La migliore di sempre: favolosa trasferta a Trapani

Trapani-Cesena Stadio
Condividi questo articolo

TIFOSI – Tra oltre 150 viaggi su e giù per l’Italia al seguito del Cesena, la trasferta di tre giorni a Trapani resterà per sempre nel mio cuore

Con il campionato di Serie C che sembra avviarsi verso la sospensione definitiva, come da proposta del Consiglio di Lega Pro che dovrà essere approvata in Assemblea e successivamente dagli organi federali (vedi Consiglio di Lega per lo stop definitivo della SerieC) e con l’ipotesi sempre più concreta che i tifosi possano tornare in uno stadio di calcio solo tra un anno, per il momento non ci resta che vivere di ricordi. Lo sapete, nei miei racconti delle trasferte al seguito del Cesena sono solitamente abituato ad evidenziare l’aspetto migliore e quello peggiore, quindi oggi vi racconterà la miglior trasferta vissuta fino ad ora, scelta tra gli oltre 150 viaggi su e giù per l’Italia, quella di Trapani.

Era la stagione 2016/17 ed il cavalluccio stava facendo un campionato senza infamia e senza lode, trascorso costantemente a metà classifica dopo essersi allontanato dalla zona rossa grazie ai risultati ottenuti in seguito al cambio in panchina, ma comunque con una salvezza ancora in ballo fino alle ultime giornate. Il calendario proponeva come penultima giornata il viaggio a Trapani, in un periodo quindi ideale, a metà maggio. Alcuni amici mi proposero l’idea di seguirli in questa avventura e, senza troppe esitazioni, accettai entusiasta, prenotando in anticipo un soggiorno dal venerdì al lunedì mattina. Loro erano abituati alle trasferte in aereo, visto che negli anni precedenti ne avevano fatte diverse in Sicilia, mentre per me sarebbe stata la prima volta, la seconda in assoluto che avrei viaggiato in aereo, dopo la gita scolastica a Madrid in quarta superiore. I giorni precedenti la partenza ero quindi piuttosto emozionato e non vedevo l’ora di essere sull’isola per godermi questa breve vacanza al seguito dei colori bianconeri.

Ci ritroviamo all’alba di venerdì 12 maggio davanti al Dino Manuzzi ed in auto raggiungiamo l’aeroporto di Bologna, dove alle 8,45 parte il volo diretto a Trapani. Sull’aereo incontriamo qualche viso conosciuto, tifosi che come noi hanno anticipato la partenza, mentre la maggior parte del tifo organizzato partirà solamente il sabato mattina. In poco più di un’ora siamo a destinazione e, dopo esser usciti dal piccolo aeroporto, con un taxi raggiungiamo il B&B per sistemarci e lasciare i bagagli. Avevamo la fortuna di aver con noi qualcuno che era già stato a Trapani, sempre in occasione di partite del Cesena ed il B&B era quindi in posizione strategica, a due passi sia dal centro città che dal mare.

Fattosi ormai mezzogiorno, decidiamo di andare a cercare un posto dove poter assaggiare qualche delizia tipica dello street food siciliano, trovando un negozietto dove sfornavano panelle e arancini, una vera bontà, certo non paragonabili a quelli che si trovano dalle nostre parti (e tra l’altro pure a prezzi inferiori…). A pancia piena abbiamo pensato a come trascorrere il pomeriggio e la scelta è stata piuttosto facile, ovviamente in spiaggia! Dalla nostra posizione abbiamo percorso a piedi più di un chilometro prima di trovare uno stabilimento balneare, notando subito la differenza rispetto alla nostra riviera, con spazi molto più ampi e lasciati alla predominanza della natura. Trovato un luogo che ci sembrava carino ed accogliente, ci siamo fermati e noleggiato lettini e ombrellone, anche se in realtà il sole era nascosto dietro le nuvole e tirava abbastanza vento. Dopo un’ora ci raggiunge anche un amico che avevamo incontrato sull’aereo e così decidiamo di fare l’aperitivo, poi arriva pure un gruppo di una decina di ragazze polacche in vacanza e a quel punto è baldoria vera, con musica a palla e brindisi vari. Al calar del sole, con un tasso alcolemico già discreto e la prima tintarella della stagione addosso, torniamo al B&B e la sera andiamo a cena in un ristorante di pesce in centro, assieme ad altri nostri amici che alloggiavano già da qualche giorno a Trapani per vacanza di una settimana.

Il sabato mattina, giorno della partita (prevista come posticipo delle 18) torniamo in spiaggia con altri amici e dopo un ottimo pranzo sempre a base di pesce, decidiamo di andare a visitare Erice, il cui borgo antico si trova in cima al monte che sovrasta la città di Trapani, non prima di passare dal B&B a cambiarci: il trolley si era però bloccato e non riuscendo più ad aprirlo, sono dovuto rimanere vestito com’ero. Siamo arrivati in cima con l’unico modo possibile, la funivia, e abbiamo fatto un giro veloce scattando foto del meraviglioso panorama (sfoggiando ovviamente la sciarpa bianconera) e fermandoci a bere qualcosa. Quando mancava circa un’ora e mezza all’inizio della partita, ci siamo incamminati verso la stazione della funivia per tornare a valle e raggiungere a piedi lo stadio, proprio sotto il Monte Erice.


Esattamente in quegli istanti si stavano concludendo gli altri match della giornata di Serie B e, facendo due conti, capimmo che eravamo già matematicamente salvi ancor prima di scendere in campo, cosicché per noi sarebbe stata una partita dal significato pressoché nullo, mentre i nostri avversari avevano ancora un disperato bisogno di punti salvezza. Arrivati allo stadio entriamo e ci uniamo agli altri 100 e passa cesenati, formando un bel gruppo colorato nella piccola tribunetta in metallo a noi riservata. Chi mi vede spalanca gli occhi e mi chiede cosa mi sia successo, capisco allora di aver preso davvero una bella scottatura, tant’è vero che avevo braccia e gambe di color bordeaux… Evidentemente, seppur non ci fosse mai stato un sole da spaccar le pietre, in quelle due giornate la mia pelle, senza alcuna protezione, ne aveva risentito.

