Tre mental coach sono il segreto del Cesena

Cesena-Ancona
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OPINIONI DI UN DIVANO – Sono l’equivalente del Te Ati (Nuovo Raccolto) e del Cynarone. Sono i tre maghi che stanno trasformando il Cesena

Quanto durerà non è dato saperlo, ma il valore aggiunto del Cesena 2021/22 mi pare possa essere individuato nella tranquillità, nella calma con la quale affronta le partite. Nonostante la giovane età dei giocatori, non capita spesso di vedere attacchi di isteria collettiva, falli da cartellino rosso, obnubilamento cerebrale, risse da curva veronese. Diciamo la verità, quasi mai. I più attaccabrighe sono i vecchiacci come Caturano e Ardizzone, ma ci sta, serve anche quello, in campo.

I tre piloti

Il merito sta nel manico, anzi nei tre formidabili mental coach che pilotano la squadra magistralmente, ognuno dalla sua postazione. Il primo e più nascosto agli occhi del mondo è il grande Antonioli,  il portiere più tranquillo e sereno che abbia mai visto giocare e che ora si occupa di allenare gli estremi difensori. Ne consegue, ovviamente, che un portiere dalla carriera, diciamo, altalenante fino a poco tempo fa, si sia trasformato in un pilastro mentale della squadra. Parlo, naturalmente, di San Nardone, le cui doti tecniche non sono da serie A, ma quelle mentali certamente sì. È lui il secondo mental coach dei bianconeri. Esagero? Forse sì, forse no. Ma avete visto con quale tranquillità attraversa le tempeste difensive, anche quando l’assedio si fa duro? Con ogni probabilità la sua capacità di mantenere equilibrio e calma ha contagiato non solo i bambini della difesa, ma anche i pali, come ben dimostra l’ultima partita contro la Reggiana (vedi Analisi di tutte le pagelle di Reggiana-Cesena). E Benedettini, quando ha sostituito Nardi fuori uso per un virus? Stessa calma, stesso ordine, stessa capacità di stare tranquillamente fra i pali. Non sarà un caso se Antonioli allena anche lui…

Te Ati e Cynarone

E infine, il Grande Regista. Tutti gli umani sbagliano, anche l’allenatore (unica eccezione Mourinho, a sentir lui), ma vi ricordate di avere visto Viali fuori di testa per un risultato, per un errore, per un disastro arbitrale? La mia poca memoria non mi fa ricordare espulsioni o atteggiamenti aggressivi del nostro coach. Per qualcuno sarà un difetto, non abbastanza rissoso per soddisfare i Cinghialisti Anonimi, ma per il Divano rappresenta “la forza dei nervi distesi”. Quella di Te Ati Nuovo Raccolto (questa è per gente di antico pelo come me), quella di Jannik Sinner (il bambino master di tennis), quella del Carciofone Cynar con Ernesto Calindri in mezzo alla rotonda.

Premesse e promesse

Wow, se queste sono le premesse, la strada promette di essere lunga s.s. (salvo sfighe); chi entra, brocco, semibrocco o campioncino, dà tutto, convinto di far parte della terza categoria (non “quella” con le maiuscole). La calma è quella che ci permette di uscire indenni da tante trasferte, affrontate sempre con la serena consapevolezza di poter portare a casa la pelle, Andiamo, allora! Non abbiamo tremato con la Reggiana, non ci siamo schiaffeggiati dopo il pareggio contro la Pistoiese, non ci siamo esaltati dopo il Pescara. Questo fenomeno ha un solo nome: equilibrio. Una squadra equilibrata può andare molto, molto lontano perché sa che non sempre si può vincere, ma che, anche in questo caso tragedie non servono e si continua in un meraviglioso piccolo grande sogno che ci fa ritornare con la mente ai bei tempi andati. Chissà. Piedini per terra e testa alta. I nostri tre piloti hanno portato il Cesena molto più in alto di quanto potessimo immaginare e non è certamente finita qui. Ad maiora!


Immagine tratta dal sito www.calciocesena.com

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