Un indomabile Cesena costringe al pari la Lazio

Lazio-Cesena (1)
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BIANCONERO VINTAGE – All’Olimpico, il Cesena concede un solo punto alla fortissima Lazio di Chinaglia e raggiunge il 3° posto in classifica

Domenica 4 gennaio 1976 si gioca la 11^ giornata del campionato di Serie A. Dopo la travolgente vittoria casalinga con il Verona, il Cesena deve affrontare una difficilissima trasferta contro la Lazio di “Long John” Chinaglia e compagni. Una partita che presenta una grande novità, visto che sono i bianconeri romagnoli in veste di big da alta classifica.

Le formazioni

La Lazio naviga a centro classifica con soli 8 punti all’attivo e non ha più lo smalto dello scudetto, ma all’Olimpico, caricata e sostenuta dai suoi tifosi, sa sempredare il meglio di se. In panchina ha un mister di esperienza come Tommaso Maestrelli e della sua “Grande Lazio” da scudetto sono rimasti gli elementi più rappresentativi: il portiere Pulici, il libero Wilson, il centrocampista Re Cecconi, la punta Chinaglia ed il talentuoso D’Amico. A questo telaio di campioni si sono aggiunti giovani di talento come Ghedin, Badiani e Giordano, ma la squadra ancora non esprime quanto voluto dal mister. Sicuramente i ragazzi di Maestrelli sentono in modo particolare la partita perché si troveranno contro in veste di ex Oddi e Frustalupi, forse troppo presto scaricati dal club biancoceleste, che stanno strabiliando in riva al Savio. La Lazio entra in campo all’Olimpico con questa formazione: Pulici, Polentes, Martini, Wilson, Ghedin, Badiani, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, D’Amico, Lopez. A disposizione Moriggi, Giordano che entrerà al 75′ in sostituzione di Garlaschelli e Di Chiara.

Il Cesena è carico al punto giusto e mister Pippo Marchioro è convinto di poter gestire bene l’incontro e di portare a casa almeno un punto. Tarda ancora il rientro di Bertarelli, che verrà sostituito sempre da Urban, e, a sorpresa, ancora Ceccarelli non è titolare, sostituito da un Zuccheri in forma smagliante. I bianconeri entrano sul terreno di gioco accolti da cori, sfottò e tanti fischi. Ma mister Marchioro li ha preparati e sa che i tifosi romani hanno paura del Cesena; squadra che vince non si cambia: 1 Boranga, 2 Zuccheri, 3 Oddi, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Urban, 10 Rognoni, 11 Mariani. A disposizione 12 Bardin, 13 Ceccarelli e 14 Petrini.

La partita

Cielo coperto, temperatura rigida invernale, terreno in buone condizioni. Arbitra il sig. Panzino di Catanzaro. Le squadre entrano in campo con queste divise classiche: la Lazio in maglia azzurra con bordi bianchi e calzoncini blu; il Cesena in maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri.

Sin dalle prime battute si intuisce che sarà battaglia vera. Il primo tempo è molto equilibrato ed al 12’ la Lazio passa in vantaggio. Tutto merito di D’Amico, che si impossessa della sfera sulla trequarti destra e dopo una travolgente scorribanda fino alla riga laterale dell’area serve un buon pallone rasoterra al centro per l’accorrente Garlaschelli. La punta biancoceleste è ben contrastata dal difensore Oddi che gli impedisce di girare a rete, ma succede l’imprevisto: tra i due contendenti si intromette Boranga, che vedendo arrivare la palla nella sua area piccola accenna all’uscita e si tocca con Oddi; Garlaschelli, vistosi chiudere la via del tiro sulla sua sinistra, inventa un gran colpo di tacco, un gesto tecnico fantastico frutto dell’improvvisazione dell’ultimo istante. La palla si impenna leggermente e si dirige dentro la rete, senza che Oddi e lo stesso portiere Boranga possano fare qualcosa. Sembra che tutto vada a favore dei laziali, ma il Cesena si organizza subito.