Inizia la partita e si vede subito che giochiamo in maniera disinvolta per via della salvezza già in tasca, così passiamo in vantaggio dopo 20 minuti con una punizione calciata da Ciano, ma i padroni di casa non ci stanno e pareggiano dopo 15 giri di lancetta, cosicché la prima frazione si conclude in parità, non prima di una traversa colpita dai nostri, per l’occasione in maglia giallo fluo. Nel secondo tempo i granata attaccano con veemenza, ma non riescono a trovare il vantaggio perché Agliardi si oppone bene in più circostanze e, per assurdo, al minuto 84 con un’azione in contropiede facciamo gol con Rodriguez e alla fine vinciamo la partita 2-1. Inutile dire che le proteste del pubblico di casa sono feroci, accentuate dal fatto che siamo amici dei palermitani (loro acerrimi rivali) e che essendo già salvi avremmo dovuto lasciar strada libera. Ma la nostra squadra non ha rubato nulla ed anzi ha onorato l’incontro com’è giusto che sia. All’uscita dal campo, i nostri calciatori sono venuti sotto il nostro settore per ricevere i meritati applausi, regalando maglie e pantaloncini: anch’io sono riuscito a prenderne una, aggiungendo la ciliegina sulla torta, essendo un collezionista di cimeli del Cesena.

Rientrati al B&B, per fortuna i miei amici sono riusciti ad aprire il mio trolley, cosicché ho potuto finalmente cambiarmi e siamo usciti per andare a cena in un ristorante in centro, mangiando ancora una volta prelibatezze della cucina locale. Dopo cena abbiamo fatto una camminata, ammirando la bellezza di questa città bagnata dal mare, i suoi monumenti e le mura antiche, concludendo la serata con un aperitivo in un locale, dove il proprietario ha fermato la musica per salutare noi di Cesena. Inutile dire che la nottata sia stata un incubo per me, col dolore della scottatura che aveva iniziato a farsi sentire sul serio…

Il mattino seguente ci siamo svegliati di buon’ora, perché avevamo previsto di andare a Favignana, un’isola a circa 7 chilometri da Trapani, facente parte dell’arcipelago delle Egadi. Abbiamo quindi raggiunto il porto e ci siamo imbarcati sul traghetto che ci ha condotto in questa sorta di paradiso terrestre. Appena arrivati abbiamo noleggiato delle biciclette e abbiamo girato in lungo e in largo, ammirando gli splendidi paesaggi immersi nella vegetazione, aldilà dei quali si nascondono spiagge mozzafiato, con la sabbia chiara e l’acqua del mare cristallina. Trovata una spiaggia che ci piaceva, ci siamo fermati e, dopo aver assistito alla liberazione di una tartaruga curata da esperti, abbiamo pranzato in riva al mare. Ovviamente io, per tutta la giornata, sono stato il più possibile sotto l’ombrellone al riparo dal sole, per non peggiorare la situazione.

Verso sera siamo rientrati a Trapani, visto che due di noi avevano il volo di ritorno in nottata e perciò, dopo averli salutati, noi tre rimasti abbiamo passato la serata in centro, gustando un’ottima pizza. Il nostro volo era invece previsto per le 10,30 del lunedì e così, dopo aver fatto i bagagli, ci siamo a malincuore avvicinati all’aeroporto ed abbiamo lasciato la Sicilia dopo un soggiorno breve ma ricco di esperienze, luoghi, persone e sapori davvero unici. Siamo atterrati a Bologna verso mezzogiorno, per poi far rientro a Cesena consci di aver vissuto un’ esperienza da raccontare.

Ecco, per tutti questi motivi, ritengo questa trasefrta la migliore di sempre, ovviamente senza considerare quelle in cui abbiamo festeggiato una promozione, fin troppo facili da scegliere… Un ricordo stupendo che porterò sempre dentro e che a distanza di quasi tre anni mi ha fatto estremamente piacere rivivere, anche se, una volta a casa, ho dovuto usare il cortisone per curare la pelle bruciata e ci sono voluti mesi prima che scomparissero del tutto i segni. Ma di sicuro ho imparato la lezione e l’anno successivo a Palermo (sempre a metà maggio) mi sono portato la protezione 50, evitando brutte sorprese.

Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

One Comment on “La migliore di sempre: favolosa trasferta a Trapani”

  1. Non saprei cosa scegliere, di Trapani. Se il mare delle Egadi (visitate anche l’ultima, se potete, Marettimo è un sogno) oppure il pane cunzatu (con quei meravigliosi pezzetti di acciughe, pomodori, formaggio primo sale…) o le busiate (piatto di pasta incredibile, preferibilmente col pesce, ma non è detto). Erice è magica, San Vito Lo Capo caraibica, insomma sono innamorato del Trapanese. Ma quel giorno io non c’ero, allo stadio perchè il mio volo (tour della Sicilia con amici) era finito il venerdì sera. E il venerdì pomeriggio, nell’ultima un po’ malinconica tappetta prima della partenza, chi ti avevo incontrato alle saline? Il mitico Ago e un bel gruppo di tifosi del Cavalluccio, carichi a palla e pronti per andarsi a cuocere con un bel giro in barca (appunto). Che sole, quel giorno! Piena estate… La malinconia se ne è andata come per incanto e anche le saline si sono colorate di bianconero. Forza Cesena e grande Trapani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *