La maglia è molto più di un pezzo di stoffa…

Maglia Cesena
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LO SPUNTO – Per motivi extra calcistici, la maglia del Cesena è stata recentemente al centro del dibattito. Ora, proviamo a rimetterla al suo posto

Circa un mese fa, quando nessuno immaginava che la maglia del Cesena sarebbe potuta diventare la “pietra dello scandalo” di una contesa politica, come invece accaduto la scorsa settimana, il nostro collaboratore spagnolo Jaime Mariño ha scritto bellissime parole per raccontare cosa rappresenta per lui la maglia della squadra del cuore (vedi  Amore infinito nei confronti della maglia): “qualsiasi amante del gioco del calcio sa che la maglia della propria squadra del cuore è molto più di un pezzo di stoffa. È un emblema che i giocatori ma anche i tifosi stessi indossano con orgoglio. A volte sono esteticamente belle, altre brutte, in qualche circostanza può rappresentare uno scudo contro i mali della vita. Il tifoso si veste con i suoi colori di appartenenza e sembra che nulla di brutto possa raggiungerlo, come una pozione magica che gli dia forza e coraggio”.

Impossibile non condividere queste parole e dunque diventa inaccettabile che la maglia della propria squadra del cuore possa diventare un trofeo per vicende che nulla hanno a che vedere con il calcio, a prescindere dallo schieramento politico che ciascuno sostiene come libero cittadino. La maglia è la maglia ed appartiene alla città ed ai tifosi, a tutti. Io poi, mi emoziono tutte le volte che dagli spalti del Dino Manuzzi parte la strofa “quella maglia che portate è il mio sogno da bambino”  perché è pura verità e mi fa tornare in mente i tempi in cui al campetto dietro casa gli altri erano Platini, Rossi o Altobelli ed io “solo” Walter Schachner

Ecco allora che quest’oggi voglio rimettere idealmente al suo posto la maglia del “mio” Cesena. Rimetterla nella storia, là dove merita di stare. Ma anche nel cuore e nei ricordi dei tifosi, di tutti i tifosi che l’hanno amata e che continuano a farlo, in Serie A, così come in D…

Per farlo, ricorro allo splendido lavoro di “Graficamente Calciofili”, una costola di “Romanticamente Calciofili”, un gruppo di ragazzi con la passione per il calcio che si diletta nell’elaborare graficamente le divise indossate nel corso degli anni dalle squadre italiane. Ho scelto il periodo a cavallo degli anni ’80 e ’90 (precisamente dal 1982 al 1996), anni spesso ricchi di soddisfazioni per il Cesena, ma anche di qualche delusione, che hanno visto militare in bianconero grandi giocatori. L’esposizione grafica è completata con qualche annotazione di tipo storico-statistico per contestualizzare la stagione sportiva in cui ciascuna maglia è stata utilizzata.

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Questa maglia realizzata da Adidas e sponsorizzata F.lli Dieci fu utilizzata nella stagione 1982/83, quando il Cesena disputò il campionato di serie A, chiudendolo al 15° e penultimo posto. Fu quindi indossata anche dal bomber austriaco Walter Schachner che in quella stagione disputò incredibilmente tutte le partite (30 di campionato e 7 di Coppa Italia) realizzando 11 gol (8 in campionato e 3 in Coppa). In quella sfortunata stagione l’attacco era completato da Oliviero Garlini e da un giovanissimo Massimo Agostini, appena diciottenne.

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Questa maglia realizzata da Adidas e sponsorizzata Orogel fu utilizzata nella stagione 1987/88, quando il Cesena disputò nuovamente il campionato di serie A all’indomani dell’indimenticabile spareggio di San Benedetto del Tronto di cui ricorreva il trentennale alcuni giorni fa. L’allenatore della squadra era l’esordiente Alberto Bigon, proveniente dalla Reggina, che condusse i bianconeri ad un’ottima nona posizione. Facevano parte di quella straordinaria squadra giocatori come Sebastiano Rossi, Davor Jozic, Lorenzo Minotti, Alessandro Bianchi e Ruggiero Rizzitelli, oltre all’indimenticato capitano Agostino Di Bartolomei. Una curiosità riguardo quel campionato: il Cesena riuscì a realizzare il suo primo gol solamente alla sesta giornata (1-1 ad Avellino, gol di Bianchi), dopo tre sconfitte e due pareggi casalinghi per 0-0.

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Questa maglia realizzata da Adidas e sponsorizzata Amadori fu utilizzata nella stagione 1990/91, quando il Cesena disputò il campionato di serie A terminando al 17° e penultimo posto, nonostante la presenza di giocatori come Davor Jozic, Amarildo e Silas. Fu l’anno del doppio cambio di allenatore, da Marcello Lippi a Giampiero Ceccarelli e da questi a Alberto Batistoni, ma non si trovò mai la giusta alchimia e la squadra retrocesse. Tuttavia, seppur in un’annata da dimenticare, resta la soddisfazione di una doppia vittoria nel derby contro il Bologna: 0-1 al Dall’Ara con gol di Massimo Ciocci e 3-2 alla Fiorita (doppietta di Amarildo e gol vittoria di Ciocci al 86′).

maglia-3Questa maglia realizzata da Adidas e sponsorizzata Olidata fu utilizzata nella stagione 1995/96, quando il Cesena disputò il campionato di serie B. Fu quindi indossata, tra gli altri, dal bomber Dario Hubner che in quella stagione realizzò ben 22 gol in campionato. Alla fine della stagione i bianconeri si posizionarono decimi in classifica e misero in mostra qualche buon talento che di lì a poco avrebbe spiccato il volo come Gianni Comandini e Claudio Rivalta appena diciassettenne. Di quel campionato si ricorda una poco onorevole sconfitta 6-1 sul campo dell’Hellas Verona, oltre ad un doloroso 2-3 casalingo contro il Bologna.


Si ringrazia romanticamentecalciofili.wordpress.com per le immagini

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