gli ultras di casa non sono presenti in curva (da qualche anno giudicata inagibile al pari della gradinata), ma bensì in tribuna laterale, dove c’è un piccolo striscione appeso e qualche piccola bandiera al vento. Effettivamente la gradinata assomiglia più alle rovine di una città medievale tanto è vecchia e fatiscente, mentre la curva si presenta in condizioni sicuramente migliori e fino a qualche anno fa era sempre bella piena offrendo un bel colpo d’occhio che mi ricordo notavo quando mi capitava di vedere qualche partita in tv. Questo impianto, denominato anche Vannucci Pian∫te Sta∫dium (in omaggio al main sponsor della società nonché la più famosa azienda della città delle piante), potrebbe ospitare poco più di 13000 spettatori ma è appunto omologato solo per 3000 e per questo, da qualche anno,  si parla di nuovo stadio, anche se tuttora un progetto vero e proprio non pare esserci.

Inizia la partita, la nostra squadra comincia subito alla grande e poco dopo il quarto d’ora di gioco va vicina al vantaggio, che arriva al ventesimo minuto, finalmente con un tiro da fuori area di un centrocampista! Come spesso accade ultimamente, dopo esser passata in vantaggio la nostra squadra tende ad allentare un po’ la presa e così dopo dieci minuti dal gol rischiamo seriamente di subire il pareggio, con i padroni di casa che hanno un paio di occasioni tra cui una che vede il pallone colpire il palo della porta posizionata sotto al nostro settore. Tiriamo un sospiro di sollievo e continuiamo a cantare, aiutati anche da 4-5 ultras del Mantova presenti con noi in virtù del gemellaggio che da anni lega le due tifoserie, fino ad arrivare al termine della prima frazione di gioco. Il secondo tempo si apre con la nostra squadra in vantaggio, ma è decisamente più noioso rispetto al primo, in quanto a condurre le danze è la Pistoiese che per fortuna è scarsamente incisiva davanti, mentre i bianconeri non fanno nulla per cercare il raddoppio e mettere in ghiaccio i tre punti. Il tifo cesenate sugli spalti è sempre costante e negli ultimi minuti di gioco si trema un pochino durante un paio di occasioni degli arancioni che cercano un disperato pareggio; così non è e nel settore ospiti può partire una sciarpata sulle note di “Romagna mia” per celebrare questa importante vittoria.

Lolololo Pistoiese-Cesena

I bianconeri sono chiamati sotto la curva per cantare assieme ai propri tifosi quello che, da qualche anno a questa parte, è diventato il coro ideale per festeggiare i tre punti, ovvero “lolololololo” in botta e risposta tra spalti e campo. Terminati i festeggiamenti rimaniamo chiusi all’interno dello stadio per una quindicina di minuti, prima di uscire e raggiungere il nostro pulmino col quale fare ritorno a casa. Un ritorno con tre punti in tasca frutto di una vittoria sofferta in casa di una delle ultime della classe, ma questo poco importa, perché giunti a questo punto della stagione il risultato è l’unica cosa che conta e l’importante, come detto più volte, è consolidare il terzo posto in ottica play-off.

Il meglio e il peggio della trasferta di Pistoia

  • Il meglio: quella dozzina di tifosi cesenati che durante gli ultimi minuti della partita pensa bene di sostenere la propria squadra cantando a petto nudo, beneficiando di un caldo sole quasi primaverile e incurante della fresca brezza che fa indossare a tutti gli altri il giubbotto.
  • Il peggio: appena entrato allo stadio mi sono accorto che i servizi igienici erano previsti per le sole donne, almeno formalmente. Sono anni che faccio trasferte ed è la prima volta che mi capita di vedere una cosa simile, infatti sono rimasto allibito.

Questa vittoria rappresenta il miglior punto di partenza per affrontare i prossimi impegni, in quanto la nostra squadra sarà chiamata a disputare due partite piuttosto complicate, prima contro il Pescara e poi contro la Reggiana. Tra l’altro con il Delfino si giocherà martedì alle 21, perciò non c’è tempo da perdere e bisogna già pensare a quella che è una delle nostre bestie nere per eccellenza per quanto riguarda le trasferte, ma è anche vero che le statistiche sono fatte per essere smentite e quindi noi “malati” di cavalluccio siamo pronti ad intraprendere l’ennesimo viaggio a sostegno dei nostri colori. Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.