Marco Pantani per sempre uno di noi!

Marco Pantani
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LO SPUNTO – Oggi avrebbe compiuto 50 anni lo sportivo romagnolo più amato di sempre, il pirata Marco Pantani

E’ sempre difficile commemorare un grande campione, un eroe sportivo al quale siamo legati ed al quale abbiamo voluto molto bene. Si rischia sempre di cadere nella retorica e ripetere per l’ennesima volta quello che già è stato detto e ridetto. Eppure qualcosa bisogna pur scrivere, si tratta del più celebre sportivo figlio di Romagna ed il suo cinquantesimo compleanno non può e non deve passare inosservato. Ovviamente si parla di Marco Pantani, il Pirata.

“Come te nessuno mai” è la prima cosa che mi viene in mente. Probabilmente non il più grande, certamente non il più vittorioso, ma di sicuro il più amato dalla gente: per me e per moltissimi altri, in Italia e nel mondo, Marco Pantani non era solo un ciclista, ma era il ciclismo. Dopo di lui nessun altro mi ha più emozionato come mi succedeva a fine anni ’90, quando in pieno luglio la spiaggia di Cesenatico si svuotava e tutti correvamo davanti al televisore più vicino per guardare Marco scalare l’Alpe d’Huez, il Tourmalet o il Galibier. Località diventate celebri in Romagna grazie al Pirata, assieme a tante altre come Oropa o Montecampione, tutte indissolubilmente legate al mito di Pantani o Pantanì, come lo chiamavano al di là delle Alpi dove era amato tanto quanto al di qua.

La storia, le imprese e le vittorie di Marco sono conosciute e celebrate, ricordate ed ancora applaudite quando vengono riproposte. Anch’io me le riguardo con grande nostalgia e ripenso alle tante volte in cui sono stato presente sulla strada per attenderlo, incoraggiarlo ed applaudirlo. Mi faceva sentire orgoglioso della Romagna, mi faceva amare il ciclismo e persino le infinite attese a bordo strada. Non dimenticherò mai il boato di quando ci sfrecciava accanto e, magari, si involava verso la vittoria. “Il ciclismo mi mancherà, ma anche io mancherò al ciclismo”. Niente di più vero caro Marco. E soprattutto manchi ai tifosi tutti ed alla gente di Romagna. Manchi a me…

Un paio di anni fa, Cesena Mio aveva parlato con Mamma Tonina. Trattandosi di una testata che racconta del Cesena, le avevamo chiesto del rapporto di Marco con la squadra bianconera, nonostante fosse tifoso del Milan: “Beh, anche il Cesena era la sua squadra, allo stadio ci andava quando era a casa, libero dai vari impegni. Questa passione non saprei come è nata, semplicemente perché siamo romagnoli e ci si tiene alla squadra di casa. Non ricordo se avesse un idolo tra i calciatori bianconeri. Cosa provo nel vedere che a distanza di anni i tifosi lo ricordano sempre? Credo che Marco in questo mondo abbia lasciato un segno, credo abbia dato tanto allo sport ed anche fuori. Poi la gente ormai ha capito la porcata che gli hanno combinato a Madonna di Campiglio: lo hanno trattato come un delinquente, è una vergogna. Per conoscere un briciolo di verità ci ho impiegato dodici anni, ma alla fine tutto è caduto in prescrizione, un’altra vergogna. A Rimini gli hanno tolto la vita: ci sono ancora tante cose che devono spiegare. Detto questo, viva il Cesena. Sempre nel cuore”.


Immagine tratta dal sito www.cyclingweekly.co.uk
Intervista raccolta da Ivan Zannoni

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