Momenti di piccola felicità: 200 metri di gioia

Momenti di felicità
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LETTURE ANTIVIRUS – Affacciato alla finestra con una tisana in mano, vedo il sole dietro le nuvole e aspetto: anche questi momenti passeranno, come sempre

Sono momenti tremendi, ma… c’è sempre un ma (cit.).

Il mondo, non era infrangibile?

Il mondo intorno a noi, quello stesso che sembrava incrollabile e infrangibile fino a pochi giorni fa, pare sul punto di frantumarsi in milioni di pezzi. La nostra sofferenza nasce ovviamente dalla consapevolezza della quantità di persone colpite da questa malattia. È alimentata senz’altro dalla preoccupazione per la nostra salute e per quella dei nostri amici e famigliari. È indubbiamente amplificata dai pensieri sulla situazione economica da dopoguerra che ci troveremo ad affrontare “dopo”. Ma una componente fondamentale della nostra inquietudine, altrettanto sicuramente, deriva dal senso di instabilità, di insicurezza che attanaglia le persone dopo una catastrofe. Dov’è svanita la nostra felicità? Vedi come cambiano le cose? Non eravamo noi quelli che brontolavano in continuazione su qualunque cosa, scontenti della vita quotidiana, stufi del tran tran sempre uguale, insoddisfatti e infelici? A pensarci bene, forse non eravamo poi così infelici.

La pizza del sabato sera

Probabilmente capita anche a voi in questi giorni di apprezzare cose e momenti che sembravano banali, scontati, insignificanti, irrilevanti. Due chiacchiere al bar, davanti a un caffè, per esempio. L’incontro con un amico per la strada, uno scambio di battute con un conoscente. Un salto all’edicola. Due passi in centro. La pizza del sabato. Vedi come cambiano le prospettive? L’areale di duecento metri (consentiti oggi per una piccola camminata “di salute”) fino a qualche giorno fa mi avrebbe fatto sogghignare, oggi invece mi sembra uno spazio prezioso da utilizzare con giudizio e rispetto. Ma è pur sempre un momento di piccola felicità.

Siamo nella corrente

I buddhisti interpretano in modo intrigante la vita. Dicono che siamo sempre agitati perché la realtà è “impermanente”, cioè non è “fissa e immutabile”, anzi! Traduco: l’essere umano anela alla stabilità, odia i cambiamenti, teme le novità e la precarietà, ma l’ironia è che invece siamo immersi in un flusso in continuo divenire. L’incertezza ci ammazza, non perché le cose cambiano continuamente, ma perché non riusciamo ad accettare questa semplice verità. Oh, il discorso è bellissimo, lo sottoscrivo in pieno, ma anch’io ho sempre questo vizio di volere del terreno bello solido sotto i piedi. Fa ridere, considerato che vivo in una zona sismica, ma è così.

200 metri di piccola felicità

E tuttavia, da questo pensiero filosofico possiamo trarre qualcosa di utile. Ammettiamo che sia vero, e lo è, che la realtà muta continuamente, però se il discorso vale in negativo, vale anche in positivo. La felicità non è permanente? Ok, me ne ero accorto. Ma allora, nemmeno l’infelicità, nemmeno le difficoltà, nemmeno questo incubo senza volto. Felicità sono perfino duecento metri attorno a casa e una tisana calda bevuta alla finestra, guardando il sole che sta per sbucare dietro le nuvole. Passerà.


📙 LETTURE ANTIVIRUS ☣️
In assenza di attualità sportiva, in questo momento così difficile e particolare delle nostre vite, Cesena Mio continua a far compagnia ai propri lettori, gran parte dei quali chiusi in casa nel rispetto dei decreti e delle ordinanze. Storie, racconti e spunti di riflessione, a tema ed anche off-topic (ma non troppo), nella nuova sezione Letture Antivirus

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