Qui Modena: stato di forma, aneddoti e curiosità

Cesena-Modena
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AVVERSARI – A Modena, il ricordo del compianto Paolo Ponzo vive anche attraverso la gradinata a lui intitolata allo Stadio Alberto Braglia

Pensando alla gara d’andata, il primo pensiero va al fatto che era morto da poco Diego Armando Maradona: la gara contro il Modena terminò 0-0 con un Cesena poco convincente che però, pur subendo il gioco degli emiliani, sul filo di lana rischiò addirittura di vincerla, se non fosse stato per la poca attitudine in zona gol di Maddaloni (vedi Cesena 0-0 Modena, le pagelle di Cesena Mio). Per il resto, una prestazione da archiviare, in particolare per Ciofi e Sala mentre fu parzialmente deludente l’esordio da titolare di Zecca.

Se all’epoca Cesena e Modena erano in ripresa, ora entrambe le squadre sembrano essere un po’ in crisi. I romagnoli non vincono infatti da 5 gare, mentre gli emiliani nello stesso periodo ne hanno vinta una soltanto (3-1 all’Imolese) e nelle ultime 3 hanno ottenuto un solo punto (1-1 contro il Mantova).

Lo stadio di Modena non è dedicato ad un calciatore, ma comunque a uno sportivo locale di grande valore, il ginnasta Alberto Braglia, protagonista dell’atletica italiana degli inizi del ‘900, capace di vincere nella sua carriera ben 3 ori olimpici. Dal 5 aprile 2013, la gradinata è invece intitolata a Paolo Ponzo, per cinque anni in gialloblù ma con un passato anche nelle file bianconere, scomparso a soli 41 anni per un malore, poco dopo aver disputato una corsa podistica.

La tifoseria locale intrattiene buoni rapporti con Messina e, soprattutto, Venezia: addirittura era tradizione durante le gare in cui si incontravano, effettuare un giro di campo con i vessilli e le bandiere delle due squadre (ora questa usanza pare affievolita); la rivalità con il Bologna ha invece radici addirittura nella battaglia di Zappolino del 1325, quando si scontrarono i ghibellini modenesi con i guelfi bolognesi (tra l’altro capitanati dal forlivese Fulcieri da Calboli). Altri dissapori si segnalano con Reggiana, Carpi e, più in generale, con ogni altra squadra emiliano-romagnola, Cesena compreso naturalmente.

Una nota cinematografica: nel capolavoro di Vittorio De Sica Ladri di Biciclette, i due protagonisti, padre e figlio, vengono superati proprio da un camioncino di tifosi gialloblù che si stanno recando allo stadio per assistere a Roma-Modena: quando il padre chiede “è una buona squadra il Modena?” il figlio risponde di no con un cenno del capo…

Per quanto riguarda l’aspetto gastronomico, a Modena c’è veramente il ben di Dio: le tigelle (o crescentine), lo gnocco fritto, ovviamente i tortellini (e qui il derby con Bologna continua…), il borlengo (addirittura nel vicino paese natale di Vasco Rossi, Zocca, esiste un museo dedicato a questa specie di crèpe) e la famosa Torta Barozzi, ideata dallo chef Eugenio Gollini alla fine del ’800 in onore dell’ omonimo architetto vignolese. Rispetto al bere, lo scettro va naturalmente al Lambrusco, ma segnaliamo anche il Sassolino, liquore tipico dalla consistenza viscosa e dal forte sapore di anice, buono da bere ma anche ottimo in pasticceria per aromatizzare biscotti e dolci.


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.calciocesena.com

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