Missione compiuta

Condividi questo articolo
La sofferta vittoria per 1-0 contro il Novara ha consentito al Cesena di completare la missione per la quale ha lavorato tutto l’anno: rilanciare l’entusiasmo dei suoi tifosi, ricostruire la squadra dopo la disastrosa retrocessione della scorsa stagione, impostare una modalità di gioco su cui proseguire la crescita, lanciare qualche giovane e raggiungere la qualificazione ai playoff. Ebbene, con i primi obiettivi già acquisiti, mancava ancora il conseguimento di quello più importante dal punto di vista sportivo: con 65 punti in classifica (media 1,58 a partita) ed il vantaggio negli scontri diretti con il Novara conquistato proprio ieri, adesso almeno l’ottavo posto è garantito.
Nel salto in alto si direbbe che questa ottava posizione è la quota di entrata e non è affatto detto che ci si debba fermare qui. Anzi, le prossime partite potrebbero far in modo che l’asticella si alzi, migliorando la posizione finale e/o il traguardo raggiungibile (semifinale, finale). A questo punto è tutto nelle mani di Massimo Drago e dei suoi ragazzi che non devono più preoccuparsi di quello che faranno le concorrenti, tutto dipende dal Cesena e dai risultati che riuscirà a conseguire nelle prossime partite ed in particolare da quanto (e se) riuscirà a migliorare nelle partite esterne, decisive dato il format di questi playoff.
.
Come detto, la vittoria con il Novara, ancorché meritata, è stata molto sofferta: la consapevolezza di quanto la vittoria fosse indispensabile ha tenuto molto alta la tensione per tutto il pomeriggio e nemmeno il precoce vantaggio ad opera di un positivo Antonino Ragusa ha stemperato il pathos. Infatti, nonostante alcune buone occasioni create, un impreciso Cesena non ha trovato il raddoppio ed il timore che gli avversari potessero confezionare la beffa incombeva come un avvoltoio sul Dino Manuzzi e sulle persone che lo occupavano. Non che il Novara di Marco Baroni abbia creato chissà cosa, piuttosto sono stati i bianconeri stessi a mettersi in difficoltà da soli perdendo qualche pallone di troppo a centrocampo dove si è sentita l’assenza di Stefano Sensi e rischiando il disastro con un paio di incomprensioni difensive del giovanissimo trio Gomis-Caldara-Magnusson. Il calo fisico dell’ultimo quarto d’ora ha fatto il resto e la sofferenza sugli spalti è diventata insopportabile: nemmeno i cori gridati a gran voce riuscivano a sciogliere un po’ di quella tensione che si è dissolta solamente al liberatorio triplice fischio finale. Il sospiro di sollievo tirato in contemporanea delle migliaia di tifosi presenti ha avuto il potere di spazzar via le nuvole, sia quelle figurate che quelle reali e così è finalmente scattata la festa.
.
Gli auspici sono ovviamente diversi, però potrebbe essere stata l’ultima partita interna della stagione e non si poteva perdere l’occasione per salutare ed applaudire la squadra: i ragazzi hanno prima festeggiato tra loro al centro del campo, poi hanno condiviso la loro gioia con la curva e con il resto del pubblico che li ha sostenuti per tutti i 90′ (come del resto nelle altre 20 partite casalinghe). Mancava però ancora qualcosa, il tributo al Mister: Massimo Drago, fin lì defilato per lasciare il palcoscenico ai suoi giocatori, è stato richiamato in campo a gran voce ed una volta sotto la curva ha ricevuto la sua dose di cori ed applausi, a testimonianza incontrovertibile di quale sia il sentiment del tifo bianconero nei suoi confronti (la sua conferma non è scontata visto che le sirene della serie A pare abbiano iniziato a lusingare il tecnico calabrese che quindi potrebbe vacillare).
.
Sarebbe però un errore madornale pensare che tutto finisca qui. E’ vero che la partita di Avellino conta pochissimo (salvo clamorose sorprese, il Cesena sarà comunque settimo e giocherà in gara secca a Bari o a Trapani) e bene farebbe il mister a far riposare i “titolari” e tutti i diffidati per poter poi contare su una squadra fresca nel momento decisivo, ma la stagione continua ed ormai sappiamo bene che nel calcio nulla è impossibile. Certo, le probabilità ed i precedenti sono tutte contro di noi, ma io credo che sia sempre meglio giocarsi le proprie chance e perdere, piuttosto che starsene davanti alla tv a guardare gli altri giocarsele, per quanto piccole ed effimere possano essere !
.
Sperare non costa nulla ed in cuor mio, io conto di vedere ancora il Cesena al Manuzzi prima delle vacanze …
.
Foto: Luigi Rega (www.cesenacalcio.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.