Legnago Salus, un avversario del tutto inedito

Legnago Salus
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AVVERSARI – Prima sfida in assoluto tra Cesena e Legnago Salus: iniziamo a conoscere questo nuovo avversario attraverso alcune curiosità

Alzi la mano chi sa dov’è Legnago (senza “googolare” please): esatto, nemmeno io. E qui sta il bello di scrivere la rubrica sugli avversari: ci si fa una cultura. Ad esempio, non sapevo che il “nostro” Pierluigi Cera fosse originario proprio di questo piccolo comune veneto (provincia di Verona, a proposito), anche se probabilmente il personaggio più illustre a cui Legnago ha dato i natali è Antonio Salieri, celeberrimo compositore nonché precursore di quella che oggi viene definita la “macchina del fango”, visto che tutti pensano che abbia ucciso Mozart (e non è vero).

In città, sarò franco (anzi, sincero), non ci sono troppe cose da vedere ma, se vi capiterà di farci un giretto, almeno non perdetevi il Torrione, curiosa struttura, residuo delle antiche mura cinquecentesche, che fu anche prigione. Parlando di cose serie, a Legnago si mangia ovviamente in linea con quanto già scritto in precedenti articoli localizzati nel veronese, ma nel dettaglio mi piace citare la zuppa di trippa (prendo il bicarbonato solo a scriverlo), il risotto ai finocchi e il “manai”, ovvero fagioli bolliti in ammollo con ossa (non meglio specificate…), mischiati con cipolla, lardo, uvetta e farina gialla. Ho provato ad incrociare i dati tra i migliori ristoranti della città e i migliori solo a pranzo, riscontrando che coincidono con gli stessi posti: questo mi dice che a Legnago si mangia bene soprattutto a mezzogiorno e, in seconda battuta,  che è meglio farlo da Pinos. E qui si chiude l’articolo… Ah no, scusate, dimenticavo.

Allora, il Legnago detiene forse il record assoluto di ragioni sociali adottate nel tempo: Legnaghese, Liberi calciatori, Valerio Valery, Legnago, Salus, Isothermo, Riello. Con così tanti sponsor nel nome da apparire una squadra di basket piuttosto che di pallone. Altra rarità, questa è probabilmente l’unica squadra ad essersi chiamata con il nome di un gerarca fascista, poi fucilato (Valeri, appunto). In ogni caso, non si può dire, a onor del vero, che si tratti del club col palmares più scarno del campionato, perché a differenza del Matelica, i veneti la Serie C l’avevano già vista nel 1946.

Infine, tra gli ex giocatori (o allenatori, non ci formalizziamo) passati in biancoceleste, si segnalano il portiere Matteo Guardalben, Luigi Menti (nipote del granata Romeo, una delle vittime di Superga), Ezio Rossi e Armando Fiorini, di nuovo un estremo difensore, noto agli almanacchi per essere stato il più giovane a respingere un rigore in Serie A (col Modena, a 17 anni e 3 mesi).


Immagine tratta dal sito www.legnago24.com

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