Dalla Champions alla Lega Pro: la parabola di Simone Ganz

Simone Ganz
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FIGURINE – Figlio d’arte, Simone Ganz ha ereditato dal padre l’estrema facilità di andare a rete, seppur ad un livello decisamente inferiore

In attesa di Cesena-Mantova di domani, una sfida che in altri tempi sarebbe stata un bel ritrovo tra tifoserie amiche, scoviamo il protagonista della nostra rubrica, che non può che essere l’attaccante biancorosso classe 1993 Simone Ganz. Un cognome che salta subito all’occhio, visto che il bomber del Mantova appartiene alla cerchia dei cosiddetti “figli d’arte”: suo padre Maurizio, anch’egli attaccante (e che attaccante!), ha infatti vestito maglie molto prestigiose come quelle di Sampdoria, Parma, Brescia, Atalanta, Milan, Inter e Fiorentina, meritandosi anche il soprannome di “el segna semper lù”.

Il giovane Simone è partito dal Milan, la squadra dove giocava il padre quando lui ha iniziato. E proprio con i rossoneri si è tolto la grande soddisfazione di esordire in prima squadra: l’occasione è arrivata nel 2011, sul prestigioso palcoscenico della Champions League, quando in un Bate Borisov-Milan è subentrato a Robinho nel finale di partita. Per fargli fare la necessaria esperienza, all’alba del campionato 2013/14, il Diavolo lo ha poi ceduto in prestito al Lumezzane, ma questa esperienza si è rivelata piuttosto negativa e così, già a gennaio, il ragazzo è stato dirottato al Barletta. Purtroppo per lui, nemmeno in Puglia le cose sono andate bene e le due parentesi in prestito si sono concluse con il deludente bottino di 18 presenze e nessun gol.

A quel punto, il Milan nell’estate del 2014, lo cede a titolo definitivo al Como ed in riva al lago finalmente Ganz dimostra di che pasta è fatto, realizzando ben 4 gol nei playoff di Lega Pro, trascinando i lariani in Serie B. Nel successivo campionato cadetto, Simone si ripete, mettendo a segno ben 16 gol in 35 partite, ma nonostante ciò, il Como non riesce ad evitare il ritorno in terza serie. Tuttavia, qualcuno di molto importante si accorge dell’attaccante e nell’estate del 2016 nientemeno che la Juventus lo acquista e lo gira in prestito all’Hellas Verona, squadra con la quale Ganz segna 4 reti centrando la promozione in Serie A (festeggiata al Dino Manuzzi, dopo lo 0-0 contro il Cesena).

Nonostante le buone prestazioni, la Juventus decide comunque di rinunciare al giovane attaccante che, nell’estate 2017, si accasa al Pescara a titolo definitivo. In Abruzzo resta però appena 3 mesi ed a gennaio 2018 è la volta dell’Ascoli. Dopo un anno e mezzo di alti e bassi, fatto di 22 presenze ed appena 2 reti, Ganz prova il rilancio tornando a Como, dove in passato si era tolto qualche soddisfazione: nella scorsa stagione ha realizzato 8 gol in 24 partite e, probabilmente, se non ci fosse stata la sospensione del campionato a causa del covid, avrebbe potuto raggiungere la doppia cifra, ma non lo sapremo mai…

Quest’estate ecco il prestito al Mantova, dove, seppur rallentato da qualche guaio fisico, ha già siglato 10 gol in 25 partite, costituendo una formidabile coppia gol con Guccione (15 gol e capocannoniere del Girone B). Dopo 4 partite fermo ai box, Ganz è rientrato la scorsa settimana contro la FeralpiSalò, restando in campo 22′, mentre il rientro da titolare è di appena tre giorni fa nella vittoriosa trasferta di Ravenna, nella quale ha giocato 63 minuti. Il gol manca però da oltre un mese e mezzo, visto che la sua ultima firma risale al 14 febbraio nel pareggio casalingo 1-1 contro la Sambenedettese.


Immagine tratta dal sito vocedimantova.it

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