Olbia Calcio, un avversario inedito

Olbia Calcio
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AVVERSARI – Il Cesena vola in Sardegna per la prima storica sfida all’Olbia, sodalizio nato all’inizio del ‘900 che vanta anche uno Scudetto

L’Olbia Calcio ha una storia molto antica, essendo nato addirittura nel 1905. Al suo attivo sedici partecipazioni alla Serie C e nel suo palmares anche uno “Scudetto di Serie D”, conseguito nella stagine 2001/02.

Il colore sociale dell’Olbia è il bianco, mentre lo stemma, aggiornato nel 2016, ricorda da vicino quello del Cagliari: anche per questo, probabilmente, non è stato particolarmente ben accolto dalla tifoseria locale, nonostante tra le due frange di supporters esista un rapporto di sostanziale amicizia, al pari di Calangianus, Frosinone, Nuorese, Catanzaro e Voghera. La rivalità più sentita è indubbiamente quella con i tifosi di Torres e Tempio, le sfide contro le quali sono considerati derby.

L’allenatore è Massimiliano Canzi, mister con una lunga trafila nel ruolo di collaboratore tecnico in molte squadre, anche di Serie A come Siena, Lecce, Brescia e Paok Salonicco (in queste ultime due occasioni, nello staff di Mario Beretta). Tra le fila dei sardi, due promesse sostanzialmente non mantenute del calcio italiano, la punta Daniele Ragatzu e l’ex cesenate Manuel Giandonato.

La formazione sarda, sinora ha un cammino equilibrato in campionato, due vittorie (con Pistoiese e Viterbese) e altrettante sconfitte (contro Ancona-Matelica e Lucchese).

Lo Stadio Bruno Nespoli è stato ristrutturato nel 2002 e può contenere 4.000 spettatori a sedere. E’ dedicato ad uno sfortunato giovane portiere del passato, deceduto a soli 23 anni per i postumi di uno scontro di gioco durante la partita Olbia–Carrarese.

Curiosamente, Olbia è particolarmente nota agli amanti del cinema italiano per essere citata in Fantozzi contro tutti (“io la faccio interdire, cacciare, massacrare, la faccio a pezzi, la metto in una valigia e la spedisco a Olbia!”), ma tornando ad essere seri, ci sono anche luoghi interessanti da visitare: la Necropoli di San Simplicio, che contiene più di 400 tombe di età romana, il Museo Archeologico, uno dei pochi al mondo che conserva relitti di navi.

Tra i cibi da non perdere, infine, il famoso “porceddu”, gli gnocchetti al sugo di pomodoro e salsiccia, gli “indattari” olbiesi (zuppa di cozze) e i ravioli, qui chiamati “li pulignoni”.


Immagine tratta dal sito www.unionesarda.it

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