A Monopoli una trasferta perfetta: chapeau!

Tifosi Monopoli-Cesena
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TIFOSI – Incuranti della distanza e degli orari, 153 tifosi bianconeri hanno raggiunto Monopoli: cronaca di una trasferta da ricordare

Lo ammetto, quando dall’urna del sorteggio è uscito il nome della nostra avversaria nel primo turno nazionale dei playoff, ho sbuffato parecchio, perché tra quelle possibili ci era capitata proprio la squadra logisticamente più lontana da Cesena, quel Monopoli mai affrontato prima in 82 anni di storia del Cavalluccio. Non che avessi timore di affrontare 12 ore di viaggio, ci mancherebbe, ma più che altro non ero più abituato a simili trasferte, considerando che le ultime volte che noi fedelissimi avevamo percorso così tanti chilometri per seguire la nostra amata squadra, si giocava in Serie B e quindi si parla di ormai quattro anni fa.

Poco dopo aver conosciuto la destinazione che il fato ci aveva riservato, inizia a circolare la notizia che la gara, prevista inizialmente per le ore 18 di domenica, rischiava di slittare alle ore 20 per via della concomitanza con una manifestazione religiosa che avrebbe bloccato la città pugliese per quasi tutta la giornata. Non ci posso credere: dopotutto che ci tocca affrontare il viaggio più lungo, ci si mette anche la celebrazione del patrono locale a scombinare i piani dei tifosi, costretti a rientrare in Romagna a notte inoltrata. Comunque, dopo lo choc iniziale, mi informo con i miei abituali compagni di avventura, dicendo che sarei stato presente a prescindere dall’orario di inizio partita ed in breve tempo decido di viaggiare in pullmino, preferendolo rispetto all’opzione treno, scelta da qualcuno, ma ancora più impegnativa, considerando che si sarebbe partiti da Monopoli alle 4 di notte per essere a Cesena dopo le 10 del mattino successivo.

Al solito pulmino se ne aggiunge un altro, per un totale di 15 persone che lasciano la città malatestiana alle 11 di domenica, pronti a sobbarcarsi 1.250 km di pura passione, per sostenere la squadra nel primo impegno post season. Il viaggio d’andata procede ad un’andatura normale e la prima sosta la si effettua in zona San Benedetto del Tronto, durante la quale, oltre a pranzare con piadine e panini portati da casa, assistiamo davanti allo schermo dei cellulari agli ultimi minuti della gara della nostra Primavera, che a Udine sommerge di gol la squadra locale e si aggiudica la Supercoppa di Primavera 2, disputata tra le due trionfatrici dei rispettivi gironi di campionato.

La giornata inizia quindi nel migliore dei modi per i nostri colori e così, con il morale a mille, ci rimettiamo in moto lungo la A14 adriatica, dove incontriamo la pioggia appena entrati in territorio pugliese e facciamo la seconda sosta poco prima di arrivare a Bari. Dopodiché, addentrandoci nella gigantesca città capoluogo, oltre a vedere l’imponente stadio San Nicola, assistiamo ad un evento abbastanza incredibile. Nel passaggio lungo la tangenziale notiamo dapprima qualche auto ferma con le quattro frecce a bordo strada senza comprenderne il motivo e poi, man mano che andiamo avanti attraversando la città, rimaniamo sbalorditi nel vedere quante auto, scooter, camion e addirittura volanti della polizia siano ferme a bordo strada, sulle corsie d’emergenza, sui viadotti ed in ogni altro punto dove sia possibile fermare temporaneamente il mezzo per scendere ed ammirare lo spettacolo delle frecce tricolori nel cielo plumbeo. Ci facciamo una risata perché a vedere tale scena sembrava che stessero sbarcando gli UFO, ma poi il benzinaio dove ci fermiamo a fare rifornimento ci spiega che è un evento che si ripete tutti gli anni, quindi neanche dire che i baresi non abbiano mai visto le frecce tricolori, va beh…

Proseguiamo la nostra marcia mentre ricomincia a piovere e giungiamo alle porte di Monopoli, dove diverse pattuglie della polizia scortano i nostri pullmini allo stadio, transitando per strade piene di pozzanghere e con cartelli stradali che indicano “afflusso tifosi ospiti”, un termine nuovo per noi che solitamente troviamo scritto soltanto “tifosi ospiti” seguito da una freccia, e infatti non possiamo far altro che notarlo. Nel momento in cui arriviamo alle porte dello stadio ha da poco smesso di piovere e il cielo sembra aprirsi all’orizzonte, un’ottima notizia per noi che siamo i primi giunti dalla Romagna quando manca un’ora e mezza abbondante all’inizio del match ed abbiamo in programma una merenda/cena prima di entrare nell’impianto; così in breve tempo si imbandisce un tavolo da campeggio e si inizia a preparare panini a volontà, ovvero spianata farcita con affettati e formaggi, per concludere con la ciambella, il tutto accompagnato da un ottimo Sangiovese.

