Mister Lewis, “as sem stoff ad magnè dla foja cana”

Cesena-Siena
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CRONACHE DEL SETTORE O – Il blasone e le urla dei senesi non bastano, il Cesena vince e si mantiene in scia alle due emiliane

Vabbé, a Cesena fa freddo e nessuno ha voglia di sorbirsi due ore di glaciazione, però la partita è di cartello. Il Siena, senza che me ne vogliano i tifosi di squadre meno blasonate, non è né il Teramo né la Fermana, così si va allo stadio, come sempre, del resto.

Su consiglio della moglie, sempre vigile e paziente, ci bardiamo come cacciatori di foche al Polo Nord e si va. Il Settore O, come sempre, risponde compatto a questa che probabilmente sarà l’ultima di quelle interamente made in Romagna. Suvvia, tutto cambia, tutto si rinnova, tutto torna e ritorna… Proprio ieri, la signora del negozio mi ha confermato che ora vanno di moda le maglie col collo alto come portavamo negli anni ’70 e alla mia precisazione sul fatto che noi indossavamo spesso la camicia sopra alla maglia, lei ha ribattuto che anche ora c’è questa tendenza. Ma allora è proprio vero, tutto è nuovo, tutto è vecchio, tutto ritorna. Allora, rimane la speranza di tornare a calcare altri palcoscenici ed incontrare quelle squadre che incontravamo tempo fa.

Nel frattempo, proviamo a battere questo Siena che ci ricorda antiche gesta in campionati più importanti. E prepariamoci ad una nuova era, visto che uno yankee, probabilmente domani (oggi per chi legge), entrerà prepotentemente nel cda della nostra squadra e a noi non resterà che sperare che il suo obiettivo sia riportare la squadra bianconera agli antichi splendori.

Il Siena è squadra ostica, con buoni calciatori che non hanno trovato fino ad ora la quadra, con il terzo allenatore dell’anno che subentra prima ancora che sia terminato il girone d’andata. I primi minuti servono ai senesi per far vedere che esistono: pressing alto e diga a centrocampo, mentre i tre difensori fanno legna sulle gambe dei nostri. Ma come prevedibile, si sgonfiano e comandiamo noi, anche se le conclusioni non si contano perché in pratica non se ne creano.

I “diffidati” passano dal Settore O inferiore a quello superiore, così che il nostro, dopo la Curva Mare, sia il settore più popolato e rumoroso dello stadio. Niente da fare, finisce il primo tempo e non ci resta altro da fare che scaldarci con un buon vin brulè. A qualcuno comincia a segnare la spia della riserva, così il mister effettua qualche cambio. I toscani si fanno vivi di tanto in tanto, ma si segnalano solo per essere grandi urlatori, come era Gianni Morandi ai tempi di “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”: ad ogni buh dei nostri, loro ruzzolano a terra emettendo urla spaventose a cui l’arbitro ingenuamente abboccava, salvo rialzarsi subito in piedi appena ottenuta la punizione. La tattica non sortisce però effetti ed il Cesena con un perfetto assist di Favale (sempre lui) manda in gol il mitico Candela. Vantaggio meritato e ultimi minuti tirati via per far passare il tempo e portare a casa la quarta vittoria di fila in casa (vedi Bravo Cesena, ma manca ancora qualcosina (Eresie ep. 20)).

Ora mister Lewis tocca lei, le consegniamo una squadra terza in classifica che con pochi ritocchi potrebbe diventare protagonista di questo campionato e riportarci così a quegli antichi splendori di cui lei non saprà neppure che siano esistiti. Speriamo che si voglia e ci voglia fare questo grande regalo, perché noi siamo molto stanchi di questi bassifondi del calcio: “as sem stoff ad magnè dla foja cana” (erba di poco nutrimento) e saremmo pronti per tagliatelle, piadina e sangiovese a vagonate….


Immagine tratta dal sito www.sienafree.it

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