Mantova: stato di forma, aneddoti e curiosità

Analisi pagelle Mantova-Cesena
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AVVERSARI – All’andata, il Cesena si impose 4-0 a Mantova: un successo però “invisibile” ai più a causa della fitta nebbia calata sul Martelli

La rinvigorente vittoria contro il Gubbio aspetta una conferma e per il Cesena l’occasione arriva proprio domani nello scontro contro chi, all’andata, ci diede una delle soddisfazioni migliori: difficile infatti dimenticare lo 0-4 di Mantova, che coincise tra l’altro con la quinta vittoria esterna stagionale, confermando come, in una stagione in cui il pubblico è assente, il  fattore campo diviene decisamente meno decisivo…

Un ricordo personale: questa è stata la prima partita della mia vita che ho deciso di acquistare su Sky e, naturalmente, non vidi quasi nulla a causa della fitta nebbia che avvolse il Danilo Martelli dall’inizio alla fine della partita (ma che servì se non altro da spunto per una vignetta). Da segnalare quel giorno senz’altro le prove di Steffè e Capanni (autori delle prime due reti), così come quella di Favale in esponenziale crescita, mentre a voler cercare il pelo nell’uovo i meno brillanti risultarono Koffi ed il subentrato Ricci: i gol di Russini e l’autorete di Zanandrea andarono infine a completare il poker (vedi Mantova 0-4 Cesena, le pagelle di Cesena Mio).

A parte una parentesi orribile nel mese di febbraio (tre sconfitte consecutive con ben 12 gol al passivo), il campionato del Mantova è sempre stato molto equilibrato e non sorprende quindi la sua attuale posizione a metà classifica: 12 vittorie, 10 pareggi e 11 sconfitte per un totale di 46 punti. Una sola battuta d’arresto nelle ultime 7 gare (0-1 contro la FeralpiSalò) e la vittoria esterna 0-2 di tre giorni fa a Ravenna fanno dei virgiliani una squadra da prendere attualmente con le molle.

L’autore dell’inno dei biancorossi è Dave Rogers, che la rete segnala come il “padre” dell’eurobeat, ossia un genere musicale derivato dalla italo disco degli anni ’80, che vide tra gli esponenti di spicco Gazebo, Sandy Marton, Spagna e i Righeira, oltre ai Fratelli La Bionda tra i principali produttori, mentre a livello internazionale fu più volte associato a gruppi come i Pet Shop Boys.

Tra i calciatori che hanno vestito la maglia del Mantova si può ricordare Marco Bernacci, che lasciò il Cavalluccio proprio in favore dei biancorossi per rimanervi per una sola stagione (6 reti in 31 presenze), ma anche un ottimo portiere del recente passato come Pierluigi Brivio, che si fece notare soprattutto nei 6 anni al Vicenza. Tra gli allenatori, memorabile il periodo d’oro di Mimmo Di Carlo, che dal 2003 al 2007 condusse il Mantova dalla Serie C2 fino alla finale playoff per la promozione in Serie A, “rubacchiata” dal Torino che venne promosso solo in virtù del miglior piazzamento in classifica (3° contro 4°) dopo che le due partite si conclusero 4-2 a Mantova e 3-1 a Torino tra le polemiche dei tifosi e soprattutto quelle dell’allora presidente Lori. Sempre in tema di allenatori, esordì sulla panchina virgiliana addirittura Edmondo Fabbri, la cui carriera lo portò fino alla Nazionale, anche se l’epilogo fu piuttosto inglorioso: la sua ultima gara, infatti, coincise con la tristemente famosa sconfitta contro la Corea del Nord alla Coppa del Mondo disputata in Inghilterra del 1966 e la conseguente eliminazione. Al ritorno in Italia, Fabbri rincarò la dose addossando la colpa ad una fantomatica sostanza dopante che sarebbe stata somministrata ai giocatori dall’allora capo delegazione Artemio Franchi (sì, quello dello stadio di Firenze): questa dichiarazione lo portò ad una squalifica di sei mesi, anche se successivamente tornò ad allenare, anche a buoni livelli, fino ad una nuova squalifica quando, ai comandi della Pistoiese, dopo una sconfitta contro l’Inter, definì l’arbitro Arnaldo Prati “un noto  incapace, un ambizioso incompetente, vittima di sudditanza psicologica verso le grandi”: questo rappresentò il capolinea della sua carriera.


Immagine tratta dal sito www.calciocesena.com

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