Mentre stiamo banchettando, passa davanti a noi il pullman coi nostri beniamini a bordo, che salutiamo con un incitamento, dandoci appuntamento dentro lo stadio che è alle nostre spalle. Successivamente arrivano auto, pullmini ed il pullman dei nostri ultras nel parcheggio del settore ospiti, nonché un paio di tifosi che hanno viaggiato addirittura in aereo da Bologna a Bari e quando manca poco più di mezz’ora al calcio d’inizio, sono tra i primi ad entrare nello Stadio Vito Simone Veneziani.

Questo è intitolato ad un imprenditore monopolitano deceduto nel 1946 in un incidente stradale, all’epoca vicepresidente della locale squadra di calcio denominata Unione Sportiva Audace, ovvero la società calcistica storica della città, curiosamente dai colori bianconeri, fallita alla fine degli anni ‘50; solo in seguito il testimone del calcio locale è stato raccolto dall’attuale compagine. Questo impianto ha una capienza di 6.880 posti, con solamente la tribuna dotata di copertura e tutti i settori colorati da seggiolini biancoverdi. Anche in questo caso, come del resto a Montevarchi e Pontedera, tanto per citarne qualcuno, non ci sono tornelli all’ingresso e l’aspetto dello stadio è alquanto fatiscente, a partire dalla porzione di gradinata a noi riservata e per finire con quella che era una pista d’atletica ormai quasi totalmente coperta dal manto erboso o comunque in notevole degrado. All’inizio sembra che non ci sia nemmeno il bar, ma poi lo troviamo: è collocato sotto la gradinata in un bugigattolo, meno male; mentre notiamo immediatamente i nostri co-presidenti che da bordo campo passano sotto al nostro settore per salutarci e scattare qualche foto ricordo.

Quando la nostra squadra scende in campo per il riscaldamento, si alzano i primi cori di incitamento da parte dei 153 presenti e successivamente i ragazzi della Curva Mare distribuisco pettorine di plastica bianche da una parte e nere dell’altra, in modo tale da dividere in due la porzione di spalti da noi occupata e creare una piccola coreografia all’ingresso delle squadre. Oltre alle pettorine infatti ci sono due striscioni, uno tenuto su da qualche ragazzo in piedi nell’ultimo gradino in alto e uno attaccato in balaustra, il tutto a formare la frase: “inizia la battaglia… carica burdel!”, a sottolineare l’importanza di questa gara.

Per qualche minuto dopo il fischio d’inizio, lo stadio è un vero e proprio spettacolo: da una parte i supporters di casa, collocati sia in curva nord che in gradinata (pare siano due gruppi che non vanno granchè d’accordo e quindi stiano volutamente divisi) si fanno sentire e sono belli colorati, con numerosi striscioni, bandiere, torce e fumogeni; nello spicchio bianconero, oltre alla sopracitata coreografia, si accende anche qualche fumogeno e si canta a squarciagola. Se la bolgia in trequarti del Veneziani dura qualche minuto, nel settore ospiti dura praticamente dal fischio d’inizio e per i successivi 15-20 minuti ininterrottamente, frutto della grande prestazione offerta dai bianconeri che nei primi dieci minuti riescono a bucare due volte la porta dei padroni di casa, proprio nella porzione di campo sotto la nostra visuale. Un avvio di gara davvero folgorante che ci dà una gran carica. Poi, poco dopo la mezz’ora, il Monopoli, con una buona dose di fortuna, accorcia le distanze e torniamo coi piedi per terra, ma l’incitamento alla squadra continua fino al termine del primo tempo, che concludiamo avanti per 2-1.

