A Modena, la prima trasferta del 2022

Trasferta Modena-Cesena
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TIFOSI – Nonostante tutto, i 140 tifosi del settore ospiti dello stadio di Modena hanno incitato e sostenuto il Cesena per tutti i 90′

La prima trasferta del 2022 per il Cesena si è fatta attendere fino ad inizio febbraio, a causa dei rinvii dovuti al Covid che hanno comportato un filotto di tre gare casalinghe consecutive ad inizio anno. Il posticipo del monday night, previsto per la venticinquesima giornata del campionato, prevedeva il viaggio a Modena, curiosamente a distanza di sei anni esatti dal precedente della stagione 2015/16, ovvero l’ultima volta che noi tifosi avevamo fatto visita ai rivali emiliani, dato che lo scorso anno si giocò a porte chiuse.

Il match è in programma alle 21:00 e decido di viaggiare in auto, partendo due ore prima; senza alcuna sosta e seguendo le indicazioni fornite, raggiungiamo abbastanza agevolmente il parcheggio del settore ospiti dello Stadio Alberto Braglia di Modena quando mancano ormai poche decine di minuti al fischio d’inizio. In quegli istanti riaffiorano immediatamente i ricordi legati a quel luogo e alle emozioni provate ormai otto anni fa, quando in una serata di inizio giugno noi cesenati invademmo quel parcheggio ed il settore a noi dedicato per sostenere la nostra squadra nel primo turno dei playoff che alla fine ci videro festeggiare la promozione in Serie A.

Altri tempi ahimè; in questa occasione il parcheggio è semideserto e i biglietti venduti sono appena 140, con gli ultras bianconeri assenti a seguito delle norme anti-Covid che hanno riportato la capienza degli stadi al 50% (come nella prima parte di campionato) e che quindi tornano a disertare una trasferta. Dopo le verifiche di rito e una perquisizione piuttosto approfondita da parte degli steward, entriamo in quello che è sicuramente uno dei migliori impianti della categoria, costruito negli anni ‘30 e abbondantemente ristrutturato nei primi anni 2000, fino a portare la capienza complessiva a 21.000 posti a sedere, poco più dell’Orogel Stadium Dino Manuzzi. Lo stadio intitolato al ginnasta modenese vincitore di tre ori olimpici è coperto per trequarti, ma ben presto anche la curva ospiti sarà dotata di copertura e altri lavori di ammodernamento saranno eseguiti dall’ambiziosa proprietà del Modena Calcio.

Ci posizioniamo al centro del settore a noi riservato e attendiamo l’inizio del match, mentre tra di noi c’è chi goliardicamente si mette a cantare “giochiamo in casa… lalalalalala”, in uno stadio piuttosto gremito e con gli ultras di casa al proprio posto in Curva Montagnani pronti a sostenere gli undici in maglia gialla. Quando le squadre scendono sul terreno di gioco, nel settore ospiti si inizia a cantare perché, nonostante il numero ridotto e senza gli ultras che trainano il tifo, ci vogliamo comunque far sentire e vogliamo incoraggiare i nostri giocatori in questo scontro diretto d’alta classifica.

I minuti seguenti al fischio d’inizio sono ben auguranti per la nostra squadra, che gioca quasi costantemente nella metà campo avversaria e attacca verso la porta posizionata sotto di noi, perciò ci galvanizziamo e continuiamo a cantare, con due-tre gruppetti di persone che a turno lanciano i classici cori, senza farsi mancare gli immancabili sfottò diretti agli avversari. Giunti verso la mezz’ora di gioco, accade quello che nessuno avrebbe voluto, un fallo piuttosto ingenuo commesso dentro la nostra area di rigore e l’arbitro che assegna il penalty al Modena; dal nostro settore si vede il giusto perché ciò avviene nella porta opposta rispetto a dove siamo noi e subito appare come un rigore inventato, ma poi da chi è a casa verrà confermato che il fallo c’è, seppur sia abbastanza ingenuo. Niente da fare, Tremolada realizza dal dischetto e lo stadio esulta, mentre i bianconeri sono costretti ad ingoiare un boccone amaro dopo una prima parte di gara giocata meglio dei canarini, che di fatto hanno concretizzato l’unica occasione avuta. Si riprende a giocare e prima del finale di frazione non succede granché, così dopo i primi 45 minuti siamo sotto 1-0.