Passano infatti appena 6 minuti ed è subito pareggio. Dagli sviluppi di una punizione battuta Rognoni sul lato sinistro del fronte d’attacco, la palla arriva in area di rigore e viene respinta di testa dall’onnipresente D’Amico. Senza però che questa tocchi terra viene deviata di testa da Frustalupi ben appostato all’interno della lunetta esterna: il passaggio è un vero e proprio assist per l’accorrente Zuccheri, che colpendo di prima intenzione sorprende tutta la difesa e soprattutto il portiere Pulici con una fucilata che va ad infilarsi nel sette. È la terza rete consecutiva di Zuccheri, che raccoglie i complimenti dei compagni ed ammutolisce l’Olimpico.

La Lazio accusa il colpo e nel tentativo di tornare subito in vantaggio si scopre troppo. Il Cesena ne approfitta con veloci contropiedi. In uno di questi, Urban a tu per con il portiere Pulici prova a superarlo, ma ad un metro dalla linea di porta Polentes riesce a sventare il pericolo anticipando anche l’accorrente Mariani. Lo stesso Mariani, due minuti dopo, si mette in evidenza su un bella azione di Frustalupi, cross di Zuccheri, testa di Urban per l’ala bianconera che si gira velocemente e tira a botta sicura, ma stavolta è bravo Pulici a chiudergli lo specchio della porta con un’ottima uscita. Anche il collega Boranga si fa però notare alla fine del tempo nello sventare da far suo un insidioso diagonale di Garlaschelli. Si va così al riposo in parità, ma questo Cesena è da applausi!

Tornati in campo, sembra la Lazio essere più convinta, trascinata da un Chinaglia ispirato e molto combattivo. Boranga diventa protagonista facendosi applaudire due volte su Chinaglia e poi in uscita sulla grossissima occasione capitata a Badiani al 71′. In questo frangente, il Cesena si mette in mostra troppo poco, solo con una punizione rasoterra di Zucccheri che impegna Pulici. Al 73’ ancora brividi per i bianconeri, quando Martini dopo una corta respinta di Cera insacca, ma fortunatamente l’arbitro Panzino annulla per fuorigioco di Chinaglia. La temutissima punta biancoceleste raddoppia due minuti dopo: mischia in area, la palla viene rimessa in mezzo da Re Cecconi che anticipa l’uscita di Boranga sulla linea di fondo, forse con la palla che ha superato la riga, ma nel proseguimento dell’azione la palla viene colpita di testa da Chinaglia che sovrasta Danova e segna. Niente da fare per le proteste bianconere, Lazio in vantaggio!

Molto emozionante e ricco di episodi l’ultimo quarto d’ora. Maestrelli sostituisce l’infortunato Garlaschelli con Giordano, mentre Marchioro invita i suoi a ragionare. Come sempre, si notano i due portieri, oggi veri e propri protagonisti. Anche Mariani ha il suo momento magico e si fa applaudire anche dagli avversari per una bellissima rovesciata che sorvola di poco il montante alla destra di Pulici. Poi, al 84′ il meritato pareggio del Cesena. Punizione da posizione centrale, due metri fuori dell’area di rigore: Frustalupi è sulla palla e la porge un metro sulla sua sinistra a Rognoni, che dopo una breve rincorsa colpisce bene di collo pieno; la palla è velocissima e si mantiene ad un pelo da terra, tanto che nulla può il portiere avversario. La palla sbatte sulla parte interna del palo sinistro e schizza in rete. È festa per il Cesena. Occhi al cielo invece per i laziali e gelo sugli spalti dell’Olimpico!

Il commento

Non dimenticherò mai le parole trasmesse alla radio nella rubrica “Tutto il calcio minuto per minuto”: “Un Cesena indomabile ha raggiunto il pareggio! La Lazio incassa il pari meritato dai romagnoli che salgono in classifica e raggiungono Napoli e Bologna al 3° posto! Questa squadra non smette di stupire!”.


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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