Nell’intervallo c’è qualche scaramuccia tra le opposte tifoserie, che pur incontrandosi per la prima volta nella storia non hanno certo l’idea di diventare amiche, spenta sul nascere dopo l’intervento di qualche responsabile della sicurezza. Nella seconda frazione di gioco i biancoverdi fanno la partita per cercare di pareggiare, sospinti dal numeroso e caloroso pubblico di casa, anche se in realtà il Cesena continua a rendersi pericoloso e colpisce una traversa, traversa che però colpisce anche il Monopoli, con la palla che rimbalza poco fuori la linea di porta (dalla nostra posizione si vede chiaramente che non è entrata), mentre il pubblico in tribuna protesta chiedendo a gran voce l’assegnazione del pareggio, paragonandoci alla Juventus! Nell’ultima azione di gioco accade l’inverosimile perché il tiro effettuato da un nostro calciatore è pronto ad insaccarsi in rete per chiudere la partita, ma viene di fatto salvato sulla linea da uno dei nostri e così, tra la disperazione generale di noi cesenati, la gara si conclude sul 2-1 (vedi Il Cesena sbanca a… Monopoli (Eresie ep. 38)).

Gli ultimi minuti sono stati ricchi di pathos, frutto di queste occasioni da una parte e dall’altra, ma alla fine usciamo, meritatamente, vincitori da questo match d’andata e in vista del ritorno in programma giovedì sera tra le mura amiche dell’Orogel Stadium Dino Manuzzi abbiamo un vantaggio non indifferente, in quanto saremo costretti ad abbandonare i playoff solo in caso di sconfitta con due o più gol di scarto. Certo, il calcio sa essere imprevedibile e la nostra squadra ci ha abituato a tutto nell’arco di questa stagione, nel bene e, ahinoi, anche nel male, ma l’inerzia ora è dalla nostra parte e non possiamo fallire il passaggio al turno successivo.

Dopo il triplice fischio, la squadra è chiamata a gran voce sotto lo spicchio riservato ai tifosi bianconeri per replicare il classico coro “lololololo-lololololo” in botta e risposta che accompagna ogni risultato positivo e qualche calciatore regala maglie e pantaloncini in segno di ringraziamento.

L’uscita dallo stadio non è immediata, perché occorre attendere il deflusso del pubblico di casa, non poco infuriato per l’evolversi del match, così abbiamo tutto il tempo per assistere all’allenamento post-partita di chi è subentrato o è rimasto in panchina. Quando finalmente si aprono i cancelli, ritorniamo sui nostri pullmini e siamo pronti a sobbarcarci altre 6 ore di viaggio, contenti per una vittoria molto importante e incuranti del giorno lavorativo ormai alle porte, da affrontare con appena qualche ora di sonno. Arriviamo a Cesena poco dopo le 4 di notte, senza praticamente alcuna sosta e, per quanto mi riguarda, senza nemmeno la voglia di andare a letto, tant’è l’adrenalina in corpo maturata dopo una giornata del genere.

Il meglio e il peggio della trasferta di Monopoli

  • Il meglio: un applauso a chi ha organizzato il viaggio nei minimi dettagli, guidato per centinaia se non migliaia di chilometri e addirittura ha pensato bene di deliziarci con dell’ottimo cibo prima di entrare allo stadio. Chapeau!
  • Il peggio: nessuna nota stonata, una trasferta perfetta e da ricordare, in tutto e per tutto!

L’entusiasmo dei tifosi bianconeri era tanto ancor prima di partire in direzione Monopoli, tant’è vero che c’era già chi pensava alle possibili avversarie nei quarti di finale e quindi alle diverse modalità per raggiungere la prossima meta (con Catanzaro e Palermo tra le preferite), assai fiducioso quindi di un epilogo favorevole contro il Monopoli. Ora si attende la gara di ritorno contro la squadra che ha come simbolo il gabbiano; se il Cavalluccio riuscirà a spuntarla in questa sfida dal sapore marittimo, poi venerdì si conoscerà la prossima squadra da affrontare in questa lotteria che aprirà alla vincitrice le porte della Serie B.

Noi tifosi pensiamo a fare il nostro dovere e ad infuocare l’ex Fiorita giovedì sera, poi se tutto andrà bene, ci sarà un’altra trasferta da organizzare: al nord, al sud o sulle isole poco importa, noi malati del Cesena ci saremo!


Immagine tratta dal sito calciocesena.com

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