Pari con la Sampdoria: il Cesena è salvo !

Cesena-Sampdoria 1975
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BIANCONERO VINTAGE –  Grazie al pareggio interno 1-1 contro la Sampdoria, il Cesena conquista la seconda salvezza consecutiva in Serie A

Domenica 11 maggio 1975, 29^ giornata di campionato. Contro la Sampdoria, il Cesena ha la grande occasione di salvarsi con una domenica d’anticipo  così da pensare alla successiva trasferta di Bologna con estrema tranquillità. Il presidente Dino Manuzzi proprio per l’ultimo appuntamento casalingo della stagione carica l’ambiente: “Vorremmo che il pubblico cesenate romagnolo si mostrasse sensibile alla sorte del Cesena, venite allo stadio in blocco a questa partita! Sarebbe il modo più giusto per dare un ringraziamento ad un ed un saluto a Cera e compagni che hanno quest’anno si sono prodigati egregiamente per la salvezza!“.

Le formazioni

Proprio per conquistare un risultato positivo i bianconeri non dovranno assolutamente sottovalutare l’impegno contro i sampdoriani. Non dimentichiamoci che la squadra allenata da Corsini può contare su elementi di valore come Boni, Lippi, Bedin e Maraschi.  Meglio tenere gli occhi aperti contro questi professionisti che vengono a Cesena non certamente per una semplice gita di piacere. Mister Corsini schiera così la sua Sampdoria: Cacciatori, Arnuzzo, Rossinelli, Lippi, Prini, Bedin, Valente, Boni, Maraschi, Salvi, Magistrelli. A disposizione in panchina Bandoni, Repetto, che entrerà al 30′ del secondo tempo in sostituzione di Rossinelli, ed infine Prunecchi. È  l’ultima partita di mister Eugenio Bersellini davanti al pubblico di Cesena. Da tempo infatti si sa che il rapporto con la società romagnola è giunto al termine. Questa  la formazione del Cesena che entra alla Fiorita: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Catania, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11Toschi. A disposizione in panchina 12 Galli, 13 Urban che entrerà al 1′ del secondo tempo in sostituzione di Toschi ed infine con il 14 Orlandi.

La partita

Giornata fredda con pioggia battente. Il terreno di gioco non è dei migliori. Arbitra il sig. Gonella di Torino. Le squadre entrano in campo con le divise classiche: Sampdoria in maglia blu con righe orizzontali e pantaloncini bianchi, mentre il Cesena con maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri. Il primo tempo è stato tutto di marca romagnola. i bianconeri di Bersellini mostrano voglia di giocare e sembrano intenzionati a vincere sin dalle battute iniziali. Il Cesena ci prova e va molto vicino al gol al 13’ quando Cera lancia in maniera calibrata Catania che è bravissimo a colpire di testa in corsa cercando di spiazzare Cacciatori, ma il portiere blucerchiato risponde con una prodezza allungandosi a pugni chiusi e deviando la sfera in calcio d’angolo. I bianconeri al 23’ passano in vantaggio e materializzano la loro superiorità quantomeno territoriale. Bertarelli viene fermato fallosamente da Prini sul vertice dell’area di rigore degli ospiti, e la punizione calciata da Rognoni con un pallone fortissimo rasoterra passa in mezzo ad una selva di gambe ed è Festa che in scivolata mette dentro in maniera imparabile. Al 40’ sono i liguri ad andare molto vicini al gol, con il tiro-cross di Boni che colpisce l’incrocio dei pali della porta romagnola.

Nella ripresa succede quello che non ti aspetti, con gli ospiti che dominano la partita. L’azione più pericolosa arriva da un tiro di Valente che l’ottimo portiere Boranga, tra i migliori in campo,  sventa con l’aiuto del palo. La Samp vuole il pareggio, ma il Cesena anche se timoroso regge bene l’urto dei blucerchiati. Il pareggio però è nell’aria ed arriva, purtroppo, al 19’ della ripresa: per la Sampdoria il gol nasce da un cross di Rossinelli fatto spiovere dalla sinistra. La palla scavalca la difesa bianconera con Bedin e Maraschi in chiara posizione di fuorigioco che però non viene segnalato. Il primo raccoglie il passaggio e di testa senza esitazione la mette alle spalle di un incolpevole Boranga. Del fuorigioco non ci sono dubbi, tanto è vero che il guardalinee sotto la tribuna centrale ha immediatamente sventolato la bandierina, ma l’arbitro Gonella non ha visto niente ed allora il collaboratore del direttore di gara ha fatto di tutto per cancellare il suo gesto. Quando ha visto il pallone colpito dalla testa di Bedin finire alle spalle di Boranga è corso precipitosamente verso il centro del campo per affermare la regolarità del goal. Dopo il gol di Bedin, la partita si sgonfia: il pareggio andava bene ad entrambe le squadre e non valeva la pena rischiare oltre il lecito.

Cacciatori nega il gol a Catania
Il commento

Tutti salvi e tutti contenti al termine di questo Cesena-Sampdoria ad eccezione del pubblico che ha beccato lungamente i contendenti di fronte alla loro scarsa combattività. Infatti è accaduto che i romagnoli, una volta ristabilita la parità da parte dei blucerchiati nella ripresa, abbiano tirato palesemente a campare su di un punteggio che avrebbe garantito la salvezza matematica. Ecco la dichiarazione di Bersellini: “Un buon primo tempo quello dei miei, che hanno invece accusato nella ripresa la paura di perdere! Considerato lo stato del terreno ritengo decente il livello tecnico di questa contesa”. Interviene poi il Presidente Dino Manuzzi che non è soddisfatto del pareggio: “Nonostante la mia offerta di un premio doppio in caso di vittoria, i ragazzi hanno accettato di buon grado la divisione dei punti. Ma comunque abbiamo raggiunto la salvezza e questo è già una soddisfazione grande!”. Il microfono passa a Ceccarelli: “Non comprendo davvero l’insistenza degli spettatori nel fischiare! In fondo stavamo concludendo felicemente la conquista della matematica salvezza!”.

A questo punto una doverosa riflessione: il Cesena rimane nel grande calcio e questo è tanta roba, ma rimane l’amarezza dell’addio di Bersellini che va a cercare gloria da qualche altra parte. Un sostituto potrebbe essere Pippo Marchioro del Como.  Bersellini a Cesena ha fatto un ottimo lavoro: ha salvato per due stagioni consecutive la squadra, l’ha organizzata per farla giocare in maniera elegante e piacevole e non per niente i bianconeri hanno ricevuto ampi consensi e riconoscimenti. Il popolo bianconero ti sarà sempre riconoscente: Eugenio grazie!


Il campionato di serie A 1974/75 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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