La strana metamorfosi del Cesena vista dal Settore O

Cesena-Isernia
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CRONACHE DEL SETTORE O – Contro l’Isernia, un Cesena dapprima arruffone ed impreciso si trasforma e con il passare dei minuti diventa cinico e spietato

Ad otto giornate dalla fine, un’altra vittoria è stata messa in saccoccia e questo è l’importante, ma, come purtroppo accade ultimamente, solo dopo aver sofferto e regalato la parte iniziale della partita all’avversario di turno, in questo caso l’Isernia. Il settore “O”, notoriamente di cuore debole, si chiede perché i ragazzi partano così contratti e nervosi ed abbiano bisogno di subire il gol per rimboccarsi le maniche e far partire il motore, che poi ruggisce in salita, per finire in scioltezza cogliendo la vittoria. Vorremmo capire perché il nostro Cesena parte così scoordinato e timido: ma non dovevano essere gli altri ad essere intimoriti dal Dino Manuzzi?

C’è chi dà la colpa al sole basso che così basso non era mai stato ed ha accecato Chiccone Agliardi, sembra che avesse dimenticato il cappellino a casa e in tutto lo stadio non si è trovato nessuno che glielo prestasse. C’è chi dice che a Mario Noce sia stato proposto di tornare al centro, ma che lui voglia invece rimanere sulla fascia a saltare l’uomo e, prima di capire che non è pane per i suoi denti, debba perdere il pallone almeno una decina di volte. Qualcun altro ha pensato che Simone Tonelli, dopo l’amore che gli hanno dimostrato i tifosi forlivesi, voli sul prato dimenticando di calciare la palla. Altri pensano che Francesco Campagna, alle prese con le lezioni per l’esame della patente automobilistica, faccia un po’ di confusione con i sensi unici e i sensi vietati andandosi ad infilare in vicoli ciechi.

Ma per fortuna che c’è Danilo Alessandroche da solo gioca a biliardo, ci fa tanta compagnia, è il migliore che ci sia”. Giorgio Gaber a parte, Alessandro spadroneggia dall’inizio alla fine e meno male, perché quando tutti si sono accorti di cosa stia facendo da solo, allora scatta qualcosa, si mettono in fila e cominciano a triturare l’avversario di turno. Purtroppo però l’avversario non si chiama sempre Isernia: a Forlì ci sono riusciti solo al 94° minuto e su calcio di rigore, a Recanati non ci sono riusciti proprio, mentre con la Sangiustese si sono dovuti accontentare del pareggio. Ma ecco l’ideona: i ragazzi credono al mister, hanno fiducia in lui, allora lui dovrebbe dire loro prima di entrare in campo che partono da 0-1 poiché la LND, vista la manifesta superiorità, ha deciso che le nostre partite comincino da sotto di un gol.

Allora sì che vedremmo undici mastini imperversare per il campo dal pronti via e triturare gli avversari senza pietà, risparmiando a noi poveri cardiopatici una caterva di medicinali…


Foto di Luigi Rega tratta dalla pagina www.facebook.com/calciocesenafc

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About Marco Pollini

Marco (Gaio Jack) Pollini, ex tassista Cesenate, da diversi anni operatore all’accoglienza (albergatore) a Cervia. Marito e padre di tre ragazze, appena può, fin dalla tenera età frequenta i gradoni dello stadio “la Fiorita” per l’altro suo amore: il Cesena. Con l’aspirazione mai sopita di scrivere, ha fatto tesoro del motto stampato sul muro della caserma dove ha svolto il servizio militare che recitava: “l’impossibile non esiste” e così oggi alla sua non più giovane età collabora con “Cesena Mio” raccontando qualche aneddoto dagli spalti del Manuzzi dal mitico settore “O”.

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