Matelica: una compagine antica, ma esordiente in Serie C

Matelica-Cesena 2018
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AVVERSARI – Con due soli (ma memorabili) precedenti contro il Cesena, Matelica e la sua squadra sono ancora avversari tutti da scoprire

Nell’ anno in cui il Cesena vinceva lo spareggio di Latina e, contro ogni più rosea previsione, conquistava per la tredicesima volta la massima serie, il Matelica disputava il primo campionato di Serie D della sua, va detto, lunga storia. Fino ad allora, solo categorie inferiori, dunque, nei precedenti novantadue anni di storia della compagine marchigiana che, quest’anno, può festeggiare un altro storico traguardo, la prima volta tra i professionisti. Congratulazioni dunque, benvenuti, e scusate se, proprio a causa nostra, lo champagne è dovuto rimanere in fresco un anno in più…

Quando il Matelica gioca in casa in effetti è comunque in trasferta, perché l’impianto casalingo non è stato ritenuto idoneo per i canoni della Serie C e dunque si è reso indispensabile il trasferimento nel glorioso Helva Recina, lo stadio della Maceratese sito nel capoluogo di provincia. Il seguito di tifosi è piuttosto ridotto e molto geolocalizzato (parole di Wikipedia, ambasciator non porta pena…), ma ad ogni modo sussiste una certa rivalità con Civitanovese, Jesina, Tolentino e Recanatese.

Papa Sisto V diceva che “se a Matelica chiudessero le porte, sarebbe un manicomio”: oggi che le porte non ci sono più, esiste la possibilità di ottenere una sorta di “patente di matto” girando dodici volte intorno alla fontana di Piazza Enrico Mattei: proprio il fondatore dell’ENI, che in città visse e per essa si prodigò. L’imprenditore è sepolto a Matelica, dopo il tragico e mai del tutto chiarito incidente aereo che lo portò via a neanche sessant’anni.

Un’altra curiosità è la presenza del cosiddetto Globo di Matelica, una sorta di orologio solare dell’antichità consistente in una grande sfera di marmo, rinvenuto a metà degli anni ottanta: si tratta di un’opera di origine greca e, ad oggi, non si è trovata una spiegazione del perché in città si trovi un oggetto del genere.

Parlando di cibo, citiamo le tagliatelle al sugo di papera, i già noti vincisgrassi e, tra i dolci, la fustenga (una torta bassa ai cereali con fichi, mele, noci, rum e alchermes) e la cosiddetta “pizza di Pasqua”, che in realtà assomiglia a un panettone. Ma il punto di forza del territorio è il vino, con una menzione particolare al Verdicchio di Matelica, primo riconosciuto DOC delle Marche e diverse volte classificato tra i primi posti in Italia ed in Europa nelle varie competizioni: bianco di grande struttura e persistenza, tanto da essere definito dagli estimatori “il rosso vestito di bianco”.


Immagine tratta dalla pagina facebook www.facebook.com/ssmatelicacalcio

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