A Piacenza un buon punto e tanta nebbia

Piacenza-Cesena
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SOLO PER TE – È la nebbia la protagonista del pareggio tra Piacenza e Cesena, che per larghi tratti ha impedito la visuale dei quasi 300 tifosi bianconeri

Il calendario del girone B di Serie C prevedeva, dopo quella di Trieste, un’altra trasferta per noi tifosi del Cavalluccio, questa volta in Emilia, a Piacenza. Nonostante la regione sia la stessa, non si tratta di un derby sentito, anche in virtù del fatto che i precedenti con la nostra squadra sono poco più di una decina, sparsi dagli anni 60 a metà anni 2000 (vedi Viali contro il suo Piacenza che portò in Serie D). C’è però un precedente che i cesenati ricordano bene ed è riferito a quel pomeriggio del 30 maggio del 2010 quando, vincendo allo stadio Leonardo Garilli con una rete di Parolo, si festeggiò la promozione in Serie A dopo 19 lunghi anni. La voglia di tornare su quei gradoni dove tutti noi quel giorno abbiamo esultato e pianto di gioia era tanta ed inoltre c’era la smania di vedere all’opera il nuovo allenatore; per queste ragioni la prevendita si chiude con quasi 300 tagliandi venduti, un numero di tutto rispetto considerando la posizione in classifica e l’orario domenicale delle 17.30 non così comodo.

Dopo un paio di trasferte ritrovo i miei abituali compagni di avventura e partiamo in auto intorno alle 14, mentre un centinaio abbondante di ultras decide di fare un viaggio alla vecchia maniera, salendo sul treno da Cesena poco dopo le 13. Man mano che ci avviciniamo alla città emiliana notiamo la minacciosa presenza della nebbia e qualcuno di noi scherza su un possibile rinvio della partita; tuttavia la situazione è ancora nella norma, anche perché non è ancora calata la sera. Arriviamo in zona stadio circa un’ora prima dell’inizio del match e una volta trovato parcheggio nell’area a noi riservata ci incamminiamo verso i tornelli, unendoci agli ultras che scendono dalle navette in arrivo dalla stazione. Una volta dentro i ricordi di quei magici momenti vissuti dieci anni fa riaffiorano inesorabili; una marea di cuori bianconeri che occupa un intero settore ospiti e uno spicchio di gradinata, e che a fine partita fa esplodere tutta la propria gioia. Rispetto ad allora sono stati aggiunti i seggiolini con i colori del Piacenza in gradinata e nella parte bassa della curva ospiti, che tuttavia rimane chiusa, quindi solamente per un mero effetto estetico.

Noi ci posizioniamo centralmente, sui gradoni di una delle quattro tribune in acciaio che compongono il settore ospiti, formando un gruppo compatto e colorato. Inizia la partita e neanche a farlo apposta la nebbia, col passare dei minuti, è sempre più bassa e fitta. Riusciamo tuttavia a vedere bene l’ingenuo fallo di mano nella nostra area che comporta il rigore sul quale il Piacenza passa in vantaggio, poi per il resto vediamo poco o nulla, essendo la metà campo opposta a quella sotto di noi quasi completamente coperta dalla nebbia. Il primo tempo si conclude senza nulla di significativo da segnalare, basandosi più che altro sui rumori che provengono dal terreno di gioco e dal pubblico di casa, piuttosto scarno numericamente, con la curva chiusa e un gruppetto di ultras posizionato al centro della gradinata. Nell’intervallo i tifosi cesenati salutano con cori di amicizia il gruppetto di gemellati bresciani, presenti per ricambiare la visita del giorno prima al Dall’Ara di Bologna. Se non altro siamo fortunati perché il gol del pareggio a inizio ripresa lo vediamo bene essendo nella porta sotto di noi, così come vediamo bene quel paio di occasioni immediatamente successive che purtroppo i nostri calciatori non riescono a concretizzare in rete per effettuare il sorpasso sui piacentini. Per il resto vediamo qualche azione qua e là e nulla più, perché la nebbia la fa da padrone e la partita cala di intensità, anche perché la visibilità è piuttosto ridotta pure per gli stessi 22 in campo. Al fischio dell’arbitro la squadra viene sotto al settore a raccogliere gli applausi, perché comunque la prestazione è stata convincente ed è un buon punto portato a casa che dà morale, dopo un paio di sconfitte dolorose. Il deflusso dall’impianto è immediato e finalmente entriamo in macchina, riprendendoci un attimo dopo oltre due ore passate in mezzo a tanta umidità.

Facendo ritorno in Romagna credevamo di lasciarci alle spalle quella maledetta nebbia, tuttavia non è così e ci accompagnerà per tutto il viaggio di rientro! Di seguito il meglio e il peggio della trasferta:
Il meglio: la signora presente nel settore ospiti con in testa il cappello di paglia di dieci anni fa rispolverato per l’occasione.
Il peggio: chi stabilisce di giocare una partita a Piacenza il 2 febbraio alle 17.30, quando non ci vuole una laurea per sapere che al 99,9% ci sarà la nebbia! Decisioni davvero assurde che penalizzano soltanto chi paga il biglietto e si sobbarca centinaia di km!

Ora, archiviata la prima uscita col nuovo mister, ci aspetta una parte del calendario sulla carta molto complicato, perché affronteremo Padova e Vicenza in casa, con in mezzo la trasferta ad Imola. L’auspicio di tutti è quello di ripartire da quanto di buono visto (nonostante la nebbia) in quel di Piacenza, ovvero una squadra già più compatta e solida in difesa, che se migliora in fase realizzativa può raccogliere punti per allontanarsi quanto prima dalla zona play-out e regalare qualche gioia ai propri tifosi! Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

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