Nell’intervallo ci accorgiamo che il tabellone posto sopra di noi riporta il vecchio stemma del Cavalluccio, con la sigla AC invece di FC e ci facciamo una risata, mentre c’è chi, incurante del clima tipicamente invernale, si gusta un ghiacciolo comprato al bar. Il secondo tempo vede la nostra squadra inseguire il pareggio, che col passare dei minuti non arriva e di conseguenza la manovra ne risente, con maggior imprecisione nella costruzione di gioco e l’impossibilità di colpire l’avversario concretamente che si affievolisce sempre più, come si affievolisce il tifo proveniente dalla curva ospiti, mentre nel resto dello stadio aumentano i decibel canori e si inizia a pregustare il sorpasso in classifica agli storici rivali reggiani. Purtroppo la fine del match arriva senza che il risultato cambi più, con anzi il Modena vicino al raddoppio e al colpo del k.o. ad un Cesena sbilanciato in avanti, che non si merita un passivo peggiore (vedi “Il morale è sotto ai tacchetti nel settore O dopo Modena”).

La nuova capolista solitaria del Girone B ha dimostrato di essere squadra più forte e cinica, rispetto ad un Cesena che ha fatto la sua discreta figura, ma al quale è mancato, come del resto accaduto negli ultimi impegni, il cosiddetto “ultimo passaggio”, ovvero la fase realizzativa, con il portiere di casa quasi mai impegnato severamente dagli attaccanti in completo bianco. Al termine dell’incontro, lo stadio festeggia la conquista del primo posto in classifica al grido di “salutate la capolista”, mentre dall’altro lato i giocatori e il mister vengono sotto il nostro settore a chiedere scusa per il risultato e a raccogliere gli applausi per una prestazione comunque dignitosa.

Dopo un attesa di un quarto d’ora circa e qualche acceso dibattito scaturito tra i presenti, si aprono i cancelli e possiamo fare ritorno verso la Romagna, con il morale sotto i piedi dopo una sconfitta maturata su di un calcio di rigore che si poteva evitare. Una sconfitta amara, come quella dello scorso campionato, quando il Cesena dominò la gara ma perse all’ultimo minuto su un’azione di contropiede, ma allora sedevamo comodamente sul divano di casa, mentre in questo caso eravamo presenti, nonostante il freddo, il giorno lavorativo e soprattutto la diretta in chiaro su Rai Sport, per questo il risultato brucia ancora di più…

Il meglio e il peggio della trasferta

Il meglio: i pochi presenti nel settore ospiti che comunque hanno voglia e voce per sostenere la squadra per quasi tutti i novanta minuti.

Il peggio: i controlli eseguiti dagli steward al nostro ingresso allo stadio, eccessivi, considerando il momento (a Cesena, come negli altri stadi visitati quest’anno sono molto soft proprio per rispettare le norme anti-Covid), con diverse persone che si sono lamentate perché hanno passato alcuni minuti per svuotare tasche, borse ecc, oltre ad essere perquisite dalla testa ai piedi prima di poter prendere posto sugli spalti.

Scrivo queste righe con ancora addosso la delusione per una sconfitta che ci poteva stare in casa di una corazzata del girone, ma che è maturata in maniera assolutamente beffarda e oltretutto arriva in un momento della stagione non particolarmente proficuo per i nostri colori, con appena 5 punti raccolti nelle ultime 5 partite e con prestazioni solo lontane parenti di quelle alle quali i bianconeri ci avevano abituato nel girone d’andata. Non possiamo far altro che guardare avanti e ai prossimi impegni, perché c’è un terzo posto che va difeso con le unghie e con i denti in vista dei playoff e occorre perciò invertire la rotta già dal prossimo impegno casalingo di domenica prossima contro il Grosseto, per poi affrontare nel migliore dei modi la successiva trasferta ad Ancona.

Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

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